venerdì, maggio 27, 2011

CinemAmbiente - a Torino dal 31/05 al 5/06

Dal 31 maggio al 5 giugno a Torino si terrà la 14a edizione di CinemAmbiente.

Tutte le proiezioni e gli eventi organizzati dal Festival sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Per le proiezioni al Cinema Massimo gli spettatori possono ritirare i biglietti (gratuiti) delle singole proiezioni direttamente alla cassa del cinema dalle ore 16.00.
Per le proiezioni programmate prima delle ore 16.00 è possibile ritirare i biglietti un quarto d'ora prima dell'inizio del film.
Il biglietto è valido fino all'orario di proiezione, dopodiché, se sono presenti spettatori senza biglietto, questi ultimi saranno fatti accomodare in sala.

Si possono ritirare i biglietti per le proiezioni del giorno stesso. Ogni spettatore può ritirare un massimo di due biglietti.

Le proiezioni mattutine sono dedicate alle scuole.

Per le proiezioni in tutti gli altri luoghi del festival non è necessario ritirare alcun biglietto, l'ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

ulteriori info alla pagina ufficiale del festival

giovedì, maggio 26, 2011

Film in sala dal 27 maggio

Una notte da leoni 2
(The Hangover 2)
GENERE: Commedia
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Todd Phillips
CAST: Bradley Cooper, Zach Galifianakis, Justin Bartha, Todd Phillips, Ed Helms, Nick Cassavetes

6 giorni sulla terra
(6 giorni sulla terra)
GENERE: Fantascienza
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Varo Venturi
CAST: Massimo Poggio, Laura Glavan, Varo Venturi, Ludovico Fremont, Pier Giorgio Bellocchio, Nazzareno Bomba

Cirkus Columbia
(Cirkus Columbia)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Germania, Francia, Gran Bretagna, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Serbia
REGIA: Danis Tanovic
CAST: Miki Manojlovic, Boris Ler, Mira Furlan, Jelena Stupljanin, Mario Knezovic, Milan Strljic

Corpo Celeste
(Corpo Celeste)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: Svizzera, Francia, Italia
REGIA: Alice Rohrwacher
CAST: Yile Vianello, Salvatore Cantalupo, Pasqualina Scuncia, Anita Caprioli, Renato Carpentieri, Monia Alfieri

The Housemaid
(Ha-nyeo)
GENERE: Drammatico, Thriller
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Corea del Sud
REGIA: Im Sang-soo
CAST: Jeon Do-yeon, Woo Seo, Jung-Jae Lee, Hwang Jung-min, Kim Jin-Ah, Moon So-ri

