lunedì, luglio 26, 2010

LA BELVA COL MITRA - ITALIA '70 - IL CINEMA A MANO ARMATA (17)

LA BELVA COL MITRA (1977)
Regia: Sergio Grieco


Cast: Helmut Berger - Marisa Mell - Richard Harrison - Ezio Marano - Claudio Gora - Marina Giordana - Nello Pazzafini.

Trama: Il feroce criminale Vanni Vitali fugge dalla prigione e si vendica di chi lo ha tradito.
Il film: Nanni Vitali (Helmut Berger) criminale condannato all'ergastolo, fugge di prigione insieme ad alcuni complici.
Il suo primo pensiero è quello di uccidere Barbareschi (Ezio Marano) da lui ritenuto responsabile del suo arresto.
Vitali e la sua banda sequestrano Barbareschi e la sua fidanzata Giuliana (Marisa Mell) che vengono portati in una cava di tufo fuori città.
Una volta arrivati a destinazione i criminali si scatenano: Nanni Vitali violenta Giuliana mentre i suoi complici massacrano con calci e pugni Barbareschi, che ormai inerme viene gettato in una fossa e ricoperto di calce viva.
Giuliana viene portata in una pensione e ricattata da Vitali che vuole organizzare una rapina nell'azienda dove il padre della donna lavora come guardia giurata.
Giuliana sempre più impaurita si rivolge al commissario Santini, al quale espone il piano della "belva" Vitali.
Santini è un commissario molto noto, perchè figlio del procuratore capo Ruggero Santini (Claudio Gora) che qualche anno prima aveva condannato all'ergastolo proprio Nanni Vitali.
Il piano orchestrato dal commissario per incastrare la "belva" si rivela un mezzo fallimento: la rapina sarà un massacro, Vitali fuggirà e la polizia riuscirà ad arrestare solo i suoi complici. A questo punto lo psicopatico Vitali esce completamente fuori di testa e rapisce sia il padre che la sorella del commissario, minacciando di ammazzarli, se la sue richieste non verranno esaudite.

Commento: LA BELVA COL MITRA è il classico tardo poliziottesco che molto ricorda l'ultimo periodo dello spaghetti-western. In poche parole si cerca di conquistare lo spettatore esagerando con la violenza proprio come nello spaghetti-western di serie Z, dove registi e produttori pensavano che un elevato numero di morti ammazzati potessero bastare per eccitare lo spettatore e portare a casa buoni incassi.
LA BELVA COL MITRA parte benino, nei primi venti minuti assistiamo ad una serie di interminabili violenze che fanno ben sperare, ma con il passare del tempo la tensione cala, la sceneggiatura delude.
Il film è scritto male, la scenggiatura è inverosimile, incongruente, lacunosa, banale. Il commissario Santini è un incapace che sfiora la demenza mentale ed è interpretato da un attore (Richard Harrison) che è praticamente un sosia a buon mercato del più noto Maurizio Merli; il personaggio di Giuliana a un certo punto del film viene praticamente abbandonato e dimenticato; il personaggio di "bimbo" spunta dal nulla.
Si tratta di un film molto sopravvalutato, che deve la sua notorietà a Quentin Tarantino che cita LA BELVA COL MITRA nel suo Jackie Brown.
Ci sono comunque delle cose positive che vanno sottolineate, come ad esempio la buona interpretazione di Helmut Berger, che riesce a dare una certa credibilità al personaggio e la colonna sonora di Umberto Smaila che non è proprio da buttare.
Curiosità-Notizie: L'unico inseguimento del film è realizzato accellerando la pellicola.

Curiosità: Al contrario della stragrande maggioranza dei poliziotteschi LA BELVA COL MITRA non è ambientato in una grande città italiana, ma in una piccola cittadina, precisamente ad Ancona.
Al termine delle riprese del film, Helmut Berger, schiavo della cocaina, tentò il suicidio.

giovedì, luglio 22, 2010

Film in sala dal 23 luglio 2010

The Box
(The Box)
GENERE: Fantascienza, Thriller
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Richard Kelly

Fish Tank
(Fish Tank)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Gran Bretagna, Olanda
REGIA: Andrea Arnold

Il Solista
(The Soloist)
GENERE: Biografico, Drammatico, Musical
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Gran Bretagna, USA
REGIA: Joe Wright

Matrimonio in famiglia
(Our Family Wedding)
GENERE: Commedia
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Rick Famuyiwa

The Book of Masters
(Kniga masterov)
GENERE: Family
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Russia
REGIA: Vadim Sokolovsky

The Losers

(The Losers)
GENERE: Azione, Drammatico, Avventura
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ:
REGIA: Sylvain White

giovedì, luglio 15, 2010

Film in sala dal 16 luglio 2010

Predators
(Predators)
GENERE: Azione, Fantascienza
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Nimród Antal

Solomon Kane
(Solomon Kane)
GENERE: Azione, Fantasy, Avventura
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Francia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca
REGIA: Michael J. Bassett

Un microfono per due
(The Marc Pease Experience)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Todd Louiso

venerdì, luglio 09, 2010

premio dardos

Ringraziamo Alessandro di RDF per la nomination de i cinemaniaci al premio DARDOS.

Il premio DARDOS viene assegnato dai bloggers ai quei blog meritevoli per i contenuti di carattere culturale, etico e/o letterario.

è previsto un semplice regolamento. chi viene nominato negli elenchi è invitato a:

1) accettare e comunicare il regolamento, visualizzando il logo del premio;
2) linkare il blog che ti ha premiato;
3) premiare altri 15 blog meritevoli, avvisandoli del premio.

Di seguito ecco i nostri premiati (in ordine rigorosamente sparso):


RDF (recensioni di film) - http://recensionidifilm.blogspot.com/


TOMOBIKI MARCHELAND - http://tomobiki.blogspot.com/

CINEMADADENUNCIA - http://cinemadadenuncia.splinder.com/

A COLPO SICURO - http://cinepillole.blogspot.com/

CINEMANTE - http://cinemante.blogspot.com/

VISIONEINFINITA - http://visioneinfinita.blogspot.com/

ACQUITRINI CINEMATOGRAFICI - http://dylandave.wordpress.com/

IL CINEFILANTE - http://cinefilante.blogspot.com/

CINE DE MEDIANOCHE - http://cinemedianoche.blogspot.com/

CINEMA E VIAGGI - http://amosgitai.blogspot.com/


buon cinema a tutti!!!

giovedì, luglio 08, 2010

i cinemaniaci su facebook

vi aspettiamo tutti anche su facebook!

I CINEMANIACI



ECLIPSE

ECLIPSE
di J.SLADE


Appuntamento imprescindibile per la gioventù globalizzata ed oggetto di divisione sulle pagine dei giornali specializzati, le avventure di Bella e dei suoi due cavalieri continuano ad essere materia di discussione: sarà per la sindrome di un presenzialismo sempre più dilagante, oppure per la curiosità suscitata da un simile baccano, fatto sta che anche questa volta a guadagnarci è la macchina produttiva messa in piedi per portare sullo schermo i romanzi di Stephenie Meyer, altrimenti destinati ad una popolarità su scala ridotta e priva di quella mitizzazione di cui solo il cinema è capace.
E se è vero che il successo assicura la giustezza della formula, non bisogna stupirsi rispetto ad un film come Eclipse che fa di tutto per assomigliare al precedente, a cominciare dal regista, diverso e perciò uguale, se è vero il motto "cambiare tutto per non cambiare nulla", ad una sceneggiatura ciclostilata, in cui la tensione erotica tra le parti viene sublimata e soprattutto non consumata con una scansione temporale cronometrica ed attraverso la costruzioni di arazzi cavallereschi ricchi di proclami e frasi senza ritorno, e con scene di battaglia debitrici degli omologhi poemi medievali popolate di fanciulle da salvare e paladini senza paura, pronti a sacrificarsi per la bellezza di quel gesto.
Insomma situazioni e temi sempiterni riproposti senza differenze ad un popolazione giovanile desiderosa di crearsi nuovo spazi identificativi, di emanciparsi da tutti quei "cattivi maestri" che a torto o a ragione ne hanno limitato la libertà espressiva e di azione (nella scena finale Bella diventà l’incarnazione stessa di una diversità felicemente espressa).
Un mondo post moderno, dove l’idea di famiglia-allargata o meno non fa differenza, di amicizia-in particolare quella paventata ma non ancora formalizzata tra Vampiri e Licantropi, nemici secolari e qui coalizzati contro il nemico comune - e di amore - ancora una volta in odore di scandalo per un affettività più volte tentata di uscire dal recinto della assoluta monogamia - si mischiano con quella di Verginità, tornata ad essere, almeno sullo schermo, l’avamposto di fronte al quale anche gli slanci più coraggiosi ed incauti sono costretti ad arrestarsi ed a fare i conti.
Affidato alla regia di un tipo a proprio agio con le moderne forme del neo vampirismo, e come sempre caratterizzato dalla gestualità fisica ed espressiva dei suoi protagonisti, Eclipse è un Erma bifronte, working progress di un unico già scritto ma non ancora filmato, oggetto di merchandising noioso e ripetitivo per i suoi detrattori, affascinante e sempre nuovo per tutti coloro che sono o si ricordano di essere stati giovani.
Intanto è confermata la notizia di un episodio conclusivo diviso in due parti: la discussione è solo all’inizio.

