giovedì, aprile 17, 2008

Shine a Light


Prima di scegliere il titolo dall'elenco dei film usciti in sala mi sono chiesta "E quando mai mi capitera' di vedere i Rolling Stnes dal vivo? E davvero avro' intenione di noleggiare/acquistare il dvd quando uscira'? E comunque sia, non possiedo un impianto audio home cinema... percio' eccomi entrare in sala per gustarmi, nella piu' totale impreparazione, Shine a light, la testimonianza di uno dei concerti piu' amati di tutti i tempi dai fans del rock di tutto il mondo, visto dall'occhio di uno dei miei registi preferiti. Ultima chicca, bhe', il concerto si svolge a new york...
Il docu-rock di Martin Scorsese coglie appieno l'anima rock di questo gruppo di musicisti incalliti e mai paghi di emozioni musicali, che da oltre 40 anni dominano la scena musicale internazionale e che non badano al tempo che passa. Scorsere alterna brani dal vivo - tratti dai due concerti tenuti al Beacon Theater di New York - con stralci di vecchie interviste anni '60 e '70 che dipingono senza sbavature il ritratto di una band trasgressiva e godereccia insieme, fotografando in tutta la loro vitalita' questi 4 adolescenti un po' cresciuti che non si arrendono al tempo che passa. Ribadisco questo concetto del tempo perche' davvero i Rolling Stones hanno preso degli anni, ma guardandoli suonare e cantare e saltare sul palco non sembra proprio che sentano il peso della loro eta'. Forse sono stati piu' gli eccessi di droga e alcool ad averli un po' incrinati. Mick Jagger ha una energia che molti giovani 20enni di oggi se la sognano, e cosi' gli altri tre. Keith Richard e' davvero brutto, mi dispiace dirlo, impressiona come gli eccessi di gioventu' (e forse anche attuali) lo abbiano consumato, eppure, nonostante tutto, e' vivo e vitale, altro che! Ron e Charlie sembrano due varani di komodo con dli orecchini e le catenine, ma non deludono in un solo riff.

I Rolling Stones non necessitano di presentazioni ne' di introduzioni, vanno ascoltati e guardati cosi', anche senza conoscere un solo pezzo del loro repertorio - ed infatti io nemmeno uno ne conosco, lo ammetto bellamente, beata ignoranza - perchè ciò che conta è l'energia che sprigiona la loro musica, la gioia che si coglie nei loro sguardi quando cantano e suonano e si perdono lungo i sentieri delle loro canzoni. Ed il loro e' rock, e poi e' blues, e poi e' country, e' un sound al servzio delle loro storie, della loro voglia di fare festa e cantare con gioia e disincanto.
La musica e' vita e come niente altro regala momenti di estasi e gioia pura, staccata da ogni razionalita'. Ovviamente i new yorkesi erano in delirio, il teatro, senza transenne ne' barriere di sorta, ha partecipato con grande calore a tutti i momenti dei due concerti.
Duetti con Jack White dei The White Stripes, Buddy Guy e Cristina Aguilera. I Rolling Stones regalano al pubblico anche "As Tears Go By", ceduta, appena nata, a Marianne Faithfull e che non avevano mai avuto il coraggio di esibire dal vivo in un tour.

3 commenti:

ethan ha detto...

guardando attentamente i corpi invecchiati dei rolling stone si hanno le prove evidenti che il rock'n'roll nasconde il segreto dell'eterna giovinezza. mick jagger, keith richards e ronnie wood (il compassato batterista charlie watts fa eccezione) dimostrano l'età che hanno. ma gli eccessi della vita da rock star li hanno lasciati energetici e asciutti, come degli esperti maratoneti. la faccia segnata di jegger fa pensare a dorian gray e al suo ritratto. mentre suona con la sigaretta in bocca, lo scimmiesco richards si piega sulla sua chitarra e un ghigno di paura gioia attraversa il volto. i rolling stones appaiono vivi all'interno della loro macchina da rock, e ci si chiede cosa mai potrebbe convincerli a smettere. il film però ha decisamente un taglio telesivo e fa perdere parecchio ed anche meno ambizioso e romantico. voto 6

veri paccheri ha detto...

che bella "foto" del film, la tua, ethan. grazie!
è vero, taglio televisivo.
per quanto possa risultare emozionante, non credo ci sia nulla di paragonabile allo show vissuto dal vero..

et5han ha detto...

grazie a te!. dal vero è tutta un'altra storia... il palco a milano era largo almeno 400/500 metri e mick jagger per due ore balzava da una parte all'altra. gran bello!!!