di Fede Alvarez
con Jane Levy, Shiloh Fernandez, Lou Taylor Pucci
Usa, 2013
genere: horror
durata, 91'
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"You can crush it but it's always here,
you can crush it but it's always near,
chasing you home, saying...
E/thing is broken, e/one is broken".
Radiohead

dello "sbirro", allargando la ricognizione dall'approfondimento delle trasformazioni sociali - sempre più repentine e latrici di spaesamenti - alle vere e proprie mutazioni interiori - psicologiche, emotive, comportamentali - che proprio il crogiolo informe del mondo in eterno divenire secondo le direttrici dell'incombente "modernità" va imprimendo nelle menti e negli animi di questi uomini votati al "dovere" di far rispettare e al tempo preservare categorie contrassegnate da sempre da lettere maiuscole, come Giustizia, Legge e Ordine.
suddivisa in sette stagioni per un totale di una novantina di episodi della durata media di cinquanta minuti, già da quel picchiare impietoso sembra infrangersi su chi guarda e insinuargli la sensazione che quel tintinnare di frantumi altro non sia che la pasta di cui e' fatta la vita di tutti gl'individui che ruotano direttamente o per qualche capriccio del caso attorno al quotidiano immutabile e feroce della malavita e ai suoi inesorabili addentellati: denaro, potere, crudeltà. Emerge da quel grido scomposto, al tempo, la coscienza e la disperazione per una redenzione impossibile e lo stupore ominoso per un'esistenza divisa tra fortuiti attimi di tregua e lunghi imbrunire nei territori dell'abiezione, il riscatto per sempre confinato al sogno, per non dire all'allucinazione solitaria. Questo giorno che e' "solo un altro giorno", sempre uguale a se stesso - avvitamento maligno ed efferato del delirio ipnotico/tragicomico sul viso keatoniano di Bill Murray in "Ricomincio da capo" di Ramis (1993) - e' furti, spaccio, truffe, rapine, omicidi, stupri, rapimenti, perversioni ed abusi sui minori, traffico di stupefacenti e tratta di esseri umani. Malversazioni, appalti truccati, corruzione e opacità amministrativa. Collusioni, contiguità, accidie, omissioni (spesso e volentieri ben dentro l'organismo delle Istituzioni, forze dell'ordine comprese). E' una rete capillare di uomini e di donne isolati o riuniti in bande, affiliati in piccoli gruppi o federati in gang, stretta al collo d'interi settori del tessuto metropolitano losangelino, al vertice della quale troneggia - proverbiale quanto temuto, invisibile e onnipresente, metodico e spietato - il Grande-Cartello-del-Narcotraffico, proprio la', nemmeno tanto oltre il confine meridionale della dolce e assolata California... Argine - o presunto tale, ormai, chissà, del resto, Freud docet, "l'uomo civile ha barattato una parte della sua felicita' per un po' di sicurezza", con tutto quello che ne consegue - comunque strumento d'interposizione a fronte della capitolazione definitiva, il Corpo di Polizia, nel caso il L.A.P.D. Nello specifico, il distretto di Farmington (ricalcato sulla zona di Rampart: territorio di caccia o regno da difendere, a seconda delle barricate).
Nel dettaglio, la "squadra d'assalto", il cui corpo e cuore pulsante e' il detective Mackey: bianco, sulla cinquantina, occhi ceruli ma sempre all'erta (reiterati e significativi i primi piani di Chiklis a scrutare/decifrare le crepe possibili in un atteggiamento o di una situazione), pelata, fisico tarchiato quanto indurito dalla palestra, jeans, scarponi da lavoro e magliette aderentissime, pistola o fucile (il classico "sixteen gauge") e corpetto in kevlar rinforzato rispettivamente per l'"ordinaria amministrazione" e le operazioni in grande stile. Nello stillicidio giornaliero della giungla iper-moderna, in questa consuetudine compressa sempre sul punto di esplodere, Mackey si divincola spalleggiato dal suo branco, la "squadra d'assalto" - alias Ronald "Ronnie" Gardocki (David Rees Snell), lupo laconico e fedele, esperto d'informatica, gran procacciatore di informazioni utili al gruppo e non insensibile alle lusinghe del denaro facile; alias Curtis "Lem" Lemanski (Kenny Johnson), anello morbido della famiglia allargata, cucciolo di due metri, tanto triste nello sguardo quanto artificiosamente audace nel modo di fare; alias Shane Vendrell (Walton Goggins), co-fondatore della "squadra", maschio alpha amico e rivale di Vic, unico suo confidente ed eterno Giuda in nuce, sprezzante, razzista e donnaiolo quanto col tiranno in gonnella dentro casa - ed e' tenuto in carreggiata dalla ex famiglia che, oltre alla moglie Corinne (Cathy C. Ryan), annovera una adolescente difficile, Cassidy (Autumn Chiklis, autentica figlia del protagonista) e due piccoli autistici.