mercoledì, maggio 25, 2011

IL DILEMMA

Il dilemma
regia di Ron Howard

Quando Ronnie scopre che Geneva, la moglie di Nick, il suo migliore amico, lo tradisce con un uomo più giovane si trova davanti a due possibilità: rivelare il misfatto al malcapitato oppure convincere la fedigrafa ad abbandonare i suoi propositi. Il tentativo di risolvere in qualche modo la faccenda darà il via ad una serie di situazioni esistenzialmente complicate ed a volte persino drammatiche – in una di queste Jack viene pestato a sangue e lasciato esanime sulla strada dall’amante di lei – che metteranno in discussione le certezze da cui il film era partito.
Travestito da commedia per la presenza di una compagine maschile conosciuta per questo tipo di frequentazioni - se Vince Vaughn /Ronnie ha nei suoi trascorsi qualche eccezione ("Swingers" ma anche "Psycho") lo stesso non si può dire per Kevin James / Nick da sempre abituato a far sorridere – “Il dilemma” è in realtà un film che rifacendosi al suo titolo non riesce a scrollarsi di dosso un senso di incertezza, stilistica ma anche drammaturgia. Perché se è vero che la sceneggiatura non si lascia sfuggire l’occasione di riproporre gli stilemi di un amicizia virile e bambocciona, che in certi momenti dà addirittura la sensazione di sopportare con fatica la presenza dell'elemento femminile– in questo senso la scena finale con i due che si rotolano abbracciati nel terreno di gioco sembra l’apoteosi di una reticenza faticosamente celata- e ricorre all’empatia di un personaggio (e dell'attrice Queen Latifah) come quello dell’excutive “intellettualmente arrapata” per far passare un linguaggio da caserma, dall’altra satura l’atmosfera con un overdose di malinconia e pessimismo capaci di minare alla base i caposaldi dell’American Style of life: in questo il film tira dritto per la sua strada senza esitazione, visitando quei luoghi attraverso la memoria e rispolverando verità inconfessabili, che gettano una luce sinistra sulla schiettezza degli anni giovanili, quelli dedicati alla complicita' cameratesca ed universitaria ( in questo caso verrà a galla una relazione clandestina tenuta segreta a fin di bene), oppure attraverso pretesti funzionali alla vicenda, come quella dedicato alle nozze d’oro dei genitori di Beth, la ragazza di Ronnie, in cui quest’ultimo e' capace di trasformare la celebrazione della vita di coppia in un manifesto sull’ipocrisia matrimoniale, istituzione questa, messa all’angolo non solo dalle falsità che i quattro amici si raccontano nel corso della storia, per sfuggire alle rispettive responsabilità, ma soprattutto dalle ragioni di un tradimento, quello di Geneva nei confronti di Nick, che non può essere imputato ad unico colpevole.

Una disfatta generale a cui nessuno puo' sfuggire ed a cui poco serve il sottofinale ecumenico, incollato piu' per ragioni commerciali che per coerenza cinematografica. Su “Il dilemma” pesa pure il sospetto del film a tesi, con la formula pronunciata in apertura, quella con cui Ronnie afferma il suo scetticismo sulla sincerità dei rapporti umani, che Howard cerca di confermare con i fatti, irrigidendosi su un assunto che toglie ritmo al film e lo traghetta su sponde che sono estranee alla briosa vivacità della commedia.
Il risultato è un prodotto ben confezionato (la fotografia manierata è di Salvatore Totino, già complice del sodalizio Grazer/Howard nel merchandising legato alla saga scritta da Dan Brown) ma spurio, a cui non giova la scelta di due attrici chiamate a rappresentare un “alternativa” alla visione maschilista, e che invece, una (Beth/Jennifer Connelly) per la troppa magrezza, l’altra (Geneva/Winona Ryder) per i segni di un evidente declino, finiscono per comunicare un senso di algida freddezza che in questo caso non produce alcuna scossa.

PUBBLCIATO SU ONDACINEMA.IT

martedì, maggio 24, 2011

IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA

IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA
Regia: Jean-Pierre e Luc Dardenne



Cyril (Thomas Doret) ha dodici anni, fino a qualche mese prima aveva anche una bicicletta e un padre.
Affidato agli operatori di un centro di accoglienza per l'infanzia da un padre insensibile e immaturo che non vuole più saperne di lui, il giovanissimo Cyril ingaggia una guerra personale contro il mondo, ferito da un genitore che lo rifiuta totalmente.
Dopo l'ennesimo tentativo di fuga, incontra Samantha (Cécile De France), una parrucchiera che accetta di occuparsi di lui nel fine settimana.
I pluripremiati maestri belgi, tranne per quanto riguarda i protagonisti, un meraviglioso Thomas Doret e una convincente Cécile De France (Hereafter), si affidano alla solita e solida pattuglia di attori spesso presenti nell' imperdibile filmografia dei Dardenne.
Con Il ragazzo con la bicicletta (Gran premio della giuria a Cannes 2011) i fratelli Dardenne si confermano ai vertici del cinema europeo.
Come pochi, sanno dare ritmo e tensione a storie "normali" e descrivere la realtà attraverso il cinema.
Probabilmente per la prima volta, il viaggio dei Dardenne nel dolore e nella disperazione termina la sua corsa nei paraggi di una timida speranza, che si nota anche nella descrizione dei luoghi, non più plumbei e ovattati ma vocianti e leggermente assolati come può essere un'estate di Liegi.
Come al solito la mdp tallona il giovane protagonista, ne cattura il respiro (i primi dieci minuti sono girati - magnificamente - ad altezza bambino e i volti degli adulti sono fuori dallo schermo), lo imprigiona nel suo rannicchiarsi, asseconda lo sforzo della corsa e l'ansia del colpo di pedale, fa esplodere la disperazione di una realtà inaccetabile e la rabbia della manifesta verità.
Essenzialità della trama, intensità delle situazioni, ennesima variazione sul tema della giovinezza, sembrerebbe che non ci sia nulla di nuovo per chi conosce la storia cinematografica dei maestri di Vallonia, che ancora una volta feriscono con il loro stile gelido e conquistano l'anima dello spettatore grazie ad una descrizione sempre corposa e mai patetica di una realtà avversa nei confronti dei più deboli, che con lo scorrere della pellicola diventa poesia amara, ma anche sublime speranza quando lo sguardo teso e i muscoli contratti del bravissimo protagonista lasciano il posto ad un volto che brilla di un commovente sorriso, il sorriso dell'innocente gioventù.

