mercoledì, ottobre 20, 2010

GORBACIOF

GORBACIOF
Regia: Stefano Incerti


Marino Pacileo (T. Servillo), detto "Gorbaciof" a causa di una vistosa voglia sulla fronte, è contabile presso il carcere di Poggioreale a Napoli.
Schivo e solitario, Gorbaciof passa le sue serate nel retro di un ristorante cinese giocando a poker.
Per finanziare le sue partite al tavolo verde prende i soldi dalla cassa del penitenziario che puntualmente rimette al proprio posto.
Quando, però, si trova a dover saldare i debiti di gioco suoi e soprattutto quelli del proprietario cinese del locale, della cui figlia si è innamorato, è costretto a ricorrere ad "aiuti" esterni.
Gorbaciof è un solitario, un duro, non accetta soprusi e non si piega neanche nel pericoloso mondo del gioco d'azzardo, ma l'amore per la giovane figlia (Mi Yang) del ristoratore cinese lo porterà ad entrare in contatto con mondi pericolosi.

Gorbaciof, presentato fuori concorso all'ultimo Festival di Venezia, è un noir in salsa partenopea che oltre al merito di offrire un timido spaccato di una Napoli "orientale", si basa praticamente sul nulla.
Il regista scarica il film sulle robuste spalle di Toni Servillo, che pur facendo ricorso a tutta la sua grande arte non può reggerne il peso, rischiando seriamente in alcuni frangenti di diventare macchietta di se stesso.
A metà pellicola, la sceneggiatura (dello stesso regista e D. De Silva) comincia a mostrare la corda e i limiti del film, inevitabilmente, si materializzano sullo schermo.
Tutto è troppo scontato, persino telefonato e una buona rappresentazione degli eventi non basta a colmare l'assenza di sostanza.
Per lo scontatissimo finale, S. Incerti si rifugia in maniera palese nel confortevole abbraccio di Brian De Palma e del suo Carlito's Way (1993) e addirittura nel tarantiniano Pulp Fiction (1994), senza tralasciare un richiamo (a ruoli invertiti) a Le Conseguenze dell'amore (2004) di Paolo Sorrentino.

3 commenti:

Lorant ha detto...

curiosissimo di vederlo, più che altro per Tony, che ho amato in tutti i film di Sorrentino.

a presto

Anonimo ha detto...

..avrei preferito sbagliarmi sulla deriva manierista di Servillo....

nickoftime

Il cinefilante ha detto...

ma sai Nick... l'attore lo fa il regista! Se incerti ha voluto un Servillo sorrentiniano è prché il binomio Sorrentino/Servillo ha avuto un grande sucesso... Per me invece,, sopravvalutatissimi entrambi, si sono avvitati in una deriva di virtuosismi il primo e di minimalismi il secondo.
E legati a filo doppio. Il risultato ora è che senti gente che ti dice: "andiamo a vedere Gorbaciof, l'ultimo film di Sorrentino?". oppure "Servillo è uno dei miei registi preferiti..." :-)