Sin dalle prime vicende in cui e' coinvolta "la squadra" di Mackey - che come da cliché di tanto "crime cinema" e' l'unica o quasi ad ottenere risultati, palesemente in virtù dei metodi poco ortodossi, paralegali che pratica ed e' sostanziata/influenzata da un impercettibile collante (omo)erotico che nell'esercizio sistematico della "camaraderie", a dire nell'eccitazione adolescenziale per improvvisi guadagni illeciti, nell'esaltazione del gesto "eroico", nella prossimità sempre elusa e sempre rinnovata con la morte, nell'inerzia, nei vuoti privi di "azione", si rinsalda, si legittima, si perverte e alla fine si autodistrugge - risulta evidente l'ambivalenza, la continua allusione ad una strategia mentale distorta dai comuni canoni etici, quanto efficace nella pratica materiale; una aberrazione radicale del legame causa-effetto/mezzi-fini ed un perseverare tenace, incrollabile, verso un nebuloso eppure ineludibile punto di equilibrio, catarsi muta e forse letale. Merito di questo leggero ma continuo scarto che mantiene sempre, anche nello svolgersi di vicende, diciamo così, più "ordinarie", la tensione un solo grado al di qua della temperatura di ebollizione, va ascritto, da un lato, al taglio di sceneggiatura predisposto dal creatore della serie, Shawn Ryan (tra l'altro produttore di altri intrecci a puntate, tipo quello ad alto tasso muscolare "The unit", in concomitanza con David Mamet, a sua volta regista di uno degli episodi più spinosi e "filosofici" di "The Shield") contraddistinto dalla connessione diretta, fulminea, tra dialoghi tarati sul più contemporaneo gergo di strada (che al di la' degli straordinari imposti ai traduttori, ha segnalato l'opera ai "tutori del buon gusto") e ritmo forsennato della messa in scena - inseguimenti in auto, in moto, a piedi; irruzioni precipitose; scazzottate e pestaggi; esecuzioni: ma pure un meccanismo interno agile, permeato di una sua sottile frenesia nelle ambientazioni più tipicamente "statiche" (botta e risposta tra le scrivanie, riunioni, interrogatori) - e dall'altro, dall'uso insistito (alla fine vera e propria testimonianza cinematografica di aderenza alla realtà, tale, a volte, da superarla, fin quasi ad annullare il diaframma che separa, dovrebbe separare, "finzione" e "vero", concettualmente non dissimile dagli azzardi linguistici proposti da Mann una decina e passa di anni fa) delle riprese a mano, non di rado traballanti, sgranate, spesso "addosso" alle schiene o alle gambe di poliziotti e malviventi.
Vita e morte, amore e odio, intransigenza e pietà, scivolano così sulla pelle dello "sporco" detective come i fili d'erba appena tagliati dai praticelli stolidamente verdi delle mono familiari suburbane o da quelli anemici delle più sordide topaie, queste e quelle tutte ugualmente in fila, tutte ugualmente con un loro indicibile orrore dentro, a cui Mackey oppone a testa alta la lama della sua hybris contorta e incomprimibile, senza scampo, senza domani. Sopravvivere ad ogni costo, esserci, qui e ora, questa la cifra ultima e la vera "legge" di un uomo profondamente e totalmente solo a cui la (ex) famiglia, "la squadra", l'azione, surroga e anestetizza la corrosione interiore del vuoto. Quando tutto finisce - l'affetto esaurito per consunzione, l'amicizia distrutta dalla morte o dall'abbandono, la spavalderia della strada castrata dal contrappasso di una burocratizzazione forzata - avanza la notte, nera e sorda, accogliente e laida, e chiama a se', ancora, questo "spirito che vuole eternamente il bene e opera eternamente il male".