giovedì, maggio 19, 2011

Film in sala dal 20 maggio

Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare
(Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides)
GENERE: Azione, Commedia, Fantasy, Avventura
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Rob Marshall
CAST: Johnny Depp, Penélope Cruz, Ian McShane, Geoffrey Rush, Astrid Berges-Frisbey, Gemma Ward

The Tree of Life
(The Tree of Life)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Terrence Malick
CAST: Sean Penn, Brad Pitt, Joanna Going, Fiona Shaw, Tom Townsend, Jessica Chastain

Il Dilemma
(The Dilemma)
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Ron Howard
CAST: Vince Vaughn, Winona Ryder, Kevin James, Jennifer Connelly, Channing Tatum, Queen Latifah

Il ragazzo con la bicicletta
(Le gamin au vélo)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: Francia
REGIA: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
CAST: Cécile de France, Thomas Doret, Jérémie Renier, Fabrizio Rongione, Egon Di Mateo, Olivier Gourmet

Mr. Beaver
(The Beaver)
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Jodie Foster
CAST: Jodie Foster, Mel Gibson, Anton Yelchin, Jennifer Lawrence, Paul Hodge, Michelle Ang

mercoledì, maggio 18, 2011

Milano - Anteprima "Essential Killing" di Jerzy Skolimowski (cineteca di Milano)

Dal 20 maggio presso la cineteca di Milano (spazio Oberdan) sarà possibile vedere in anteprima Essential Killing, il nuovo film di Jerzy Skolimowski, autore e regista del nuovo cinema polacco anni Sessanta.

Oltre a Essential Killing, in calendario sono previste altre quattro opere del regista, firmate in momenti diversi di una lunga carriera iniziata nei primi anni Sessanta: il rarissimo Walk Over, sua opera seconda in cui Skolimowski appare anche nei panni di attore protagonista, L'australiano, La ragazza del bagno pubblico, La nave faro.


Leggi il programma della rassegna "Jerzy Skolimowski" presso Spazio Oberdan (Milano)

Trailer e News di Essential Killing con Vincent Gallo

lunedì, maggio 16, 2011

Milano - retrospettiva Andrej Tarkovskij (cineteca di Milano)

In occasione dei 25 anni dalla scomparsa del regista russo Andrej Tarkovskij (4 aprile 1932 - 29 dicembre 1986), uno dei più grandi Maestri di cinema del Novecento, l’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij e la Provincia di Milano/ Assessorato alla cultura, in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana, propongono una mostra fotografica e una rassegna cinematografica del regista russo.
La mostra, a cura di Andrej A. Tarkovskij, è aperta allo Spazio Oberdan dal 13 maggio al 12 giugno, orari 10- 19.30, martedì e giovedì fino alle 22, con chiusura il lunedì. L’ingresso è libero. L’inaugurazione si tiene giovedì 12 maggio alle ore 18.30.


