lunedì, giugno 20, 2011

X-MEN: L'inizio


Normalmente quando si parla di prequel c’è sempre da stare all’erta perché spesso dietro la proposta di rivisitare una serie, andando a scavare nei meandri delle sue origini, c’è quasi sempre un motivo puramente commerciale. Cambiare faccia ai personaggi, renderli più appetibili dal punto di vista iconografico e della moda, assecondare il momento ed il mercato. Nei casi più estremi il prequel può essere lo strumento per azzerare tutto e ricominciare da capo, ricostruendo un eroe ed il suo mito per intero. Alla Marvel, in genere, preferiscono andare sul sicuro, appiattendo le storie su percorsi di ordinarietà iconografica: riconoscibilità, rispetto delle fonti ed innesti di cinema classico sono le caratteristiche della sua cinematografia. Quando qualcuno ha provato a cambiare le regole, cercando angolazioni differenti, per esempio Ang Lee con l’alter ego di Bruce Banner, il risultato ha lasciato scontenti pubblico e produttori. Da allora film senza un sussulto: Wolferine, Iron Man, Thor, personaggi triturati nel calderone di una normalizzazione miliardaria.

In questo senso “X- men l’inizio” costituisce una sorpresa per la volontà di puntare ad una rivisitazione del fumetto in chiave vintage (siamo negli anni 60) che da un lato permette di inserire i personaggi in uno contesto fortemente caratterizzato e che obbliga la produzione a sforzarsi anche in termini di scelte estetiche (il rispetto dei costumi e degli ambienti, la ricostruzione di un periodo storico e delle atmosfere etc..). Giusta quindi la scelta di puntare a due attori come McAvoy e Fassbender rispettivamente Charles Xavier e Magneto, capaci di completarsi a vicenda in termini di fascino e carisma, e poi ancora privi di quella celebrità che impedisce agli attori di disfarsi della propria immagine, e poi di supportarli con facce emergenti come quella di Jennifer Lawrence, corpo solido e faccia malinconica e di January Jones, algida e levigata nei suoi abiti da swinging london. Insieme loro, a comprenderli tutti lo sguardo di Kevin Bacon, in bilico tra passato e presente, un po’ come la sua carriera, non del tutto emancipata dall’edonismo degli anni 80. Eleganza e virilità dunque, radunate attorno ad un cenacolo di agenti segreti e guerre mondiali: cambi d’abito e di fisionomie, corredate da ragazze in minigonna e capelli cotonati. Se la diversità è il tema che da sempre contraddistingue il sostrato culturale della serie allora questo nuovo capitolo ne è la sua migliore traduzione.

4 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

degli x-men non mi frega un granché, ma la x-(mad)woman che hai messo in foto potrebbe essere la ragione principale per guardare questo film :)

Anonimo ha detto...

Ciao Marco..infatti..la fotografia invece del poster non è stata messa lì per caso..vale la pena andare al cinema per dargli un occhiata..ma in generale è tutto il film che è da vedere..dopo la martellata di Thor finalmente un prodotto all'altezza del fumetto...e senza bisogno di scomodare Branangh..

nickoftime

parsec ha detto...

quello che mi ha sempre incuriosito di kevin bacon è come sia riuscito nella sua carriera a fare ruoli diversi dal cattivo, considerando la perfetta faccia da perfido antipatico con naso da porcello che si ritrova. Bel film comunque, prima di leggere la tua rece l'avevo scartato perché le opinioni lette in giro non sono lusinghiere.

Anonimo ha detto...

..ed infatti anche io sono rimasto sorpreso..mi era sembrato bello fin dai titoli dal trailer che si sà non è certezza di qualità..se poi pensi che Il Thor di Branagh è stato salutato con voti tra il 7 e l'8 la sopresa è ancor più grande...Kevin Bacon per mè è semplicemente un ottimo attore..capace di fare tutto..ciao..

nickoftime

ps Capitan America mi sa invece di altro film Marlel senza tanta fantasia...e lo stesso dicasi per The green lantern...vedremo