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A Lady in Paris
(Une estonienne à Paris)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2012
NAZIONALITA': Belgio, Francia, Estonia
REGIA: Ilmar Raag
CAST: Jeanne Moreau, Laine Mägi, Patrick Pineau
AmeriQua
(AmeriQua)
GENERE: Commedia
ANNO: 2013
NAZIONALITA': Italia
REGIA: Marco Bellone, Giovanni Consonni
CAST: Bobby Kennedy III, Alec Baldwin, Giancarlo Giannini, Alessandra Mastronardi, Eva Amurri, Ernesto Mahieux
Il grande Gatsby
(The Great Gatsby)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2013
NAZIONALITA': Australia, USA
REGIA: Baz Luhrmann
CAST: Leonardo Di Caprio, Carey Mulligan, Tobey Maguire, Isla Fisher, Joel Edgerton, Gemma Ward
Post Tenebras Lux
(Post Tenebras Lux)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2012
NAZIONALITA': Germania, Francia, Messico, Olanda
REGIA: Carlos Reygadas
CAST: Nathalia Acevedo, Adolfo Jiménez Castro
Beket
(Beket)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2008
NAZIONALITA': Italia
REGIA: Davide Manuli
CAST: Luciano Curreli, Jérôme Duranteau, Fabrizio Gifuni, Paolo Rossi, Freak Antoni, Simona Caramelli
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di: Miyazaki Hayao.
Animazione. Dal romanzo omonimo di Eiko Kadono (1985).
- GIA 1989 -
102 min

Che Miyazaki Hayao (classe 1941) abbia sovente esaltato la propria immaginazione sino a lambire il meraviglioso e' cosa nota anche ai ciottoli non levigati in fondo al Lete. Ciò che e' interessante osservare da subito - e parliamo di un lungometraggio del 1989 (!), arrivato solo ora al suo luogo d'elezione, il buio della sala, grazie all'ennesima prova di labirintica imperscrutabilità offerta dalla distribuzione nostrana, capace stavolta di mettere insieme un tortuoso percorso a tappe che ha visto una prima uscita su dvd nel 2002, un nuovo adattamento per la presentazione al Festival del Cinema di Roma del 2010 e l'odierno esordio sul grande schermo - e' la freschezza e la soavità pressoché intatte, dopo quasi un quarto di secolo, di una storia semplice (nella struttura e negli snodi) di crescita e formazione riguardante una persona dotata di qualità fuori dal comune.
La figura di Kiki, strega tredicenne in casacca nera, ballerine arancio scuro, grosso fiocco rosso in testa a contenere la zazzera bruna, radiolina portatile e scopa d'ordinanza, che abbandona il suo paese natale per un periodo di apprendistato in una nuova città, arricchisce la lista dei fanciulli svegli e sensibili di Miyazaki, ne preconizza di futuri, protagonisti di altre avventure (dalla "Principessa Mononoke", 1997, a "La città incantata", 2001, fino a "Ponyo sulla scogliera", 2008), e prosegue nell'esplorazione dell'infanzia e della prima giovinezza come età dell'incanto e al tempo banco di prova per la definizione della qualità umana di un individuo. La mini fattucchiera, in compagnia del gatto Jiji (con cui dialoga correntemente), osservatore rilassato e ironico della realtà, si sceglie una città "affacciata sul mare" (uno dei tanti ibridi architettonico/stilistici con cui il regista giapponese suole reinventare luoghi lontani: qui ritroviamo suggestioni scandinave, olandesi, proprie di borghi della Francia settentrionale o del Belgio, come pure morbidezze e punti di fuga tipici di latitudini più mediterranee), decide di prendervi dimora e dopo un primo momento d'incomprensione e diffidenza - per nulla causato, e' opportuno sottolinearlo, dalla sua natura di strega, a ribadire, da un lato, l'essenza fondamentalmente prodigiosa dell'esistenza stessa e, dall'altro, l'altrettanto radicato istinto guardingo nei confronti del "diverso", dello "straniero" in quanto tale - trova impiego presso un forno che vende pani e dolciumi, inventandosi il ruolo di fattorino volante per le consegne a domicilio.

Col tempo scoprirà aspetti del mondo che non conosceva; farà amicizia (con Ursula la pittrice, in particolare, in cui Kiki ragazzina si rispecchia e s'intravede da adulta e che le insegna l'onore e l'onere impliciti nell'avere dei doni. "Il sangue della strega; il sangue del pittore; il sangue del fornaio... doni per i quali possiamo anche soffrire", le dice). E si sentirà frustrata e delusa; proverà lo smarrimento di non trovarsi più a suo agio con se stessa (poteri che si affievoliscono; Jiji che diventa incomprensibile: il suo frasario pacato e sardonico torna ad essere un qualunque miagolio). Collegherà alcuni suoi rossori a sensazioni ancora indistinte, forse avvisaglie di amori a venire: comprenderà, soprattutto, la relazione indissolubile tra privilegio e sacrificio.