Film in sala dal 9 luglio 2010

Toy Story 3 - La grande fuga
(Toy Story 3)
GENERE: Animazione
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Lee Unkrich

Che fine ha fatto Osama Bin Laden?
(Where in the World is Osama Bin Laden?)
GENERE: Documentario
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Morgan Spurlock

Post Grad
(Post Grad)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Vicky Jenson

mercoledì, luglio 07, 2010

In acque profonde. Meditazione e creatività - David Lynch

In acque profonde. Meditazione e creatività
di Lynch David
(Mondadori)

Un libro di facile lettura per tutti, appassionati di cinema e non, perchè composto da tante brevi riflessioni sul cinema, sulla meditazione e sl potere dell'energia inconscia. Anche per chi non ama il regista americano più onirico del panorama hollywoodiano, troverà in questo libretto interessanti spunti di confronto e molti aneddoti curiosi sulle produzioni cinematografiche dello stesso Lynch.

Lynch, che pratica la meditazione da tanti anni, parla con chiarezza e coinvolgimento dei benefici ineguagliabili di questa pratica, necessari non solo per perseguire una calma interiore ed una chiarezza personale, quanto piuttosto per toccare le parti più profonde di sè, liberando l'energia più profonda e miseteriosa che serbiamo dentro di noi.
Ed è da questa energia che lo stesso Lynch attinge prezioso materiale per le sue sceneggiature e messe in scena.

Molti dei suoi film sono stati innanzitutto scritti in fase meditativa.
Lynch medita molte ore del giorno, per lui si tratta di una attività prodromica a quella registica, indispensabile non solo per il suo benessere quanto per la ottima riuscita della sua arte.

Lynch offro appunti sui film che ha fatto, sulla spiritualità, sulla meditazione trascendentale.

martedì, luglio 06, 2010

The Road

The Road
regia di John Hillcoat


Il libro di un romanziere che ha scelto di parlare solamente attraverso i suoi libri e le capacità di un regista che giunto al suo terzo film si lancia nell’impresa di tradurlo in immagini dopo una carriera spesa nella realizzazione di videoclip per gente come Nick Cave, Siouxsie and the Banshees, Depeche Mode. Questo per dire come a volte gli incontri cinematografici siano il frutto delle esperienze più disparate e di accostamenti non proprio prevedibili.

La storia di un uomo e del proprio figlio costretti a sopravvivere in un mondo retrocesso ad uno stato primordiale e la rappresentazione di un umanità costretta a fare i conti con le conseguenze della propria natura, sono gli aspetti centrali di un film che a dispetto del titolo, o forse nonostante questo, azzera ogni discorso a proposito dei poteri taumaturgici e di crescita personale connessi con il mito “on the road”, per rappresentare attraverso il movimento bisogni naturali come la ricerca di cibo, l’esigenza di non dare punti di riferimento ai propri simili, diventati per necessità mangiatori di uomini, ma soprattutto alimentare la speranza di un luogo dove il richiamo della vita sia più forte di quello della sua antagonista.

Un processo di scarnificazione che interessa gli uomini e le cose e che il regista porta avanti con un rigore pari alla semplicità di una messa in scena che privilegia i fatti alle astrazioni, e dove a far la differenza ....


... continua a leggere la recensione di THE ROAD su ONDACINEMA.IT

venerdì, luglio 02, 2010

AFFETTI E DISPETTI - LA NANA

AFFETTI E DISPETTI - LA NANA
Regia: Sebastian Silva


Santiago del Cile.
La perennemente imbronciata Raquel da più di vent'anni è a servizio dalla famiglia Valdés.
Una donna sola, quasi spaventata, psicologicamente annientata da una esistenza fatta solo di routine.
Quando la padrona di casa si accorge che Raquel non riesce a mantenere i ritmi lavorativi che una famiglia numerosa e una grande casa da tenere in ordine impongono, cercherà di affiancarli un'altra domestica.
Tutte le candidate saranno costrette a lasciare la casa, perché l'impaurita Raquel farà loro la "guerra" mettendole in fuga.
Raquel ha paura di perdere il "potere", un potere fatto di regole, orari, consuetudini.
Un potere che la domestica confonde con un senso di appartenza alla famiglia.
L'ultima aiutante ingaggiata dalla signora Valdés, si mostrerà refrattaria alle trappole e aprirà gli occhi a Raquel, la metterà nelle condizioni di confrontarsi con il suo disagio e le farà assaporare uno scampolo di vita autonomo.
La protagonista capirà finalmente che il suo sentirsi parte della famiglia Valdés l'ha portata a chiudersi in un mondo fatto di solitudine e diffidenza.
Il regista si tiene lontano da una prevedibile storia sulla differenza di classe e soprattutto non cade nella tentazione di dare una svolta pregna di follia alla storia sulla scia di quel capolavoro che è IL BUIO NELLA MENTE (1995) di Claude Chabrol.
Il film di Sebastian Silva è scritto in maniera invidiabile ed è supportato da buoni interpreti, inoltre ha un ottimismo di fondo che non da mai l'impressione di essere consolatorio o peggio ancora buonista.
Ulteriore prova della vitalità del cinema cileno, purtroppo quasi invisibile in Italia, dopo l'ottimo TONY MANERO (2008) di Pablo Larrain.
La bravissima protagonista Catalina Saavedra ha vinto il premio come miglior attrice protagonista al Torino Film Festival 2009.
Il titolo italiano AFFETTI E DISPETTI oltre che brutto è totalmente fuorviante.

giovedì, luglio 01, 2010

Film in sala dal 2 luglio 2010

Twilight Saga: Eclipse
(The Twilight Saga: Eclipse)
GENERE: Horror, Fantasy, Sentimentale
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: David Slade (II)

Butterfly Zone - Il senso della farfalla
GENERE: Commedia, Fantapolitico, Thriller
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Luciano Capponi

Fratellanza - Brotherhood
(Broderskab)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Danimarca
REGIA: Nicolo Donato

mercoledì, giugno 30, 2010

La verità è che non gli piaci abbastanza

La verità è che non gli piaci abbastanza

Filo conduttore e malattia sotterranea delle più variegate espressioni artistiche novecentesche, la frammentazione dell’io caratterizza molta produzione cinematografica del nuovo millennio; e se il cinema in generale continua a lavorare dall’interno elaborando stili ed estetiche, di cui la discontinuità narrativa, le riprese frammentate, il cambiamento sistematico delle prospettive e dei punti di vista, lo spostamento del senso a favore di una logica che si fa gioco delle differenze spaziali e temporali, sono solo alcuni degli espedienti usati per riprodurre ed indagare lo spaesamento collettivo di fronte ad una realtà che ha moltiplicato in maniera esponenziale le caratteristiche di mutevolezza e di mistero, così non si può dire di quello mainstream che limitandosi ad applicare queste idee in maniera cinica ed acritica finisce per utilizzare in superficie i risultati di tanta applicazione.
E’ quello che avviene per esempio, in “La verità è che non gli piaci abbastanza”, ennesimo film per ragazze, in cui un manipolo di donne legate da motivi affettivi o di lavoro, si ritrova nella condizione di dover mettere in discussione la qualità dei rispettivi legami sentimentali.
Qui infatti la complessità di uno stato d’animo di per sé inafferrabile e la traduzione che in termini filmici ne dovrebbe derivare si mantiene lontano da qualsiasi elaborazione, trasformandosi in un moltiplicatore di personaggi standard (la bellona, la bruttina, la single e la sposata) che nella loro varietà dovrebbero corrispondere alla casistica messa in atto dalla struttura a tesi in cui il film è organizzato.
Invece che lavorare dall’interno, cercando di stabilire un punto di contatto tra l’idea di partenza e la sua formulazione, non solo a parole ma anche nei fatti, il film si perde in una serie di storie allo specchio, in cui il punto di partenza di una (la richiesta di matrimonio non accettata, un incontro con una bella sconosciuta, l’impossibilità di dare seguito al primo appuntamento) finirà per diventare il punto di arrivo dell’altra e viceversa.
Dopo un prologo iniziale, in cui il film si diverte a mischiare le carte con un inchiesta semiseria sulle origini dell’insoddisfazione amorosa, espediente molto usato dalla commedia americana degli anni 50/60, la vicenda si incammina senza guizzi verso un clima televisivo che, rivolgendosi quasi esclusivamente al pubblico femminile, punta tutto sul sentimento di condivisione per le pene d’amore sopportate dalle sfortunate ragazze e sull’inadeguatezza emotiva della compagine maschile.
Tra “Friends” e “Sex and the City”, una dichiarazione d’intenti testimoniata da un casting tutto sbilanciato a favore delle attrici, sia in termini di presenza scenica che in quello di carisma, la cui unica preoccupazione è quella di ripetere all’infinito il gioco delle parti (maschi contro femmine).
In mancanza di dialoghi accettabili e con una regia senza ritmo, la nevrosi rimane tutta nel viso emaciato di Jennifer Connelly, in quello perennemente imbronciato dell’altra Jennifer e nella solita Scarlett Johansson, che almeno se la gode e valorizza la sua fotogenia con l’immancabile accoppiamento.

giovedì, giugno 24, 2010

Film in sala dal 25 giugno 2010

A proposito di Steve
(All about Steve)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Phil Traill

Alice
GENERE: Commedia, Sentimentale
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Oreste Crisostomi

City Island
(City Island)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Raymond De Felitta

Panique au village
(Panique au village)
GENERE: Animazione, Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Belgio, Francia, Lussemburgo
REGIA: Vincent Patar, Stéphane Aubier

Poliziotti Fuori

(Cop Out)
GENERE: Commedia
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Kevin Smith

Ragazzi miei

(The Boys Are Back)
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2009 DATA: 25/06/2010
NAZIONALITÀ: Australia, Gran Bretagna
REGIA: Scott Hicks

