venerdì, agosto 30, 2019

VENEZIA 76. MARRIAGE STORY

Marriage story
di Noah Baumbach
con Scarlett Johansson, Adam Driver, Laura Dern
USA, 2019
genere: drammatico, commedia
durata: 136’

Il tanto atteso film di Noah Baumbach è finalmente sbarcato al Lido di Venezia per entrare in corsa per il Leone d’oro.
La pellicola, prodotta da Netflix, vede protagonista una coppia di sposi: Charlie, un regista teatrale, e Nicole, un’attrice, insieme al loro figlio Henry. I due sembrano andare d’accordo come si evince dalla prima sequenza, durante la quale, a turno, ognuno descrive il proprio partner elencandone le qualità e i pregi. Si scopre, però, ben presto, che tutto questo si riferisce al passato. Quello che i due affermano (o meglio scrivono) è il “compito” datogli prima di passare a tutto l’iter della separazione vera e propria (“per ricordare i momenti felici” come viene affermato nel film).
Da quel momento niente sarà più uguale a prima e ogni azione, parola o scelta avrà un peso diverso rispetto al passato e delle ripercussioni su tutto e tutti. Inizia, cioè, una vera e propria guerra tra i due coniugi, spesso involontaria, ma quasi necessaria che li spingerà a mostrarsi vulnerabili in molti frangenti, soprattutto di fronte al piccolo Henry, al quale tengono entrambi allo stesso modo.
Trattare un tema simile, come quello della separazione e del divorzio risulta un compito tutt’altro che semplice. Baumbach, però, riesce a creare una storia efficace, reale e mai scontata che permette di analizzare a fondo i personaggi coinvolti, con i quali è impossibile non instaurare un legame. Chiunque si può riconoscere, anche solo per un’azione, in uno dei due. La scena del litigio, dove Charlie e Nicole si sputano veleno addosso, racconta, tra le righe, delle verità assolute.
Probabilmente ispiratosi al suo personale divorzio, il regista mette di fronte al pubblico una storia che può considerarsi universale, senza cadere in cliché o stereotipi, ma, anzi, facendo sorridere e ridere lo spettatore.
I due protag
onisti, interpretati da Scarlett Johansson e Adam Driver, risultano autentici proprio grazie al lavoro fatto dai due attori che sono riusciti a calarsi perfettamente nelle parti e a rendere tutte le varie sfaccettature. In particolare il lungo monologo e piano sequenza di Nicole dall’avvocato indica una particolare bravura nella Johansson, così come quando, dopo che Charlie le rimprovera di non aver mostrato le sue vere emozioni nello spettacolo teatrale, lei risponde dicendo che non è in grado di piangere per finta e un attimo dopo, mentre sta andando in camera, inizia a piangere pensando alla separazione e lo spettatore si trova di fronte a una doppia entità e deve scindere l’attrice dal personaggio. Per quanto riguarda Driver, invece, da segnalare sicuramente la scena della canzone, a dimostrazione della poliedricità di questo attore. E da non dimenticare la presenza e l’interpretazione di Laura Dern, nei panni dell’avvocato in difesa di Nicole.
C’è, quindi, veramente una speranza per i due coniugi? Sicuramente una speranza c’è per Noah Baumbach e il suo “Marriage story”.
Veronica Ranocchi

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