La curiosa bellezza della vicenda - così lineare si e' detto - deriva pero' dal suo modo di essere restituita con un tono lieve eppure sotterraneamente frenetico (a non secondario vantaggio del ritmo interno del film): Kiki e' sempre in movimento, accompagnata e sospinta dal vento, dalle nuvole che sembrano anticiparla/rincorrerla; dalle anatre selvatiche che la instradano o dai corvi che la incalzano. L'unica stasi e', in realtà, una forma d'immobilità forzata che si manifesta in un febbrone, diretta conseguenza dei continui strapazzi e di un'abbondante fradiciata. E ancora, con un taglio narrativo e un punto di vista in cui curiosità, apertura all'esterno, gentilezza, sono sempre contrappuntati da inaspettati momenti di amarezza, di ripensamento: qui e la' un'incertezza, una piccola inquietudine, quasi a rendere in extremis avvertita l'intuitiva propensione anagogica dell'occhio infantile.
Per questo, quando sembra che lo "zucchero" stia per prevalere, una tempesta incombente fa sbattere con clamore le finestre; i lampi squarciano il cielo - quel pastello turchese che pareva indistruttibile facendo capolino a più riprese nelle inquadrature come in certe tele di Bonnard o di Pissarro, infinito territorio di promesse tanto caro a Miyazaki come a Moebius, suo amico, presenza viva nelle opere di entrambi e legata a filo doppio all'altra grande passione dei due, il volo e le macchine volanti, qui materializzate o evocate di continuo, fino alla bicicletta ad elica e al "numero" finale col dirigibile - O si rincasa a testa bassa camminando scalzi sulle pietre. O si e' soli sotto la pioggia e calano silenzi tanto lunghi quanto presaghi. A dire: davvero, a tratti, diventa palpabile la possibilità di estorcere alla ragione e al cinismo barlumi di sgomento per il mero stare al mondo, per l'irriducibile grazia gratuita e misteriosa malia delle cose. Cose che, riportandoci a noi stessi, a quell'ideale romantico, ingenuo ma puro che sta prima della galera degli opportunismi, prima delle viltà e delle grettezze, regalano la tregua dell'illusione e fanno incontrare lo stupore, l'allegria, i sorrisi irenici di Kiki, il suo pragmatismo e la sua testardaggine, il suo accordo immediato con la natura - fiori e alberi, sabbia e mare, aria e nuvole - agglomerati di forze eterne non necessariamente benigne, comunque, di fatto, lenitive e (ri) generatrici: qualità queste che, unite a volubilità e arrendevolezza, ad ostinazione ed impertinenza, e' facile - per dire - non siano state dimenticate da un vecchio estimatore dell'animazione e del fumetto come Besson per sbozzare certe pieghe caratteriali della dodicenne Mathilda in "Leon" (1994).
E se alcuni personaggi di contorno appaiono si' un po' leziosi, sempre puntuale e' l'apporto delle partiture di Joe Hisaishi (compositore storico anche di Kitano), pronto a variare registro passando da un allegro twist introduttivo a fraseggi di tastiere ed archi - morbidi quanto insinuanti - ad interagire negl'intermezzi di spaesamento e tensione. Come pure resta, nella generale leggerezza, il punto fermo che la magia non e' tanto o solo un insieme di poteri da utilizzare (come all'inizio fa Kiki per la sua professione) ma un vero e proprio modo di stare al mondo (rifiutare di galleggiare nel presente, per esempio, e volarci sopra ); un linguaggio, una chiave per entrare in quello degli altri e conoscerlo.