The Maid

(La nana)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009 DATA: 25/06/2010
NAZIONALITÀ: Messico, Cile
REGIA: Sebastián Silva

domenica, giugno 20, 2010

COPIA CONFORME

COPIA CONFORME
di Abbas Kiarostami


Fraintendimenti: quello della giuria cannense, in cerca di una legittimazione che avvalori le scelte di un Palmares come al solito opinabile, e quello degli astanti, in cerca di un evento capace di giustificane l’eccezionalita’ della presenza. Patacche di una divisa sempre uguale, ma comunque capace di farsi spazio tra le righe affollate dei giornali ed i rimorsi di coscienza del lettore.
Solo il pianto di Juliette Binoche in favore del regista detenuto possono spiegare l’interesse verso un film altrimenti destinato al clamore dei salotti virtuali ed all’anonimato delle sale. In un epoca in cui il dolore e’ diventato un valore commerciale si potra’ discutere sul valore di quelle lacrime e sulla loro autenticita’ ma rimane il fatto che “Copia Conforme”, grazie al gesto della sua attrice e’ diventato il manifesto di una battaglia che non gli appartiene a cominciare dal suo regista, beniamino della critica progressista, ma in patria criticato dai colleghi per eccesso di rispetto nei confronti del regime. Un film in cui la cognizione di causa, previa mancata visione dello stesso (ne parla sopratutto chi non l’ha visto), viene sostituita da una serie di pro e contro senza sfumature, e con una visione del mondo a dir poco maniachea.Rimane il fatto che la disquisizione sulle infinite relazioni tra “Copia” ed “Originale”, oppure tra realta’ e finzione, da sempre uno degli argomenti che stanno alla base del cinema del regista iraniano, cosi’ come teorizzata attraverso le parole di presentazione del libro che da il titolo al film e che apre in maniera surreale, per il modo con cui il regista raggela sulle facce dei protagonisti i motivi di quel discorso, una specie di imprimatur che purtroppo non abbandonera’ mai il resto della storia, costringendo gli attori all’interno di una spazio piu’ terorico che reale, rimane un ipotesi non verificata perche’ incapace di tradursi in una storia. L’irrequieta gallerista e lo scanzonato uomo d’arte, con la loro incosistenza sembrano fatti apposta per soddisfare il compiacimento di chi non si deve preoccupare delle vita, ma da soli, e pur con tutta la buona volonta’ nei confronti di un non attore (una costante di Kiarostami), e di un attrice in overdose di nevrosi, non riescono a giustificare la progressione di una vicenda rimasta nella testa di chi l’ha immaginata. Tra i fondali di una Toscana da catalogo, i due personaggi danno vita ad un gioco di specchi e di tira e molla, con cambiamenti di personalita’ed inversioni di tendenza (sono una coppia oppure fanno finta di esserlo?) giustificabili solamente in un film di David Lynch, ed a cui solo la mente dello spettatore piu incline all’astrazione sapra’ dare una parvenza di logica, ma che in sostanza sono destinati a rimanere confusi ed irrisolti. La bellezza degli ambienti e quella degli attori ,cosi’ come l’idea di una forma d’arte che per essere tale deve essere necessariamente criptica, sono le uniche certezze di un opera altrimenti incomprensibile. Per questo film Juliette Binoche e' stata premiata quale migliore attrice del concorso all'ultimo edizione del Festival di Cannes.

sabato, giugno 19, 2010

FROM PARIS WITH LOVE

FROM PARIS WITH LOVE
di Pierre Morel



Gonfio: come l’espressione di John Travolta, costretto ad inventarsi una faccia senza capelli per rendere credibile il suo gergo da bullo ed i modi da cane sciolto: per interpretare Charlie Wax, una specie di arma letale al soldo del governo americano, non ha avuto bisogno di mettersi a dieta perché secondo i piani del suo produttore, Luc Besson, Mogul onnipresente del cinema francese, la sagoma debordante dell’attore doveva enfatizzare la simpatia di un personaggio che fa di tutto per accaparrarsi il favore del pubblico.
Accanto a lui, manco a farlo apposta Jonathan Rhys Meyer, viso affilato e corpo privo di spessore; nei panni di un assistente diplomatico costretto a lavorare con lo scorbutico omaccione doveva essere il protagonista principale, ed invece il copione e la prestanza, lo coriducono ad un Sancho Panza anoressico, inevitabilemente subissato dal Don Chisciotte americano, abituato più di lui a cimentarsi nel sottovuoto cinematografico del cinema d’azione.
Per questa gita fuori porta i due attori si avvalgono di un regista fatto su misura per il Tycoon francese che vuol far l’Americano, ed è disposto a clonare film per quel mercato, sfruttando un marchio di fabbrica ormai surclassato dal ciclone digitale, e per questo bisognoso di peculiarità che invece non sembrano più alla portata della premiata ditta: esaurita da tempo la vena iconografica, Besson si limita a riproporre lo stesso spettacolo, lesinando sulle psicologie e schiacciando il piede sull’accelleratore di una meraviglia che non incanta: seguendo le fila di un complotto terroristico in cui nostri la fanno da padrone, sopravvivendo ad un esercito di cattivi, Morel infarcisce la storia di situazioni inverosimili e scene da ultimo minuto, dove la battuta smargiassa dell’attore americano, e la reazione schizignosa di quello inglese, vorrrebbero essere il contraltare intelligente e spiritoso agli spot finto bellici, ed invece finiscono per aumentare la mancanza di identità di un prodotto tenuto insieme solamente dal ricordo di una professionalità guadagnata sul campo, ed ora divenuta il simulacro di un declino ben pagato.
All’esordio in una grande produzione Kasia Smutniak si rivela all’altezza della situazione: in un film del genere tale affermazione potrebbe rivelarsi controproducente per le aspirazioni internazionali dell’attrice.

giovedì, giugno 17, 2010

Film in sala dal 18 giugno 2010

5 appuntamenti per farla innamorare
(I Hate Valentine's Day)
GENERE: Commedia, Romantico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Nia Vardalos

About Elly
(Darbareye Elly)
GENERE: Commedia, Drammatico, Noir
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Iran
REGIA: Asghar Farhadi

A-Team

(The A-Team)
GENERE: Azione, Commedia, Avventura
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Joe Carnahan

In carne e ossa
(In carne e ossa)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Christian Angeli

Lei è troppo per me
(She's Out of My League)
GENERE: Commedia
ANNO: 2010 DATA: 18/06/2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Jim Field Smith

L'imbroglio nel lenzuolo

GENERE: Commedia
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: Spagna, Italia
REGIA: Alfonso Arau

Una notte blu cobalto
GENERE: Commedia
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Daniele Gangemi

domenica, giugno 13, 2010

ITALIA A MANO ARMATA - Italia '70 - il cinema a mano armata (16)

ITALIA A MANO ARMATA (1976)

Regia: Franco Martinelli (Marino Girolami)
Cast: Maurizio Merli - John Saxon - Raymond Pellegrin - Toni Ucci - Mirella D'angelo


Trama: Il commissario Betti sfida il perfido Albertelli.

IL FILM:
Il commissario Betti (Merli) è sempre impegnato a ripulire la città con i suoi metodi sbrigativi. Questa volta è sulle tracce del criminale Albertelli (Saxon) e per questo si sposta in diverse città del nord (Torino, Milano, Genova).
Albertelli è un criminale senza scrupoli, prima ordina il sequestro di alcuni bambini e poi riesce ad incastrare Betti che viene sbattuto in prigione come un delinquente qualsiasi.
Ovviamente, la vita in prigione non è facile per il commissario che è costretto a subire le minacce dei delinquenti che lo odiano e rischia di morire quando viene aggredito da un killer ingaggiato da Albertelli.
Ma una volta fuori di galera il supercommissario si scatena, è una belva feroce, per Albertelli e i suoi complici non ci sarà scampo.
Il finale del film (molto coraggioso) ci riserva un incredibile colpo di scena, il commissario Betti viene ucciso da una sventagliata di mitra sparatagli alle spalle da un'auto in corsa.

COMMENTO: Parola d'ordine: 100% azione. In ITALIA A MANO ARMATA non vi è nessun accenno ad argomenti politici o riferimenti al sociale come spesso accade in questo tipo di pellicole.
Gli sforzi di regista e produttore sono concentrati sulle scene d'azione, infatti gli inseguimenti e gli scontri d'auto sono la parte meglio riuscita del film.
La sceneggiatura lascia a desiderare, presentando evidenti lacune ed incongruenze.
Esempio di cinema popolare al quale va riconosciutà una certa dignità.

CURIOSITA'- NOTIZIE: Il regista Franco Martinelli è in realtà Marino Girolami padre di Enzo G. Castellari.
Da sottolineare la presenza nel film (nel ruolo dello stupratore e sequestratore di bambini Mancuso) di Sergio Fiorentini, noto al grande pubblico per aver interpretato l'anziano e rassicurante brigadiere Cacciapuoti nella serie tv Il Maresciallo Rocca.
Nella scena in cui la bmw dei malviventi prende fuoco, si vede chiaramente che alla guida non ci sono gli attori ma due stuntman che indossano caschi protettivi e tute ignifughe di colore nero.
Il regista ha dichiarato che la morte del commissario Betti fu decisa da lui come ripicca nei confronti del produttore che aveva permesso ad Umberto Lenzi di utilizzare il personaggio da lui inventato per Napoli Violenta.

giovedì, giugno 10, 2010

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI
di Juan José Campanella


Identificazione di un amore. Dalle ceneri di un passato che non è ancora tale all’inquietudine di un presente bisognoso di risposte. Gli sguardi degli amanti si rincorrono tra la burocrazia dei tribunali e il corpo deturpato di una giovane donna, sullo sfondo di un paese a corto di memoria e flagellato dalla pestilenza del regime.