PROGRAMMA PROIEZIONI [dal 19 maggio al 9 giugno]
(presso Spazio Oberdan, V.le Vittorio Veneto, 2, angolo P.zza Oberdan, Milano)


Maggio
Lunedì 16 h 20.30
Sacrificio (A. Tarkovskij, 143’) v.o. sott. it.

Martedì 17
h 17.15 Stalker (A. Tarkovskij, 161’) v.o. sott. it.
h 20.30 L’infanzia di Ivan (A. Tarkovskij, 95’) v.o. sott. it.
Prima della proiezione, incontro sull’arte
e il pensiero di Andrej Tarkovskij. Intervengono:
Andrej Tarkovskij (il figlio del grande regista) e altri studiosi.

Venerdì 20
h 17.00 Elegia moscovita (A. Sokurov, 88’)
h 18.45 Nostalghia (A. Tarkovskij, 130’)

Sabato 21
h 20.45 Andrej Rublëv (A. Tarkovskij, 185’) v.o. sott. it.

Domenica 22
h 10.00 Solaris (A. Tarkovskij, 165’) v.o. sott. it.
h 15.00 La ragazza del bagno pubblico (J. Skolimowski,
95’) v.o. sott. it.
h 17.00 L’infanzia di Ivan (A. Tarkovskij, 95’) v.o. sott. it.
h 21.00 Lo specchio (A. Tarkovskij, 105’) v.o. sott. it.

Mercoledì 25
h 18.00 Solaris (A. Tarkovskij, 165’) v.o. sott. it.

Giovedì 26
h 17.00 La nave faro (J. Skolimowski, 89’) v.o. sott. it.
h 18.45 Il rullo compressore e il violino (A. Tarkovskij, 55’) v.o. sott. it.
Tempo di viaggio (A. Tarkovskij, T. Guerra, 60’)

Venerdì 27
h 17.00 Lo specchio (A. Tarkovskij, 105’) v.o. sott. it.
h 21.00 Sacrificio (A. Tarkovskij, 143’) v.o. sott. it.

Sabato 28
h 15.00 La nave faro (J. Skolimowski, 89’) v.o. sott. it.
h 18.30 Stalker (A. Tarkovskij, 161’) v.o. sott. it.

Domenica 29
h 10.00 Lo specchio (A. Tarkovskij, 105’) v.o. sott. it.
h 15.00 Andrej Rublëv (A. Tarkovskij, 185’) v.o. sott. it.

Giugno
Mercoledì 8
h 16.30 Il rullo compressore e il violino (A. Tarkovskij, 55’) v.o. sott. it.
Tempo di viaggio (A. Tarkovskij, T. Guerra, 60’)
h 20.30 Solaris (A. Tarkovskij, 165’) v.o. sott. it.

Giovedì 9
h 16.30 Elegia moscovita (A. Sokurov, 88’)
h 18.30 Nostalghia (A. Tarkovskij, 130’)


cineteca milano: calendario della retrospettiva

LA POLIZIA HA LE MANI LEGATE - ITALIA 70 - IL CINEMA A MANO ARMATA (20)

LA POLIZIA HA LE MANI LEGATE (1974)
Regia: Luciano Ercoli


Cast: Claudio Cassinelli - Franco Fabrizi - Arthur Kennedy - Bruno Zanin - Sara Sperati

IL FILM. Una bomba esplode nella hall di un albergo milanese, causando morti e feriti.
Il commissario Rolandi (Claudio Cassinelli), che era nell'hotel per sorvegliare un trafficante di droga assiste alla strage. Qualche ora dopo, il suo amico e collega Balsamo (Franco Fabrizi) si imbatte nell'attentatore, il giovane Federico Ludovisi (Bruno Zanin), ma se lo fa scappare.
Mentre delle indagini ufficiali si occupa un integerrimo magistrato, il procuratore generale Di Federico (Arthur Kennedy), il commissario Rolandi, che lavora alla sezione narcotici, inizia un'indagine personale per scoprire chi sono gli autori ed i mandanti della strage.
Ma molte cose non quadrano, qualche insospettabile fa il doppio gioco e ogni volta che il commissario Rolandi si avvicina a scoprire una qualche verità, i suoi testimoni vengono puntualmente uccisi da misteriosi killer.