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20 anni di meno
(20 ans d'écart)
GENERE: Commedia
ANNO: 2013
NAZIONALITA': Francia
REGIA: Marie-Charlotte Moreau
CAST: Virginie Efira, Pierre Niney, Charles Berling, Gilles Cohen, Camille Japy, Michael Abiteboul
Bellas mariposas
(Bellas mariposas)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2012
NAZIONALITA': Italia
REGIA: Salvatore Mereu
CAST: Sara Podda, Maya Mulas, Micaela Ramazzotti, Davide Todde, Luciano Curreli, Marina Loi
Confessions
(Kokuhaku)
GENERE: Drammatico, Thriller
ANNO: 2010
NAZIONALITA': Giappone
REGIA: Tetsuya Nakashima
CAST: Yoshino Kimura, Yukito Nishii, Kaoru Fujiwara, Ai Hashimoto, Mana Ashida, Masaki Okada
Fire with Fire
(Fire with Fire)
GENERE: Azione, Drammatico, Thriller
ANNO: 2012
NAZIONALITA': USA
REGIA: David Barrett
CAST: Josh Duhamel, Bruce Willis, Rosario Dawson, Vincent D'Onofrio, 50 Cent, Julian McMahon
La casa
(The Evil Dead)
GENERE: Horror
ANNO: 2013
NAZIONALITA': USA
REGIA: Fede Alvarez
CAST: Jane Levy, Shiloh Fernandez, Jessica Lucas, Lou Taylor Pucci, Jim McLarty, Elizabeth Blackmore
L'uomo con i pugni di ferro
(The Man with the Iron Fists)
GENERE: Azione
ANNO: 2012
NAZIONALITA': USA
REGIA: RZA
CAST: Russell Crowe, Jamie Chung, Lucy Liu, RZA, Pam Grier, Rick Yune
Mi rifaccio vivo
(Mi rifaccio vivo)
GENERE: Commedia
ANNO: 2013
NAZIONALITA': Italia
REGIA: Sergio Rubini
CAST: Neri Marcorè, Margherita Buy, Emilio Solfrizzi, Vanessa Incontrada, Lillo, Sergio Rubini
No - I giorni dell'arcobaleno
(No)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2012
NAZIONALITA': Francia, Cile, USA
REGIA: Pablo Larraín
CAST: Gael Garcia Bernal, Christopher Reeve, Richard Dreyfuss, Jane Fonda, Alfredo Castro, Nestor Cantillana
Sta per piovere
(Sta per piovere)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2013
NAZIONALITA': Italia
REGIA: Haider Rashid
CAST: Lorenzo Baglioni, Mohamed Hanifi, Giulia Rupi
Fedele alla linea
(Fedele alla linea)
GENERE: Documentario
ANNO: 2013
NAZIONALITA': Italia
REGIA: Germano Maccioni
CAST: Giovanni Lindo Ferretti, Corte Transumante di Nasseta
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IL CECCHINO
Le Guetteur
di Michele Placido
con Daniel Auteuil, Mathieu Kassovitz, Olivier Gourmet, Luca Argentero, Violante Placido
Drammatico 89 min - ITA/FRA 2012
EFFETTI COLLATERALI
Side Effects
di Steven Soderbergh
con Rooney Mara, Channing Tatum, Jude Law, Catherine Zeta-Jones
Drammatico 106 min - USA 2013
MIELE
di Valeria Golino
con Jasmine Trinca, Carlo Cecchi, Libero De Rienzo, Iaia Forte
Drammatico 110 min - ITA 2013
MUFFA
Kuf
di Ali Aydin
con Ercan Kesal, Muhammet Uzuner, Tansu Biçer
Drammatico 94 min - TUR/GER 2012
HANSEL e GRETEL: CACCIATORI DI STREGHE
Hansel and Gretel: Witch Hunters
di Tommy Wirkola
con Jeremy Renner, Gemma Arterton, Famke Janssen
Horror 90 min - USA 2012
SNITCH - L'INFILTRATO
Snitch
di Ric Roman Waugh
con Dwayne "The Rock" Johnson, Susan Sarandon, Jon Bernthal
Dramamtico 112 min - USA 2012
THE ROLLING STONES - CROSSFIRE HURRICANE
di Brett Morgen
Documentario musicale 111 min - GB/USA 2013
BENUR - UN GLADIATORE IN AFFITTO
di Massimo Andrei
con Nicola Pistoia, PAolo Triestino, Elisabetta De Vito
Commedia 98 min - ITA 2012
LA FINESTRA DI ALICE
di Carlo Sarti
con Fabrizio Bucci, Sergio Muniz, Deborah caprioglio
Commedia 100 min - ITA 2013
IL COMMISSARIO TORRENTE - IL BRACCIO IDIOTA DELLA LEGGE
Torrente 4
di Santiago Segura
con Santiago Segura, Kiko Rivera, Tony Leblanc
Commedia 93 min - SPA 2011
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I CINEMANIACI
I cinemaniaci e' un blog collettivo dove si parla di cinema e dove si invita a parlarne. Il cinema come non lo avete mai letto. Recensioni di film, approfondimenti su generi cinematografici, cinema d'autore e sceneggiatura, retrospettive di registi ed attori, reportage dai principali festivals del cinema italiano, editoriali sul cinema e l'arte cinematografica. Particolare attenzione è riservata alle produzioni cinematografiche italiane ed hollywoodiane ed al genere Poliziottesco italiano degli anni '70. DISCLAIMER I cinemaniaci e' un blog e non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Per questo motivo non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7/03/2001. I contenuti pubblicati su I cinemaniaci sono di proprietà dei rispettivi autori, tutelati da Licenza Creative Commons. E' possibile diffondere, integralmente o parzialmente, gli articoli pubblicati, previa richiesta degli autori e solo citando la fonte e il rispettivo url. |
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