Una corsa contro il tempo e nel tempo per fare giustizia di un delitto insoluto diventa la possibilità di riprendere le fila di un discorso amoroso interrotto da un treno in partenza, e finito nelle lacrime di una corsa a perdifiato. Ostacoli materiali e della mente che catapultano le persone all’interno di un calderone popolato da accoliti spietati e aguzzini senza scrupoli, e dove anche le leggi del cuore devono sottostare a quelle messe in piedi da un Sistema che non conosce verità.

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Film in sala dal 11 giugno

Bright Star
(Bright Star)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Australia, Francia, Gran Bretagna
REGIA: Jane Campion

Il padre dei miei figli
(Le Père de mes enfants)
GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Francia
REGIA: Mia Hansen-Løve

L'acchiappadenti
(Tooth Fairy)
GENERE: Commedia, Fantasy
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Canada, USA
REGIA: Michael Lembeck

The Hole - 3D
(The Hole)
GENERE: Horror, Thriller
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Joe Dante

venerdì, giugno 04, 2010

DEAR JOHN

DEAR JOHN
di Lasse Hallstrom


Ci ha provato in tanti modi ma ancora non si arrende: più che il nuovo tentativo, stupisce la caparbietà di un industria che non smette di scommettere sulle sua affabulazione e confeziona l’ennesimo prodotto derivato dall’attentato terroristico più famoso del pianeta: questa volta però, pur restando dalla parte di un cinema debitore del rimorso di coscienza, il meccanismo catartico si innesta sulla capacità di sublimare la storia attraverso la costruzione di una realtà, in cui il desiderio amoroso diventa il catalizzatore di un umanità che sostituisce la vita con il suo surrogato.
Sospendendo il giudizio e con gli Analisti impegnati a decriptare scenari da Battaglia Navale, l’11/9 e le sue conseguenze diventano il pretesto per rianimare una storia altrimenti bloccata dalla sua peculiarità, ovvero quella di vivere interamente sullo scambio epistolare tra due amanti impegnati a raccontarsi le rispettive lontananze con parole che vanno oltre il necessario, sostituendosi all’immagine nella sua funzione evocativa, e che debordano a causa di un vocabolario pesantemente monocorde.
L’evento epocale percepito come punto di non ritorno assume cosi’ la funzione di spartiacque tra cinema e letteratura, cesura di un prodotto altrimenti destinato a restare sulla carta ed invece, almeno formalmente ritornato ad essere se stesso, quando i protagonisti, costretti ad adattare la malattia amorosa allo scenario da Day After, lasciano il calamaio ed incominciano ad agire.
Separati dalle differenze sociali prima ancora che dalle circostanze, John ragazzo della working class arruolato nell’esercito, e Savannah, studentessa wasp dalla carriera assicurata, affronteranno un purgatorio di promesse reciproche e delusioni cocenti, di tramonti mozzafiato e lutti dolorosi ma riusciranno a sopravvivere grazie alla forza di un sentimento pianificato a tavolino.
E se il film si costruisce un emotività figlia del desiderio e del non detto, sul piano pratico la destabilizza con scelte fin troppo esplicite: dal paesaggio bucolico ai colori artificiali, per non parlare degli ambienti, realizzanti su orizzonti da catalogo pubblicitario, tutto sembra predisposto per saturare quelle mancanze.
I due attori poi ci mettono del loro, attingendo nel pozzo dei propri stereotipi, Channing Tatum controfigura di Marky Mark e con i muscoli facciali evidentemente risparmiati a qualsiasi tipo di ginnastica, Amanda Seyfried, occhi, capelli, e poco altro.
“Dear John” è tratto dall’omonimo romanzo di Nicholas Sparks e diretto da uno che ha naturalizzato l’ambizione artistica sugli orizzonti di un cinema/prodotto.

giovedì, giugno 03, 2010

LA NOSTRA VITA

LA NOSTRA VITA
Regia: Daniele Luchetti


Claudio (E. Germano) è un micro imprenditore edile, trentenne, padre di due figli, sposato con Elena (I. Ragonese) che è in attesa del terzo.
La morte di Elena durante il parto sconvolge la vita di Claudio che dovrà affrontare mille difficoltà in ambito lavorativo e contemporaneamente accudire i tre figli.
LA NOSTRA VITA esplora il mondo delle nuove periferie e i suoi abitanti, indaga sul mondo dell'edilizia, entra nel sottobosco dei subappalti fatti di lavoro nero e manovalanza rumena, e infine riflette sul ruolo della famiglia.
Daniele Luchetti, con distacco e imparzialità ci racconta di pseudo imprenditori, palazzinari, spacciatori, puttane e zingari incorniciandoli nel desolante quadro dell'Italia odierna dove piccoli e grandi escursioni oltre il confine della legalità sono moralmente ammessi o addirittura necessari per continuare a campare in un Paese attanagliato dalla crisi economica.
Il regista di MIO FRATELLO E FIGLIO UNICO (2007) descrive con precisione il trentenne Claudio, un uomo che lavora duramente ogni santo giorno, che fatica a mandare avanti la numerosa famiglia, che vive in periferia in un anonimo palazzone.
Un uomo, Claudio, che qualche decennio fa si sarebbe autodefinito un proletario sfruttato e che oggi invece organizza le vacanze in costa Smeralda e a chi gli fa notare che "in Italia vi piace far pensare agli altri che avete soldi" risponde candidamente che " fa vede' è tutto" .
In poche parole, tramite il personaggio di Claudio, il regista ci racconta la metamorfosi di quella classe operaia che una volta sognava di "andare in paradiso" e che oggi invece si sente borghese e vuole partecipare da protagonista al grande rito del consumo, cerca il proprio paradiso privato identificandolo con centri commerciali, costose console per videogiochi, vacanze in costa Smeralda, e che, appunto, per "fà vedè" rischia di ridursi sul lastrico.
Una sequenza da sottolineare assolutamente: quella con la descrizione dei "cottimisti di Frosinone", operai qualificati dall'aria minacciosa, che rimasti senza lavoro, si sono organizzati in squadre che garantiscono continuità lavorativa 24 ore al giorno sette giorni su sette, dormono in cantiere, chiedendo in cambio il pagamento in nero. Anche in questo caso Luchetti è bravo nel disegnare con le immagini la psicologia di questa gente che, umiliata professionalmente, costretta a lavorare continuamente, ad abbandonare per settimane la famiglia e con un futuro incerto, investe il frutto del suo lavoro in lussuose automobili.
LA NOSTRA VITA, non è però esente da inciampi; il distacco e l'imparzialità palesati nel descrivere il mondo dell'edilizia, lasciano il posto ad un pietismo eccessivamente sfrontato nella descizione del lutto, volto ad assicurarsi le simpatie del pubblico, in qualche occasione si dilunga a scapito della solidità narrativa e sopratutto il finale consolatorio è forzato.
Buona prova di Elio Germano (palma d'oro a Cannes 2010 come miglior attore protagonista) contorniato da ottimi comprimari, tra i quali va sottolineata la prova di Raoul Bova che diretto da un regista dalla mano solida come Luchetti evidenzia capacità sino ad ora nascoste.

Film in sala dal 4 giugno

Saw VI
(Saw VI)
GENERE: Horror, Thriller
ANNO: 2009 DATA: 01/06/2010
NAZIONALITÀ: Australia, Canada, USA
REGIA: Kevin Greutert

18 anni dopo
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Edoardo Leo

About Elly
(Darbareye Elly)
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Iran
REGIA: Asghar Farhadi

Backward
GENERE: Drammatico, Sportivo
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Max Leonida Bastoni

Gentlemen Broncos
(Gentlemen Broncos)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Jared Hess

Il Compleanno
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Marco Filiberti

Il segreto dei suoi occhi
(El secreto de sus ojos)
GENERE: Drammatico, Thriller, Romantico, Mystery
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Spagna, Argentina
REGIA: Juan José Campanella

Tata Matilda e il Grande Botto
(Nanny McPhee and the Big Bang)
GENERE: Commedia, Fantasy, Family
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Francia, Gran Bretagna, USA
REGIA: Susanna White

mercoledì, giugno 02, 2010

Il cinico, l'infame, il violento (Lenzi, 1977)

Titoli di testa de "Il cinico, l'infame, il violento" di Umberto Lenzi, anno 1977.

domenica, maggio 30, 2010

CELLA 211

CELLA 211
(Spa 2009)
Regia: Daniel Monzon


Il secondino Juan (A. Ammann) si reca nella prigione dove presterà servizio un giorno prima del previsto per conoscere i colleghi e prendere confidenza con l'ambiente.
Durante la visita alla prigione si ritrova svenuto nel bel mezzo di una rivolta di detenuti capeggiati dal temibile Malamadre (L. Tosar).
Nel tentativo di salvare la pelle si finge detenuto.
CELLA 211 parte da una buona idea, quella dell'infiltrato involontario, e continua indagando sul cambio di prospettiva del protagonista, da carceriere a carcerato.
La pellicola prosegue spedita, senza inciampi, nonostante Daniel Monzon metta troppa carne al fuoco: il ruolo della tv; la brutalità dei secondini, il micromondo della prigione, la prostituzione del governo pronto a vendere la pelle dei suoi servitori e comprare la collaborazione assassina di criminali senza scrupoli.
Mdp che insiste sul sangue e sulla carne, violenza esplicita, linguaggio volgare, azione e una spruzzata di melodramma, sono gli ingredienti che fanno di CELLA 211 un film 100% cinema di genere, che con il prison-movie in particolare, sta vivendo una nuova primavera.

