venerdì, dicembre 12, 2008

Film in sala da venerdì 5 dicembre (e 12 dicembre)

Ultimatum alla terra
Regia: Scott Derrickson
genere: fantascienza
prod.: USA

Come Dio comanda
regia: G. Salvatores
genere: dramamtico
prod.: Italia

Twilight
regia: Catherine Hardwicke
genere: fantastico
prod.: USA

Saw V
regia: David Hackl
genere: horror
prod.: USA

The Millionaire
regia: Danny Boyle
genere: commedia
prod.: Gran Bretagna, USA

Torno a vivere da solo
regia: J. Calà
genere: commedia
prod.: Italia

Il giardino di limoni
regia: Eran Riklis.
genere: drammatico
prod.: Israele, Germania, Francia

Padiglione 22
regia: Livio Bordone
genere: horror
prod.: Italia

Diari
regia: Attilio Azzola
genere: commedia
prod.: Italia

Stare fuori
regia: Fabiomassimo Lozzi.
genere: sentimentale
prod.: Italia

Io non ci casco
regia: Pasquale Falcone
genere: drammatico
prod.: Italia

L'ospite inatteso
regia: Thomas McCarthy
genere: drammatico
prod.: USA

La coniglietta di casa
regia: Fred Wolf
genere: commedia
prod: USA

Passengers - Mistero ad alta quota
regia: Rodrigo García
genere: drammatico
prod.: USA

La felicità porta fortuna - Happy-Go-Lucky
regia: Mike Leigh
genere: drammatico
prod: Gran Bretagna

Racconto di Natale
regia: Arnaud Desplechin
genere: drammatico
prod: Francia

Stella
regia: Sylvie Verheyde
genere: drammatico
prod: Francia

Never Back Down
regia: Jeff Wadlow
genere: azione
prod.: USA

9 commenti:

Nemo ha detto...

Direi che offerta valida ce n'è eccome! Devo solo scegliere bene oppure chiudermi nel cinema e vederne tanti :)

parsec ha detto...

Ciao Nemo, ho dato un'occhiata al tuo sito e ho letto con piacere che la tua passione per il cinema è nata con "Ritorno al futuro", un film che porto sempre nel cuore perché è legato al periodo della mia formazione adolescenziale. L'ho rivisto da poco tempo e ho constatato che ancora non invecchia... Buone visioni, ciao

Anonimo ha detto...

Heila' cinemaniaci,
possibile che nessuno abbia visto ancora "Twilight...e lo stesso vale pure per "Ultimatum alla terra"...e lostesso vale pure per racconto di Natale che secondo molti e' un capolavoro. Essu' ragazzi vi invito a lavorare un po di piu' ed a confermare la vostra tuttologia cienamtografica.
Vi aspetto.
un saluto

ethan ha detto...

la felicità porta fortuna: insegnante in una scuola elementare e single, poppy è una persona felice e ottimista circondata da persone che la amano, nella vita privata e sul lavoro. trattandosi di un film di mike leigh viene da chiedersi: quando scopriremo i suoi lati oscuri? quando si rivelerà la tragedia segreta che affligge la sua vita? la risposta è mai. naturalmente le succederanno alcuni episodi spiacevoli, come l'incontro con un uomo orribile, che serviranno solo per riaffermare il suo incrollabile ottimismo. una sorta di invulnerabilità che a modo suo è affascinante, crea anche un certo disagio.

Anonimo ha detto...

Al di la' del risultato che mi sembra di aver capito molto buono, non mi pare vero di sentire film che dispensano un ottimismo costruttivo: intendo dire che a parte qualche risata ragionata, prefabbricata per il pubblico natalizio, raramente accade che un regista cosiddetto serio lavori su messaggi positivi, e lo faccia senza sottovalutare la materia che sta trattando.
Scrivo senza aver visto il film e desumendo il tutto dalle tua parole.
Ciao

ethan ha detto...

la protagonista ha un carattere esuberante e infaticabile, è un iper attiva della battuta, parla in continuazione, con conosciuti e sconosciuti, la sua mimica facciale e la sua andatura la fanno assomigliare ad un clown. attraversa con un euforia un mondo che è fatto di disagio cercando di superare il suo disagio: poppy non è stupida e nemmeno lontana dalla realtà, ma c'è dentro fino al collo. in una società dove persone come lei non hanno più posto. affronta il prossimo con allegria, lo provoca per ottenere reazioni, ma anche fermarsi quando si accorge di essere scivolta in territori bui: come l'inquietante istruttore di guida o nel vagabondo dove lei in quei momenti è costretta a confrontarsi con le sue paure. il film è una commedia dall'impatto teatrale, che si sviluppa per situazioni e che si regge più sul dialogo che sull’azione.

ethan ha detto...

la protagonista ha un carattere esuberante e infaticabile, è un iper attiva della battuta, parla in continuazione, con conosciuti e sconosciuti, la sua mimica facciale e la sua andatura la fanno assomigliare ad un clown. attraversa con un euforia un mondo che è fatto di disagio cercando di superare il suo disagio: poppy non è stupida e nemmeno lontana dalla realtà, ma c'è dentro fino al collo. in una società dove persone come lei non hanno più posto. affronta il prossimo con allegria, lo provoca per ottenere reazioni, ma anche fermarsi quando si accorge di essere scivolta in territori bui: come l'inquietante istruttore di guida o nel vagabondo dove lei in quei momenti è costretta a confrontarsi con le sue paure. il film è una commedia dall'impatto teatrale, che si sviluppa per situazioni e che si regge più sul dialogo che sull’azione.

ethan ha detto...

come dio comanda: tratto dal libro di niccolò ammaniti, il film di salvatores sfiora una multitudine di generi, senza mai sceglirne uno. la storia di rino con suo figlio cristiano e il suo amico disabile quattro formaggi, di cui si prende cura come fosse un altro figlio, si svolge così in modo quasi asettico. seguendo la vita di questi tre emarginati, salvatores sembra di aver scelto di evitare il pathos. un'assenza che si nota soprattutto nel rapporto tra il padre e il figlio, su cui sono centrati libro e film. la scena chiave è quella in cui rino, simpatizzante neonazista, chiede a cristiano di rompergli la faccia con una testata: come se la preparazione alla violenza di fronte a un mondo ostile potesse essere il solo mezzo per sigillare un legame affettivo ed esclusivo tra i due. anche se curata e precisa, la regia accentua i toni cupi e tende al distacco. il pubblico, alla fine, anche di fronte alle scene di violenza, ha pochi appigli per aggrapparsi alla storia e finisce per perdere interesse.

Anonimo ha detto...

Peccato, il film di Salvatores mi attirava: per gli attori e per la storia.
tutti ne hanno riconosciuti i limiti emotivi e lo sfilacciamento progressivo.
Io comunque lo recuperero'
ciao