COMMENTO. La Polizia ha le mani legate fa parte di quel sottofilone del poliziottesco che si occupa di trame eversive, servizi segreti deviati, stragi di stato.
Il film elimina quasi completamente gli inseguimenti e le insistite sparatorie classiche del genere per concentrarsi su una storia di eversione e servizi segreti.
Il lavoro di Luciano Ercoli è senza dubbio apprezzabile, l'atmosfera è quella giusta, la psicologia dei personaggi è ben delineata in quasi tutti i casi, l'aria di sospetto che si respira all'interno del palazzo di giustizia è ben rappresentata, ma al momento di affondare il colpo, il regista diventa vago, (già aveva rassicurato gli spettatori facendo capire chiaramente che l'attentato è frutto di un errore e che la bomba era destinata ad un traliccio) mette in primo piano la vicenda personale del protagonista lasciando sullo sfondo l'interessante vicenda complottista che purtroppo, nella realtà, ha segnato in maniera indelebile la storia italiana dalla fine degli anni sessanta agli inizi degli anni ottanta e che ancora oggi rimane oscura con il suo bagaglio di centinaia di vittime e quasi sempre nessun colpevole.



CURIOSITA' E NOTIZIE. L'esplosione della bomba in un hotel milanese rimanda chiaramente alla vera bomba esplosa nella Banca dell'Agricoltura in Piazza Fontana a Milano, infatti i funerali che si vedono in Tv sono proprio quelli delle vittime della strage di Piazza Fontana avvenuta il 12 dicembre 1969.

giovedì, maggio 12, 2011

Film in sala dal 13 maggio

Beastly
(Beastly)
GENERE: Horror, Fantasy, Romantico
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Daniel Barnz
CAST: Vanessa Hudgens, Alex Pettyfer, Neil Patrick Harris, Mary-Kate Olsen, Peter Krause, Lisa Gay Hamilton

Con gli occhi dell'assassino
(Los ojos de Julia)
GENERE: Horror, Thriller
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Spagna
REGIA: Guillem Morales
CAST: Belen Rueda, Lluís Homar, Pablo Derqui, Francesc Orella, Joan Dalmau, Boris Ruiz

Red
(Red)
GENERE: Azione, Thriller
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Robert Schwentke
CAST: Bruce Willis, Morgan Freeman, Helen Mirren, John Malkovich, Mary-Louise Parker, Karl Urban

Uomini senza legge
(Hors-la-loi)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Belgio, Algeria, Francia
REGIA: Rachid Bouchareb
CAST: Jamel Debbouze, Roschdy Zem, Sami Bouajila, Bernard Blancan, Chafia Boudraa, Sabrina Seyvecou

Il Mercante di Stoffe
(Il Mercante di Stoffe)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia, Marocco
REGIA: Antonio Baiocco
CAST: Sebastiano Somma, Emanuela Garuccio, Marta Bifano, Philippe Boa, Antonio Capobasso, Nadia Kibout

Un perfetto gentiluomo
(The Extra Man)
GENERE: Commedia
ANNO: 2011
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Shari Springer Berman, Robert Pulcini
CAST: Katie Holmes, Paul Dano, Kevin Kline, John C. Reilly, Cathy Moriarty, Alicia Goranson

venerdì, maggio 06, 2011

Machete

Nel ripubblicare una recensione proposta su queste pagine molto tempo fà, rimane forte l'interrogativo su un ritardo distributivo che, nel caso del film in questione, presentato al Festival di Venezia 2010 ed atteso da un pubblico di fedeli appassionati, appare del tutto ingiustificato.