giovedì, maggio 27, 2010

Roma a mano armata

THE WOLFMAN

The WOLFMAN
Di Joe Johston



Le origini della paura ed un classico del cinema di genere sono una buona commistione per rispettare le aspettative di appassionati vecchi e nuovi.
La metamorfosi antropomorfiche e, più in generale, la visione del male come disvelamento di recessi ancestrali connaturati all'umana natura, sono da sempre il sostrato di qualunque esperienza connessa con il tentativo di spiegare il nichilismo della storia, e dei suoi protagonisti.
Domande insolute e spesso mistificate da una propaganda interessata al mantenimento di uno status quo ignorante e depressivo, riproposte in un contenitore volto ad allargare le file degli aficionados, adattando gli scenari della leggenda popolare con le relative variazioni cinematografiche (i proiettili d'argento e la maledizione trasmettibile con il morso), ed inserendo il tutto in una visuale giovanilistica fatta di sfondi sintetici ed immagini artificiali.
Il compromesso tra autorialità ed intrattenimento si traduce in un ibrido senza sostanza, con un attore abituato alla realtà e qui scaraventato in un mondo di superstizione e violenza spettacolarizzata; a fargli compagnia il prestigio di un collega ormai abituato ad annacquare la sua classe con lavori intestinali, buoni solo a perpetrare la fama di un disinteresse professionale ormai cronico, ed un attrice in cerca della propria identità. Il film appare così diviso dal tentativo di una qualche introspezione e da accenni alla tragedia Shakesperiana, con la componente edipica, sintetizzata nell'incontro scontro tra i due giganti, appesantiti da dialoghi scontati e dagli sguardi eternamente corrucciati dei personaggi, e nel contempo dalla voglia di tenere alto il ritmo di una vicenda altrimenti destinata a ben poche sorprese.
Indecisione visibile nel montaggio discontinuo della seconda parte, in cui il film sembra non riuscire ad andare avanti, quasi stesse decidendo il da farsi in corso d’opera, oppure nell'insistenza con cui il regista cerca di dare spessore alle sue illustrazioni con una serie di immagini sghembe ad enfatizzare il clima di isteria collettiva e nella ricerca di primi piani truculenti.
Con i fuochi da caccia alle streghe sempre accesi ed il paesaggio immerso in un buio che vorrebbe essere espressionista ed invece funziona solo come deterrente ad una forma cinematografica priva di profondità, The Wolfman soffre soprattutto della mancanza di empatia nei confronti del suo Villain, perché se è vero che la figura dell'uomo lupo è destinata alla sconfitta, sarebbe almeno auspicabile l'immedesimazione con lo sfortunato protagonista, un minimo di trasporto per le avversità di un destino che invece rimane sullo schermo, confinato in un immaginario che non si riesce a fare proprio.

Film in sala dal 28 maggio

14 Km
(14 Kilòmetros)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2007
NAZIONALITÀ: Spagna
REGIA: Gerardo Olivares

Humpday
(Humpday)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Lynn Shelton

La papessa
(Pope Joan)
GENERE: Drammatico, Storico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Germania, Spagna, Gran Bretagna, Italia
REGIA: Sönke Wortmann

La regina dei castelli di carta
(Luftslottet som sprängdes)
GENERE: Poliziesco, Thriller
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Svezia
REGIA: Daniel Alfredson

Le quattro volte
GENERE: Documentario
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Svizzera, Germania, Italia
REGIA: Michelangelo Frammartino

Sex and the City 2
(Sex and the City 2)
GENERE: Commedia
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Michael Patrick King

Sono viva
GENERE: Drammatico
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Dino Gentili, Filippo Gentili

The Last Station
(The Last Station)
GENERE:
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Germania, Russia
REGIA: Michael Hoffman

The Road
(The Road)
GENERE: Drammatico, Fantascienza, Thriller
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: John Hillcoat

U2 3D
(U2 3D)
GENERE: Documentario, Musical
ANNO: 2007
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Mark Pellington, Catherine Owens

Una canzone per te
GENERE: Commedia
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Herbert Simone Paragnani

lunedì, maggio 24, 2010

GET LOW

GET LOW
regia di Aaron Schneider


Felix ha una colpa da espiare ed un passato da nascondere. Vive come un eremita in una casa che i bambini si divertono a violare come fosse la dimora di un fantasma. I cittadini del villaggio lo considerano una persona pericolosa e continuano ad evitarlo fino a quando, per un motivo che verra’ rivelato nel corso della storia decide, ancora in vita di celebrare il proprio funerale e, con un espediente irrinunciabile, di invitare tutti coloro che hanno qualcosa da raccontare su suo conto.
Ad organizzare l’evento un impresario funebre interessato ai soldi ed il suo assistente, un giovane idealista che diventa ben presto il confidente del misterioso protagonista.
Ispirato ad un fatto accaduto almeno in parte - il funerale anticipato ci fu ed ebbe una grande partecipazione - Get Low è la resa dei conti di un uomo costretto a venire a patti con la propria coscienza: carattere scontroso, di poche parole il personaggio interpretato da un grande Robert Duvall assomiglia nei modi e nello stile al mitico capitano Achab; anche lui ha una balena bianca da catturare, un ossessione che gli ha divorato la vita, ma a differenza della figura romanzesca, utilizza l’ultimo slancio per scrollarsi di dosso la scimmia nel tentativo di riconciliarsi con se stesso e con la donna che un tempo aveva amato e dalla quale si era prematuramente separato.
Get Low Girato in maniera classica da un regista che sembra un veterano ed invece è alla sua opera prima Get low riesce a mantenersi in equilibrio tra leggenda e romanzo, e con un recupero delle tradizioni (la colonna sonora è un connubio di benjio e mandolini) che si mantengono in continua sinergia con elementi universali come il senso della perdità, il desiderio di riparare agli errori commessi ma anche l’amore, l’amicizia, il perdono.
Insomma un film complesso che Schneider riesce a rendere fluido ed interessante trasformando la storia di Felix in una specie di noir, non solo per i motivi che muovono il protagonista, ma anche per alcune complicazioni legate alla montagna di soldi generati dall’evento.
I colpi di scena non mancano ed anche i momenti di ilarità, assicurati dall’incomparabile presenza di Bill Murray, becchino dal cuore d’oro, e come Felix alle prese con una perdita di cui non riesce a rassegnarsi, lungi dall’essere fuori posto, alleggeriscono uno spartito che altrimenti rimarrebbe soffocato dall’eccesso di carisma del suo protagonista.
In concorso al Torino film festival il film è stato premiato per la migliore interpretazione andata appunto a Bill Murray e Robert Duvall, incredibilmente ignorati dalle scelte dell’Academy Awards.

giovedì, maggio 20, 2010

Film in sala dal 21 maggio

Copia conforme
(Copie conforme)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Francia, Italia, Iran
REGIA: Abbas Kiarostami

Prince of Persia: Le sabbie del tempo
(Prince of Persia: The Sands of Time)
GENERE: Fantasy, Avventura
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Mike Newell

Caótica Ana
(Caótica Ana)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2007
NAZIONALITÀ: Spagna
REGIA: Julio Medem

La bella società
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Gian Paolo Cugno

La nostra vita
GENERE: Commedia
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Daniele Luchetti

The Final Destination 3D
(The Final Destination 3D)
GENERE: Horror, Thriller
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: David R. Ellis

martedì, maggio 18, 2010

Shadow

SHADOW
(Ita 2009)
Regia: Federico Zampaglione


David (J. Muxworthy), un ex soldato americano con la passione per la bicicletta, dopo aver combattuto in Iraq, si trasferisce in Europa per trascorrere un periodo di relax che lo aiuti a dimenticare gli orrori della guerra.
Una volta giunto a destinazione, in una zona di montagna, si scontra con due violenti cacciatori, Fred (O. Blitch - una delle voci di Virgin Radio) e Buck (C. Coppola).
Lo scontro verbale presto si trasforma in una vera e propria caccia all'uomo.
Sarà l'inizio dell'incubo.
Tanto di cappello a Federico Zampaglione che a tre anni di distanza dal suo buon esordio (Nero Bifamiliare) decide coraggiosamente di cimentarsi con il cinema di genere e sceglie una materia difficilissima: l'horror.
Materia difficilissima per due motivi: perché nel genere horror è stato praticamente detto tutto e perché quello italiano in particolare, vanta una tradizione di buon livello.
Il pericolo del "già visto", del non riuscire a mantenere la tensione, di precipitare nel ridicolo involontario, che in passato ha colpito qualche regista italiano era in agguato, ma il leader dei Tiromancino dimostra di saper maneggiare la materia e confeziona un buon film.
Con SHADOW il regista romano porta sullo schermo una storia non fine a se stessa, ma che ci sbatte in faccia l'orrore della guerra dalla prima all'ultima inquadratura.
Zampaglione si diverte ad associare Bush a Hitler e Stalin , ci mostra il sanguinario Mortis (N. Arquint) che nutre la sua follia con filmati di guerra e sostanze allucinogene naturali, come quella che il BUFO ALVARIUS secerne spontaneamente e chiude con un paio di azzeccati colpi di scena.
Atmosfere che ricordano vagamente l'horror gotico di Bava, i boschi e le case isolate di Fulci, ma anche Hopper e Carpenter.
Zampaglione assorbe la lezione dei maestri dell'horror ma non copia, non si dilunga, sfiora ma non si addentra nel torture-porn (Hostel) e porta nuova linfa alla gloriosa tradizione italiana del cinema di genere.
Film asciuttissimo, messa in scena che non sembra neanche quella di un prodotto italiano, location che potrebbe essere un non-luogo (in realtà è Tarvisio) e girato in inglese. SHADOW ha tutte le carte in regola per sbarcare sul mercato internazionale.
Sorpresa.

giovedì, maggio 13, 2010

Film in sala dal 14 maggio 2010

Robin Hood
(Robin Hood)
GENERE: Azione, Drammatico, Storico, Avventura
ANNO: 2010 DATA: 12/05/2010
NAZIONALITÀ: Gran Bretagna, USA
REGIA: Ridley Scott

