lunedì, aprile 02, 2012

Act of valor




Ci sono film che seppur qualitativamente limitati sono destinati a rimanere come reperto di una mentalità o di un punto di vista. In questa senso il cinema hollywoodiano quale cassa di risonanza del sentimento nazionale ha spesso offerto una visione del mondo in cui la funzione salvifica si esplica quasi sempre con un uso della violenza necessaria alla realizzazione di quel concetto.

Così ogni volta che c’è stato bisogno di mostrare i muscoli questa manifestazione è stata preceduta da un impalcatura di immagini costruite ad hoc per trasformare la morte in un bisogno assolutamente necessario. Donne in pericolo, innocenti da salvare, famiglie da cui tornare sono diventate con il tempo lo slogan capace di far passare qualsiasi nefandezza.

E se in molti casi quel messaggio era stato edulcorato con le forme dell’intrattenimento del cinema mainstream ciò non avviene in un film come “Act of Valor” prodotto indipendente che spinge sull’acceleratore del realismo con il sostegno dell’esercito capace di fornire mezzi , uomini (alcuni attori sono veri e proprio soldati) e consulenza.

Un prodotto a quattro mani realizzato da un ex stunt - man e da un regista poco più che esordiente in grado di mettere in pista un format da video game (la soggettiva con l’arma che spunta sullo schermo sembra la fotocopia di tanti giochi a tematica bellica) con la trama, una squadra di Navy Seals chiamata a salvare il paese dal pericolo di un nuovo 11 settembre, che usa ogni pretesto per scomparire sotto una gragnola di pallottole ed esplosioni.

A beneficiarne è sicuramente l’adrenalina, sollecitata dalle abilità dei superman in uniforme e dall’efficacia della messa in scena, a cui il film porta in dote la capacità di restare aderente allo sviluppo dell’azione con una pulizia di immagine che si mantiene sempre tale, evitando le derive caotiche e frammentarie dello stile combact film.

A non funzionare però è il progetto finale, fin troppo scoperto nel diffondere la supremazia etica e morale (il binomio patria e famiglia è il parametro di tutte le cose) di quel paese, ed in controtendenza, per l'unilateralità della sua visione, rispetto alle scelte di basso profilo, almeno a parole, continuamente richiamate dalla politica di Obama.

Al contrario il film fa di tutto per esasperare gli animi con un richiamo alle armi che la voce off supporta nei commenti infarciti di pathos e di retorica. Così tra un combattimento e l’altro la vicenda fa in tempo a sciorinare clichè che, dal barbeque organizzato alla vigilia della partenza in un tripudio di amicizia e fratellanza ai tramonti vissuti sopra una tavola da surf insieme all'amico del cuore, ci ricordano l’importanza di preservare un modello di vita messo a rischio dalle azioni del nemico.

Una rappresentazione ideale che coesiste a fatica con il crudo realismo messo in campo nello sviluppo dei combattimenti e che per eccesso di enfasi finisce per assomigliare ad una chiamata alle armi organizzata per rinfoltire le schiere di nuovi adepti.

Prodotto dalla Bandito Bros messa in piedi dal duo registico formato da Mike McCoy e Scott Waugh, il film ha avuto un buon successo di pubblico tanto che uno di loro è in procinto di girare il nuovo film con Schwarzeneggwer. Una promozione ottenuta sul campo ma che lascia pochi margini ad un eventuale inversione di tendenza.


3 commenti:

loz10cetkind ha detto...

Da quello che dici sembra un film pro-fisico-battagliero. Ma è retorica venduta male!?

nickoftime ha detto...

se il film si limitasse ad agire sarebbe ottimo perchè le scene d'azione sembrano vere..peccato che l'ideologia che lo sottende sia quasi insopportabile..

Defezionario ha detto...

Riponevo qualche speranza in più in questo prodotto, onestamente mi sono ritrovato davanti un polpettone difficile da salvare (come invece si può fare tranquillamente con Battleship). Troppa, davvero troppa melassa e fanfara retorica.

Act of Valor purtroppo gronda dei più beceri, banali e stucchevoli stereotipi che si possano rintracciare nei war movie americani. Certi registi e produttori dovrebbero imparare dai cugini minori delle serie tv, anche un'opera di medio livello come "The Unit" può considerarsi tranquillamente superiore a questo film.

Peccato perché, come dice nickoftime, qui di azione pura ben realizzata ed in un certo senso anche innovativa ce n'era eh...