L'aveva detto ed ha mantenuto la promessa: nato come biglietto da visita del precedente "Grindhouse" ed in qualche modo espediente per sintetizzare l'estetica di un modello di cinema, l'Exploitation, resuscitato da un passato non troppo lontano, il trailer di Machete è diventato un film. Basterebbe già questa bizzara anomalia a spostare i livelli di simpatia dalla parte di un regista che sembra divertirsi un mondo a rileggere i generi, andando a ripescare idee ed estetiche di un cinema quasi primordiale rispetto alle grandi costruzioni visive della nostra contemporaneità.
La storia di Machete, ex agente federale, impegnato a vendicare lo sterminio della propria famiglia si mischia con quelle degli immigrati clandestini messicani, perseguitati da un governatore reazionario e da una serie di sgherri che sembrano usciti dal museo delle cere, catapultando il nostro eroe in una spirale di vendetta e redenzione.Buoni e cattivi, delitto e castigo, sacro e profano, stilemi del cinema "dell'autore" americano, trovano nel personaggio di Machete interpretato dall'ex galeotto Danny Treio, un altro scherzo di questo film, il terreno adatto per un manicheismo che lascia poco spazio all'immaginazione. A metà strada tra "The Punisher" e "Terminator", e come loro affetto da una monolicità al limite dell'autismo, Machete è il Che Guevara di un cinema fatto ad uso e consumo di chi preferisce gli stimoli della pancia a quelli del cervello. Mani mozzate, teste che saltano, sangue a catinelle ma anche esposizione di corpi impegnati in improbabili accoppiamenti completano un panorama che avrà la propria catarsi nella scontata vittoria degli oppressi e nella parodiata punizione dei cattivi.

Realizzato con un economia che è ormai un marchio di fabbrica del cinema di Rodriguez, "Machete" si fa apprezzare a patto che si sia disposti ad accettare con atteggiamento ludico il suo spettacolo. In questo modo si avrà l'occasione di ritrovare attori dimenticati come Don Johnson, stelle Hollywoodiane come Robert De Niro, divertente e divertito, e sempre più disposto a lasciarsi coinvolgere in questo tipo di operazioni, Jessica Alba e Michelle Rodriguez, wild girls dalla pistola facile. Per tutti gli altri invece la sensazione di un divertimento programmatico. Si annunciano sequel.
(pubblicato su ondacinema.it)


Thor

Di fronte alle scelte di una produzione che vuole essere padrona del proprio destino e che per questo ha deciso di prendere le redini di quello che è diventato un vero e proprio filone cinematografico, stiamo parlando della Marvel, detentrice dei diritti di quei super eroi che il cinema hollywoodiano a deciso di promuovere al rango di vero e proprio genere cinematografico, non si può non rimanere perplessi. Perché se è vero che il tentativo di elevare il prodotto con l’introduzione di artisti solitamente impegnati, e qui è il caso di citare innanzitutto un regista come Kennet Branagh, diventato famoso per le sue riduzioni Shakespieriane (altre volte erano stati Ang Lee,Tim Roth, etc) poteva avere lo scopo di ampliare il pubblico pagante, allettandolo con la speranza di un prodotto non esclusivamente giovanilistico, dall’altra la scelta viene mortificata dai limiti imposti da un mercato bisognoso di normalizzazione. Nell’appiattimento generale che arriva a non tenere conto neppure della sua fonte stravolgendola nella sostanza (l’identità di Donal Blake in origine persona vera diventa una semplice copertura del Thor in esilio sulla terra), ed anche nella forma (l’obesità di Falstaff diventa un leggero sovrappeso), dobbiamo sorbirci una regia che non lascia traccia sul piano drammaturgico, traghettando i personaggi verso stereotipi di tipo manicheo, ne su quello visivo, con qualche inquadratura sghemba e riprese aeree che appartengono alla routine di qualsiasi film d’azione. Ma quello che rende più interdetti è la presenza di un Dio del Tuono con i capelli ossigenati ed i muscoli dopati: senza scomodare il ritratto che ne avevano dato i suoi inventori, qui viene a mancare quella regalità e quel tormento che comunque faceva da contraltare ad una forza smisurata.