Adam
(Adam)
GENERE: Commedia, Drammatico, Sentimentale
ANNO: 2009 DATA: 14/05/2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Max Mayer

La strategia degli affetti
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Dodo Fiori

Manolete - Fra mito e passione
(Manolete)
GENERE: Drammatico, Romantico
ANNO: 2007
NAZIONALITÀ: Spagna, Gran Bretagna
REGIA: Menno Meyjes

Non è ancora domani (La Pivellina)
(La Pivellina)
GENERE: Drammatico
ANNO: DATA: 14/05/2010
NAZIONALITÀ: Australia, Italia
REGIA: Tizza Covi, Rainer Frimmel

Piacere, sono un po' incinta
(The Back-Up Plan)
GENERE: Commedia, Romantico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Alan Poul

Scontro di Civiltà per un Ascensore a Piazza Vittorio
GENERE: Drammatico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Isotta Toso

Shadow
GENERE: Horror, Thriller
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Federico Zampaglione

mercoledì, maggio 12, 2010

IRON MAN 2

IRON MAN 2
Regia: Jon Favreau


Tony Stark/ Iron Man (R. Downey Jr.), dopo aver rivelato al mondo la sua vera identità, deve affrontare una grana giudiziaria promossa dal senatore Stern in combutta con il magnate dell'industria bellica Justin Hammer (S. Rockwell).
In sintesi, al supereroe viene chiesto di consegnare la sua armatura al governo degli Stati Uniti affinché possa utilizzarla per scopi collegati alla sicurezza nazionale.
In realtà dietro questa manovra c'è l'interesse di Hammer a copiare l'indistruttibile armatura di Iron man per riprodurla in migliaia di esemplari per poi venderla al Governo.
Inoltre, Tony Stark deve fare i conti con il cattivissimo fisico russo Ivan Danko (M. Rourke),figlio di un ex socio del padre di Stark, che cerca vendetta.
Non servono gli occhiali per il 3D ma ci vorrebbero dei tappi per le orecchie, visto l'enorme numero di botti che condiscono l'ennesimo carrozzone scintillante dedicato ai supereroi della Marvel. ,
Nonostante l'incessante bombardamento sonoro, il film risulta essere comunque soporifero e privo interesse.
Peccato, perché il materiale ci sarebbe: un supereroe aderente al sistema, che non condivide molte cose, ma che si guarda bene dall'uscirne fuori, non si trova tutti i giorni e quindi con un po' di buona volontà si poteva scrivere e girare qualcosa di più interessante.
A destare lo spettatore dalla catalessi sopraggiungono le ancheggianti Gyneth Paltrow, in tailleur d'ordinanza e Scarlett Johansson in tuta aderentissima che presumiamo abbia fatto mancare il fiato prima a lei e poi allo spettatore.
Non mancano errori di diversa natura: cambi di pettinatura improvvisi, unghie laccate che non lo sono poco dopo, posizioni del corpo completamente diverse nei campi/controcampi.
Dopo i titoli di coda, appendice del film che anticipa (almeno questa è la mia impressione) l'identità del supereroe protagonista del prossimo film fracassone dedicato ai personaggi Marvel.

martedì, maggio 11, 2010

ADAM

ADAM
regia di Max Mayer


"Il libro per bambini che preferisco parla di un piccolo principe arrivato sulla terra da un asteroide molto lontano. Qui incontra un pilota il cui aereo è precipitato nel deserto. Il piccolo principe insegna al pilota molte cose, soprattutto sull'amore. Mio padre diceva sempre che io ero il piccolo principe ma... dopo aver conosciuto Adam, ho capito che sono sempre stata il pilota".

Schermo nero e voce off, è l'incipit che introduce questo film indipendente passato dalle parti di Sundance nel 2009.

Una bella ragazza di famiglia alto borghese si trasferisce a Manhattan nello stabile in cui abita Adam, un ragazzo educato e di bella presenza ma patologicamente ingenuo e goffo con il quale darà vita ad una storia già vista ma comunque piacevole da rivedere, delicata e semplice che ha a che fare con il coraggio, con l'incontro di mondi estranei e con i confini da oltrepassare per raggiungersi e conoscere se stessi e l'altro.

giovedì, maggio 06, 2010

VENDICAMI

VENDICAMI
Regia: Johnnie To


La francese Irene vive a Macao insieme al marito cinese e ai suoi due bambini.
In una giornata che sembra uguale alle altre, l'intera famiglia viene presa d'assalto da tre spietati killer.
La donna, rimasta miracolosamente in vita, riceve la visita del padre Costello (J. Hallyday) giunto appositamente dalla Francia, al quale chiede di vendicare la sua famiglia.
Costello ha però diverse difficoltà; si trova in un Paese a lui sconosciuto e sopratutto convive con seri problemi di memoria, dovuti ad un proiettile conficcato nella testa che non può essere estratto.
Per raggiungere il suo scopo chiede aiuto a tre killer del luogo capitanati da Kwai (A. Wong).

Johnnie To acclamato regista di Hong Kong arriva sugli schermi italiani godendo finalmente di una distribuzione decente (BREAKING NEWS, 2005, uscì in sala la seconda settimana di Agosto!).

Per questo western metropolitano tutto pioggia e neon, il regista asiatico, attinge al polar francese, riferimento obbligato per tutti i noir incentrati sulla figura solitaria del sicario.

VENDICAMI è un omaggio palese e incondizionato a FRANK COSTELLO - FACCIA D'ANGELO di Melville, datato 1967 e infatti il personaggio interpretato da Hallyday si chiama appunto Costello e indossa sempre un impermeabile come il Frank Costello interpretato da A. Delon nel capolavoro di Melville (quello di Hallyday è scuro, quello di Delon era chiaro), inoltre se teniamo presente che il titolo originale del polar transalpino era LE SAMURAI, non bisogna sforzarsi neanche tanto per capire dove Johnnie To vuole andare a parare.

VENDICAMI è il "solito" film di Johnnie To: dolore, rancore, fratellanza, mattanze, pistole e killer, il tutto "alleggerito" dalla spettacolarità e dalle coreografie che tanto piacciono a Q. Tarantino.

Script semplice e scontato, conflitti a fuoco che sembrano danze con gli spari a fare da sottofondo musicale; realismo sacrificato in favore della geometria visiva fatta di rimbalzi, proiettili e sangue.
Estetica ipnotica con corpi disperati che danzano sotto una pioggia di piombo.

Prendere o lasciare.

Film in sala dal 7 maggio 2010

Aiuto vampiro
(Cirque du Freak)
GENERE: Thriller, Fantasy, Avventura
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Paul Weitz

Christine Cristina
GENERE: Storico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Stefania Sandrelli

Dear John
(Dear John)
GENERE: Drammatico, Guerra, Sentimentale
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Lasse Hallström

Draquila - L'italia che trema
GENERE: Documentario
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Sabina Guzzanti

Due vite per caso
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Alessandro Aronadio

Fratelli d'Italia
GENERE: Documentario
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Claudio Giovannesi

Le ultime 56 ore
GENERE: Drammatico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Claudio Fragasso

Non è ancora domani (La Pivellina)
(La Pivellina)
GENERE: Drammatico
ANNO:
NAZIONALITÀ: Australia, Italia
REGIA: Tizza Covi, Rainer Frimmel

Notte folle a Manhattan
(Date Night)
GENERE: Commedia
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Shawn Levy

Puzzole alla riscossa
(Furry Vengeance)
GENERE: Commedia, Family
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Roger Kumble

The Maid
(La nana)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009 DATA: 09/05/2010
NAZIONALITÀ: Messico, Cile
REGIA: Sebastián Silva

lunedì, maggio 03, 2010

THE GHOST WRITER

The Ghost Writer
regia di Roman Polanski


The Ghost Writer (titolo italiano "l'Uomo nell'ombra") ultimo lavoro di Roman Polanski, è tratto dall'omonimo romanzo dell'ex cronista politico Robert Harris, che ne ha curato anche la sceneggiatura.
La trama: Uno scrittore (Ewan McGregor) viene ingaggiatto per completare la stesura dell'autobiografia dell'ex premier britannico Adam Lang (Pierce Brosnan), dopo la morte in circostanze sospette del precedente ghost writer.
Lang si trova su un'isola statunitense (del Massachussets), insieme alla moglie, alla segretaria e alle guardie del corpo.
Quasi da subito lo scrittore si rende conto di essersi imbattuto in qualcosa di scottante e pericoloso, non solo sul piano letterario.
Fra l'altro, l'ex premier, proprio in quei giorni, viene accusato di crimini di guerra da un ex membro del suo stesso staff.
Ultimo film di Polanski, attualmente agli arresti domiciliari in Svizzera (pare abbia ultimato il montaggio attraverso il telefono di un carcere), affascinante noir, a mio parere, in cui la tensione permane alta per tutta la pellicola, grazie anche a continui cambi di traiettorie, a cose svelate e poi nascoste, come se i personaggi fossero dei burattini all'interno di un labirinto.
E il burattinaio è uno solo, ovvero la CIA, che muove i fili anche della politica britannica.
La politica è sì una costante del film, ma la sua presenza viene percepita, raramente mostrata apertamente.
Il film è denso, claustrofobico. Il clima piovoso e ventoso sia dell'isola, che della città, contribuisce ad accrescere la sensazione di grevità.
Pierce Borsnan, il "bello con l'espressione perenne da posa fotografica, regge molto bene la parte del politico in declino, invischiato in qualcosa di losco e più grande di lui.
McGregor, forse troppo dimesso, con la sua immagine "poco visibile" rende bene l'idea del Ghost Writer, letteralmente "lo scrittore fantasma".
Non mancano i momenti in cui si sorride.
Arrivati a questo punto, c'è da aggiungere un'ultima riflessione circa le analogie fra il regista e l'ex premier.
Entrambi lontani dal proprio paese per dei gravi reati; entrambi rischiano pene molto alte; entrambi si rifugiano in paesi dove non vi sia il periodo di essere estradati.
Alla fine nessuno dei due riuscirà nel suo intento.
Splendido cameo di Eli Wallach, il brutto de "Il buono, il brutto, il cattivo". Brevissima recitazione da gustare.
Film vivamente consigliato.

