sabato, febbraio 23, 2008

Riparo

Riparo si presenta come uno dei pochissimi prodotti italiani del 2007 che vale la pensa di essere visto al cinema e che, pur nei limiti produttivi e realizzativi, tenta di raccontare, con coerenza e decisione, realta' difficili come l'amore omosessuale femminile e l'integrazione razziale degli immigrati in Italia.
La storia e' ambientata nel profondo Nord italiano e riesce, nonostante il forte rischio, a non cadere negli stereotipi.
Riparo e' il nuovo interessante progetto del regista Marco Simon Puccioni - gia' autore di "Quello che cerchi" - realizzato in un momento in cui il cinema italiano sembra proprio moribondo, dove nemmeno gli autori sono in grado di tratteggiare storie che raccontino con franchezza la nostra Italia contemporanea ed i suoi tanti problemi sociali e di coscienza.
Il film non e' politico, ma porta a riflettere sulla difficile convivenza tra progresso ed integrazione razziale, tra realizzazione dei propori desideri e giudizio degli altri, tra progetti privati e convenzioni sociali.
L'amore tra le due protagoniste (ben interpretate da Antonia Liskova e Maria De Medeiros) e' rappresentato con pudore e delicatezza e si evolve verso un cambiamento sostanzale delle due donne e della loro visione delle cose: il loro gia' precario equilibrio viene definitivamente destabilizzato da Anis, un giovane immigrato magrebino, che piomba nel loro quotidiano come un'apparente non voluta ragione di svolta. Il film racconta un percorso di crescita e di cambiamento per tutti i personaggi coinvolti, che in alcuni casi lascia l'amaro in bocca.
Finalmente, come purtroppo non sempre accade, le due amanti sono femminili, due donne consapevoli della propria femminilita' e che non si confondono con icone androgine.
Alcune imperfezioni di fondo mi hanno fatto storcere il naso, ma non hanno indebolito la struttura.
"Io ho scritto la sceneggiatura, il soggetto invece è opera di Monica Lametta e Clara Ferri. Quando cercavo l’ispirazione per un secondo film ho letto questo soggetto ed ho trovato che contenesse i temi che frequento di più, che mi sono più cari: il discorso sulla famiglia, le famiglie alternative, il rapporto con l’altro, con lo straniero, con il diverso. Il rapporto che si crea tra i tre personaggi di questa storia è in genere poco indagato dal cinema. Anche nel mio film precedente ho lavorato con un ragazzo preso dalla strada perché mi piace anche la recitazione "non intellettuale". Naturalmente è piacevole lavorare con un’ attrice come Maria de Medeiros o con Antonia Liscova che hanno invece molta esperienza -Maria soprattutto ha fatto moltissimi film- e che ti possono regalare dei momenti interessanti, frutto della loro capacità di leggere il personaggio e di dare delle coloriture particolari. Con degli attori così mi trovo a dover dirigere molto poco." (Marco Simon Puccioni)

Leggi l'intervista al regista (da cinemaitaliano.info)

3 commenti:

ethan ha detto...

ciao veri, com è l'interpretazione del grande scrittore vitaliano trevisan? riparo a verona non pervenuto, purtroppo.

Anonimo ha detto...

Volevo vederlo ma mi è sfuggito cercheroò di recuperarlo il prima possibile, comunque mi sembra di capire che rappresenti una boccata d'aria nell'asfittico panorama nazionale , sarà per quello che ha fatto fatica ad essere distribuito..mi chiedo ma quando inizieranno a sdoganare questo tipo di film...prima ci dicono no n preoccupatevi, i film di cassetta, i cinepanettoni servono ad incassare i soldi che serviranno a produrre l'altro cinema...noi fiduciosi continuiamo ad aspettare... complimenti per la rece, ciao da nickoftime veri quando puoi spiegami perchè non riesco ad inserire commenti con il mio nick...

veri paccheri ha detto...

ciao veri, com è l'interpretazione del grande scrittore vitaliano trevisan?

ciao ethan! trevisan fa la sua parte direi bene e rappresenta la caratterizzazione linguistica più decisa del film.
il regista ha accostato volutamente medeiros-trevisan (lei in realtà portoghese, lui italiano del nordest e che nel film rappresentano fratello e sorella) per creare un effetto particolare sul linguaggio e dare un'immagine forte sull'evoluzione delle famiglie in italia: le famiglie non sono più omogenee, ma possono contenere elementi di varia origine. e così capita che il fratello abbia un forte accento veneto, la sorella parli un italiano perfetto ma con cadenza straniera, la madre non si capisca di dove sia originaria.
certe scelte di messa in scena all'inizio mi avevano fatto storcere un po' il naso, ma poi lungo il film ne ho apprezzato il peso e la funzione comunicativa.
il prodotto è organico ed ha una sua coerenza che va riconosciuta.
bello il finale :-)

ciao nick! sì, riparo è da vedere, se non altro epr rifarsi dopo tanto cinema panettone-polentone italiano... ma soprattutto devi vedere caramel!!! (che ha conquistato già il titolo di mio film rivelazione dell'anno!)