Prevale una spavalderia alla “all american boys” che neanche la presenza di alcune scene intermezzo, tese a spezzare con qualche ilarità una tensione invero inesistente -Thor in versione splapstick comedy viene trattato alla stregua di un punching ball dalla dottoressa di cui poi si dovrà innamorare- riesce a risollevarci da un andamento senza alcuna variazione. E se alla fine il film sembra volerci dire che il vero nemico è dentro di noi – la presenza di molteplici avversari impedisce la percezione di una vero e proprio antagonista- si stenta a credere che lo possa essere all’interno di simili psicologie. Rimane la bellezza digitale (ed un po’ scontata) del paesaggio Asgardiano e una proposizione tutto sommato accettabile di virtù guerresche che da sempre costituiscono il bagaglio indispensabile per essere un “Superhero movie”. Abbastanza per i neofiti, troppo poco per gli appassionati.

giovedì, maggio 05, 2011

film in sala dal 6 maggio 2011

Fast and Furious 5
(Fast Five)
GENERE: Azione, Thriller
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Justin Lin

Come l'acqua per gli elefanti
(Water for Elephants)
GENERE: Drammatico
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Francis Lawrence

Crazy, Stupid, Love
(Crazy, Stupid, Love)
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Glenn Ficarra, John Requa

Hai paura del buio
GENERE: Drammatico
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Massimo Coppola

Il richiamo
(Il richiamo)
GENERE: Drammatico
NAZIONALITÀ: Italia, Argentina
REGIA: Stefano Pasetto

La Misura del Confine
GENERE: Drammatico
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Andrea Papini

Libera uscita
(Hall Pass)
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Bobby Farrelly, Peter Farrelly

Senza arte né parte
(Senza arte né parte)
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Giovanni Albanese

Uomini senza legge
(Hors-la-loi)
GENERE: Drammatico, Storico
NAZIONALITÀ: Belgio, Algeria, Francia
REGIA: Rachid Bouchareb

martedì, maggio 03, 2011

Source code

Source Code è un film da vedere perchè ha l'immediatezza dell'opera a basso costo e l'epos delle produzioni mainstream. All’inizio c’è una città ripresa dall’alto ed un treno che l’attraversa come il titolo di uno spot pubblicitario. In seguito c'è un tipo che deve sventare un attentato, c'è un programma che gli permette di vivere continuamente la stessa esperienza, c'è una donna di cui forse è innamorato; ci sono i buoni che sembrano cattivi e cattivi che lo sono per davvero, ci sono persone in uniforme ed uniformi di persone, il tutto condito con una metafisica della normalità che nelle mani del regista assume le forme di un campo di battaglia.

Riducendo lo spazio ad una serie di non luoghi (la stazione, il vagone di un treno, la cabina di un vettore, lo schermo di un computer, la mente dei protagonisti) e depotenziando l’action dagli strumenti della forza - pallottole, pistole e marchingegni tecnologici rimangono sempre ai margini - Jones utilizza la natura reversibile dello “strumento” cinematografico per inventare una variazioni di immagini olografiche che finiscono per diventare l’unico simulacro di una possibile verità. Coinvolgendo lo spettatore verso una duplice deception, la prima messa in atto per sventare l’attentato, la seconda per scoprire i piani dimensionali in cui la storia si sviluppa, il film umanizza gli aspetti tecnologici (montaggio e sonoro, ma anche la fotografia, pastosa come la malinconia del protagonista) facendone condizione indispensabile per l’espressione di uno stato emotivo, dei protagonisti così come dei comprimari, altrimenti sacrificato alle caratteristiche sincopatiche dell’intreccio.

Chiamato ad una conferma mai troppo facile, Jones realizza un opera seconda all’altezza della sua fama, riuscendo a rendere interessante anche un attore un po’ svagato come Jake Gyllenhaall, chiamato ad interpretare il disagio di un uomo che lotta per rimanere se stesso all’interno di un mondo che lo considera solamente in funzione della sua missione. Uno scenario disumano per un film che riesce comunque a ricordarci l’importanza della vita.