giovedì, aprile 29, 2010

Film in sala dal 30 aprile 2010

Cosa voglio di più
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009 DATA: 30/04/2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Silvio Soldini

Gli amori folli
(Les Herbes folles)
GENERE: Commedia, Drammatico, Thriller
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Francia, Italia
REGIA: Alain Resnais

Iron Man 2
(Iron Man 2)
GENERE: Azione, Fantascienza
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Jon Favreau

La fisica dell'acqua
GENERE: Drammatico, Mystery
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Felice Farina

Oceani 3D
(Oceans 3D : Into the Deep)
GENERE: Documentario
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Gran Bretagna
REGIA: Jean-Jacques Mantello

The Last Song
(The Last Song)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Julia Anne Robinson

Vendicami
(Vengeance)
GENERE: Noir
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Francia, Hong Kong
REGIA: Johnnie To

mercoledì, aprile 28, 2010

BASILICATA COAST TO COAST

BASILICATA COAST TO COAST
regia di Rocco Papaleo


Il professore di matematica Nicola (Papaleo), il falegname muto Franco (Gazzè) e l'ex studente di medicina Salvatore (Briguglia) oltre ad essere amici da sempre sono i componenti di un gruppo musicale.
Per partecipare ad una rassegna canora che si tiene a Scanzano Jonico decidono di raggiungere la cittadina a piedi.
Dal Tirreno allo Jonio, attraversando la Basilicata, per portare a termine un progetto artistico folle e sghangherato quanto i componenti del gruppo musicale.
Al seguito dei tre amici ci sono Rocco (Gassman) cugino di Salvatore, comparsa in spettacoli televisivi che gode di una certa popolarità, e Tropea (Mezzogiorno) giornalista, figlia del potente Onorevole Limongi (Amato).
L'esordio dietro la macchina da presa di Rocco Papaleo è per certi versi simile alla carriera del bravo attore lucano: leggero e ingenuo come i suoi ruoli da caratterista ai quali ci ha abituato al cinema, personale e poetico come quando smette i panni dell'attore di cinema e porta in giro i suoi spettacoli teatrali.
BASILICATA COAST TO COAST è tecnicamente modesto, come del resto quasi tutte le commedie dei colleghi di Papaleo (Pieraccioni, Salemme, Panariello) e con alcuni passaggi a vuoto, primo tra tutti la spiegazione che viene fornita per descrivere il disagio sociale del personaggio intrpretato dalla Mezzogiorno.
Il film però, almeno nelle intenzioni, è solo apparentemente ingenuo e leggero.
A far drizzare le antenne allo spettatore dovrebbe essere la scelta della doppia narrazione: quella del viaggio raccontato nel film e quella del viaggio raccontato dalle riprese di Tropea/Mezzogiorno, non a caso, infatti, quando decide di abbandonare il suo ruolo di giornalista al seguito e diventare parte integrante del gruppo di amici, questo avviene tramite l'occhio della telecamera da lei impugnata.
Papaleo, inoltre, fa del personaggio di Gassman, che non a caso si chiama Rocco, il suo alter ego, trattegiando quello che sarebbe potuto succedere a lui qualora non fosse riuscito a sfondare nel mondo dello spettacolo.
Se poi, aggiungiamo il richiamo a " L'armata Brancaleone" , l'accenno al borgo che si ribella alla modernità, il nome del gruppo musicale, possimo dedurre tranquillamente che il lavoro di Papaleo sia molto meno ingenuo di quello che potrebbe sembrare.
In definitiva trattasi di un viaggio senza fretta, "al passo del cavallo" come si dice nel film, per dare tempo e modo al regista di liberarsi di un peso, di lavorare di pancia prima che di testa, di rinfacciare la grettezza e l'ingnoranza dei suoi corregionali e al contempo esaltare gli slanci d'animo e la voglia di cambiare dei più giovani, di urlare il suo amore-odio per quella terra dalla quale è dovuto fuggire e che poco gli ha dato, ma che non può fare a meno di amare.
BASILICATA COAS TO COAST è un film gradevole, privo di volgarità e capace di spiazzare.
Sicuramente buono nelle intenzioni, meno nella realizzazione.


giovedì, aprile 22, 2010

Film in sala dal 23 aprile 2010

Agorà
(Agora)
GENERE: Drammatico, Storico, Avventura
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Spagna, USA
REGIA: Alejandro Amenábar

La città verrà distrutta all'alba (2010)
(The Crazies)
GENERE: Fantascienza, Horror
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Breck Eisner

Matrimoni e altri disastri
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Nina di Majo

Misure straordinarie
(Extraordinary Measures)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Tom Vaughan

mercoledì, aprile 21, 2010

La citta' verra' distrutta all'alba (The Crazies)

La citta' verra' distrutta all'alba
(The Crazies)

Un film di Breck Eisner

La selezione della specie appartiene al mondo naturale ma non al cinema; se cosi’ non fosse sarebbe difficile provare a spiegare l’involuzione di un genere che continua ad appiattire il suo livello a fronte delle molte gestazioni . Segno dei tempi oppure pochezza delle parti in gioco, fatto sta che "The Crazies" tenta l’ennesima variazione sul tema immaginando una cittadina americana sull’orlo di una crisi di nervi a causa di una sostanza tossica che fa perdere il controllo alle persone, trasformandole in esseri poco umani ed in preda ad un isteria collettiva soddisfatta solo con il sangue.

In mezzo a loro tenta di sopravvivere un nucleo di coraggiosi non infetti, capitanati dallo sceriffo del paese e dalla moglie in dolce attesa.
Insomma la solita apocalisse ed una famiglia pronta ad interpretare il nuovo inizio sono gli ingredienti di questo "horror movie" che non ha il coraggio di chiamarsi come dovrebbe ed inventa il termine "The crazies", nel tentativo di sembrare diverso da quello che e’, ovvero un episodio apocrifo della celebre saga Romeriana.
Messe le carte in tavola e spazzato via ogni dubbio di presunta originalita’, bisogna dire che il film e’ girato in maniera pulita, senza la confusione che caratterizza il nulla visivo e con tutti i cliche’ - dalle improvvise entrate fuori campo agli utensili che si trasformano in micidiali armi contundenti a deliziosi personaggi di contorno messi a bella posta per scuotere il pubblico con la loro dipartita - e le allusioni sociologiche ad un america del complotto e del contaggio, accontentando forse teen ager in cerca di catarsi pre adolescenziale, ma che lascia indifferente tutti gli altri per la prevedibilita’ dell’intreccio e per una suspence ampiamente superata dalle contingenze quotidiane.

martedì, aprile 20, 2010

LA CITTA' GIOCA D'AZZARDO - Italia '70 - Il cinema a mano armata (15)

LA CITTA' GIOCA D'AZZARDO (1975)
Regia: Sergio Martino

Cast: Luc Merenda - Corrado Pani - Dayle Haddon - Enrico Maria Salerno - Lino Troisi
Trama: Il baro Luca Altieri grazie alla sua abilità viene "assunto" dal boss delle bische cittadine.


Il Film: Luca Altieri (Merenda) un baro assai spaccone riesce a farsi assumere dal "Presidente" (Salerno) boss indiscusso delle bische della città. I suoi guai iniziano quando Altieri ruba la donna (Haddon) a Corrado (Pani) violento e arrogante figlio del boss.
Corrado che da sempre mal sopporta di essere messo in ombra dalla figura del temuto e rispettato padre, decide di vendicarsi.
Accecato dalla gelosia, Corrado commette molti errori e si ritroverà abbandonato anche dagli amici del padre.

Commento: Prima parte del film di ambientazione cittadina, violenta e brutale anche se spesso alternata a momenti più leggeri quasi sempre affidati a Luc Merenda aitante e affascinate giocatore d'azzardo e sciupafemmine.
Nella seconda parte della pellicola l'ambientazione è spostata sulla costa azzurra e il film vira decisamente verso il melodramma, con annessa una passeggiata in riva al mare in stile sceneggiata napoletana di seconda generazione.
In definitiva un film, dalla sceneggiatura spesso prevedibile e un finale melodrammatico un pò stonato, anche se ritmo e violenza non mancano. Bravo Corrado Pani e sempre all'altezza della situazione il caratterista Lino Troise.

Curiosità-Notizie: L'inseguimento finale ambientato in costa azzurra in realtà è stato in parte girato a Gaeta.

giovedì, aprile 15, 2010

Film in sala dal 16 aprile 2010

Cella 211
(Celda 211)
GENERE: Azione, Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Spagna, Francia
REGIA: Daniel Monzon

Fantastic Mr. Fox
(Fantastic Mr. Fox)
GENERE: Animazione, Avventura
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Wes Anderson

From Paris with Love
(From Paris with Love)
GENERE: Azione
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Francia
REGIA: Pierre Morel

I gatti persiani
(No one Knows About the Persian Cats)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Iran
REGIA: Bahman Ghobadi

Life During Wartime
(Life During Wartime)
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Todd Solondz

Oltre le regole
(The Messenger)
GENERE: Drammatico, Guerra, Romantico
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Oren Moverman

Scontro tra Titani
(Clash of the Titans)
GENERE: Mitologico, Fantasy, Avventura
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Louis Leterrier

martedì, aprile 13, 2010

Milano trema (1973) - inseguimento

Estratto di "Milano trema - La polizia vuole giustizia" (1973) diretto da Sergio Martino


lunedì, aprile 12, 2010

GREEN ZONE

GREEN ZONE
regia di Paul Greengrass

Le ragioni del cuore e quelle del portafoglio come "essere o non essere" di un regista costretto a confrontarsi con il Moloch della grande produzioni.
Il dilemma, esistenziale e poi artistico, è sì la conseguenza di una volontà che fatica ad adeguare la propria indipendenza alle ragioni del mercato, ma per quanto ci riguarda è la causa principale di una involuzione che Green Zone rende palese. Fino a quando le ragioni del cuore si sposavano con la necessità di una nazione in cerca di risposte, il combact cinema di Paul Greengrass era un arma micidiale e non retorica per documentare la situazione contingente, poi, con l’affievolirsi delle spinte emotive e la Svolta presidenziale, al regista sembra mancare il contraltare capace di giustificarne le caratteristiche inquisitorie e giornalistiche.

Così Green Zone, partendo da un presupposto di verità, la ricerca delle armi di distruzione di massa all’indomani della conquista di Bagdhad, si sforza di conciliare l’estetica e le dinamiche del cinema bellico di ultima generazione con le istanze del cinema d’inchiesta.
Il tentativo lodevole ed in parte riuscito almeno a livello di scrittura, viene completamente sconfessato dalle immagini che neanche per un momento riescono a realizzare l’agognata sintesi: manicheo a cominciare dalla sua struttura, organizzata sulle barricate di un confronto che oppone buoni e cattivi, tecnologia ed umanesimo, ragion di stato ed integrità morale, il film con nevrosi omnicomprensiva accumula situazioni e punti di vista, provando a riflettere su quello che viene mostrato, ma viene sopraffatto dall’ennesima dimostrazione di potenza.
Ed è proprio la ricerca di equilibrio unita alla volontà di dare spazio a tutte le parti in causa, americani ed iracheni, giornalisti e politicanti, ad annullare l’emotività di un opera che vorrebbe essere spregiudicato ed è invece di maniera.
Simile ad un film di Tony Scott senza averne il vitalismo, Green Zone arriva alla Storica conclusione, con una resa dei conti piena di inseguimenti e polvere da sparo, consegnando allo spettatore un finale di rara ambiguità, con l’eroe che, dopo essersi sporcato le mani, prende le distanze dal misfatto allontanandosi verso la nuova frontiera, novello John Wayne di un paese senza memoria; sequenza ricorrente in molto cinema americano, ma qui totalmente inappropriata per il tipo di retorica che la contraddistingue.
A margine l’interpretazione di Matt Damon, evidentemente a suo agio nel ruolo del buon soldato ed ancora alle prese con un interpretazione ridotta ad un'unica espressione.

giovedì, aprile 08, 2010

Io sono l'amore

Io sono l'amore
di G. Guadagnino

L'arte come forma suprema di presunzione ed una diversità che si traduce in aristocratiche lontananze, sono l’espressione di un artista abituato a confondersi tra le continue variazioni del suo cinema; e così dopo la rappresentazione edulcorata di uno scandalo di cartapesta, Luca Guadagnino costruisce la sua opus magna celebrando la storia di una metamorfosi familiare ed economica, analizzata attraverso le vicende della famiglia Recchi, prototipo di quel ceto borghese e mercantile che si affaccia al nuovo secolo con il prestigio costruito sulle dinamiche di un sistema di scambio in estinzione, eppure sufficiente ad assicurargli posizioni di rilievo.
Partendo dalla rappresentazione di un mondo autoreferenziale e chiuso a qualsiasi cambiamento, il regista mina le certezze dei suoi componenti sincronizzando gli scarti del disagio psicologico con quelli relativi al depauperamento della tradizione a favore della nuove logiche commerciali.
Che si tratti di un infelicità a lungo sottaciuta ed improvvisamente venuta a galla, oppure della differenza di vedute a proposito di una trattativa finanziaria, a farne le spese sono gli anelli deboli di una catena che, al di là delle singole ribellioni e dei lutti dolorosi non prevede altro copione che la perpetuazione di una specie umana vinta dalle proprie ossessioni e corrosa da una morale che privilegia la forma alla sostanza.
Se la fine è nota, Guadagnino si gioca le sue carte avvolgendo i protagonisti all’interno di una dimensione temporale eternamente sospesa e dilatata secondo i rituali del potere, lasciando che ogni singola tenzone sia il risultato di una selezione naturale determinata dall’onnipresenza di regole non scritte, ma perpetrate secondo le usanze di un ambiente che non risparmia niente in fatto di freddezza e disincanto.
Tenuto insieme da una colonna sonora che è insieme strumento di indagine e propaggine drammaturgica, "Io sono l’amore" è un trionfo di nature morte a cominciare dalla casa/magione in cui si celebra la vita del casato, elemento fondativo e specchio di un immobilismo che è prima psicologico e poi materiale, e ancora con gli elementi centrali della storia, gli interni, caratterizzati da una linearità destinata ad entrare in collisione con le pulsioni scatenate dal motivo centrale della vicenda, il cibo, vettore di uno sviamento che prende la gola e poi i sensi, e la protagonista principale, presenza impalpabile ma decisiva, la cui funzionale ornamentale, enfatizzata dalle continue vestizioni a cui viene sottoposta da parte del marito e della governante, funge da vero e propria oggetto deflagrante nella parte centrale del film, quella in cui, complice il pasto galeotto, assistiamo ad un deragliamento dei sensi che assume le sembianze di un sogno ad occhi aperti.
Guadagnino è perfetto nell’alternare eccessi e sottrazioni, ed anche quando, nella seconda parte, il film rischia di perdere ritmo, dilungandosi in un trionfo panteistico che diventa didascalico, per la preconfezionata presenza dell’elemento naturale, oppure per il defilamento ingiustificato di alcuni comprimari, il regista riesce a portare a casa il risultato grazie ad un arbitrio assolutamente fedele a se stesso.

Film in sala dal 9 aprile

Basilicata Coast to Coast
GENERE: Commedia, Musical
ANNO: 2010 DATA: 09/04/2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Rocco Papaleo

Departures
(Okuribito)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: Giappone
REGIA: Yojiro Takita
CAST: Masahiro Motoki

Green Zone
(Green Zone)
GENERE: Azione, Drammatico, Spionaggio, Thriller
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Gran Bretagna, USA
REGIA: Paul Greengrass

Il cacciatore di ex
(The Bounty Hunter)
GENERE: Azione, Commedia, Romantico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Andy Tennant

L'Uomo nell'ombra
(The Ghost Writer)
GENERE: Drammatico, Thriller, Mystery
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Germania, USA
REGIA: Roman Polanski

Piazza giochi
GENERE: Drammatico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Marco Costa

Simon Konianski
(Simon Konianski)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Belgio, Canada, Francia
REGIA: Micha Wald

Sunshine Cleaning
(Sunshine Cleaning)
GENERE: Commedia
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Christine Jeffs

Una proposta per dire si
(Leap Year)
GENERE: Commedia, Romantico
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Irlanda, USA
REGIA: Anand Tucker

sabato, aprile 03, 2010

GAMER

La rappresentazione di una società asservita e manipolata da oscuri cospiratori è una delle tematiche più frequenti del cinema fantapolitico ed anche la presenza della componente ludica come elemento catalizzatore di questa dipendenza (dal capostipite "Rollerball" di cui esiste pure un inguardabile remake a "The running man" di PM Glaser con Schwarzenegger) è solo una variante, peraltro piuttosto sfruttata in questo tipo di operazioni. In questo caso il grande fratello di turno risponde al nome di Ken Kastle, un genio del male che produce giochi, in cui l'elemento virtuale viene sostituito da esseri umani in carne ed ossa che lottano per la propria sopravvivenza, sullo sfondo di uno scenario apocalittico.
Il successo del prodotto e la legittimazione del controllo sociale vengono messi in discussione quando Kable, la star indiscussa del gioco si ribella al suo destino di schiavitù ed inizia un percorso in cui la vendetta personale diventa il viatico per il ritorno alla vita.

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giovedì, aprile 01, 2010

Film in sala dal 2 aprile

Colpo di fulmine - Il mago della truffa
(I Love You Phillip Morris)
GENERE: Commedia, Noir
ANNO: 2009 DATA: 02/04/2010
NAZIONALITÀ: Francia, USA
REGIA: Glenn Ficarra, John Requa

Gamer
(Gamer)
GENERE: Azione, Fantascienza
ANNO: 2009 DATA: 02/04/2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Mark Neveldine, Brian Taylor

Hatchet
(Hatchet)
GENERE: Commedia, Horror
ANNO: 2006 DATA: 02/04/2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Adam Green

Il Piccolo Nicolas e i suoi genitori
(Le petit Nicolas)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009 DATA: 02/04/2010
NAZIONALITÀ: Francia
REGIA: Laurent Tirard

La vita è una cosa meravigliosa
GENERE: Commedia
ANNO: 2009 DATA: 02/04/2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Carlo Vanzina

Nat e il segreto di Eleonora
(Le secret d'Éléonore)
GENERE: Animazione
ANNO: 2009 DATA: 02/04/2010
NAZIONALITÀ: Francia, Italia
REGIA: Dominique Monféry

Sangue e Cemento
GENERE: Documentario
ANNO: 2010 DATA: 02/04/2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Gruppo Zero

Sul mare
GENERE: Commedia
ANNO: 2010 DATA: 02/04/2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Alessandro D'Alatri