martedì, dicembre 23, 2008

STELLA


Stagione scolastica 1977, una prestigiosa scuola media della Parigi bene è per l’undicenne Stella l’occasione di affrancarsi dal destino di emarginazione cui sembrava predestinata.

E in un incontro/scontro di ambienti sociali diversi, anche grazie al sostegno incondizionato della compagna di classe Gladys proveniente da una facoltosa famiglia ebrea, Stella, i cui genitori gestiscono un bar della banlieu frequentato da un colorito branco di alcolisti noti, scorge la possibilità concreta di un’altra prospettiva di vita rispetto a quella che il nutrito corredo di svantaggi ereditato dal proprio milieu, peraltro mai rinnegato, non le permetteva di vedere.
Evitando i discorsi intellettual-pedagogici l’ispirazione autobiografica di Sylvie Verheide fotografa l’energia e l’innocenza dell’infanzia che sconfina già nell’adolescenza con i suoi contrasti, i suoi drammi e i suoi miracoli, offrendoci la vita proprio così com’è, la vita che spontaneamente vuole vivere prima di tutto il resto e che al di là delle differenze culturali ed economiche si nutre della sincera amicizia, qui declinata al femminile, nell’età in cui, nonostante un subentrato disincanto, il cuore crede ancora nel diritto naturale alla felicità.
Tutto è superlativo in questo film toccante, commovente, comico, romantico, realistico:
la bellissima ed esuberante colonna sonora tratta direttamente dal jukebox di Stella ne rappresenta la personale biblioteca e l’educazione pop in contrapposizione alla colta libreria dell’amica Gladys e al suo retaggio intellettuale alto-borghese.
Gli attori, tra i quali brilla un dolente Guillaume Depardieu in una delle sue ultime apparizioni sul grande schermo, sono bravissimi ed è perfetta la piccola protagonista Léora Barbara nei panni di un personaggio che potrebbe diventare un punto di riferimento per i film che seguiranno.
Effettivamente la censura - solo italiana - del film ai minori di 14 anni, revocata poco prima della distribuzione, era assurda e insensata poiché qui la poetica espressa è di respiro universale ed è un regalo la semplicità con cui riesce ad infondere fiducia nelle proprie possibilità e nei meriti della cultura affiancata all’esperienza della vita pratica, in un’associazione di immagini che spazia dalle lacrime sui testi di Marguerite Duras alle corse in bici lungo la discarica.
Grazie alla Sacher Distribuzione un film emozionante e formativo che arricchisce l’immaginario collettivo, trent’anni dopo il Tempo delle mele, a metà strada tra Rosetta e Little Miss Sunshine, con il pregio dell’originalità.

4 commenti:

veri paccheri ha detto...

ottimo resoconto! complimenti cara parsec!! una recensione illuminata ed essenziale. peccato solo per il lungo periodare =:-o (ora mi linci!)
il film è meritevole di visione, una chicca; intrattiene in modo fresco e delicato (che bello sguardo sugli anni '70...!)
è un sorta di romanzo di formazione che ci accompagna nell'esplorazione non solo privata della protagonista ma anche di tutto il suo ambiente. la testimonianza storico-sociale è ben fatta, il film ha valenza di documento sociale.
e sopratutto ci ricorda l'importanza non solo estetica dlla cultura: un buon libro, arrivato al momento giusto, può davvero salvarti la vita .. :-)
la regista Sylvie Verheyde mette in scena i suoi ricordi di infanzia: anche lei cresciuta in un caffè, anche lei accompagnata da una amica speciale come Gladys, anche lei salvata dalla cultura.
il padre è interpretato da Benjamin Biolay, un cantante molto conosciuto in francia, molto fisico ed elegante.
tra i protagonisti anche Guillaume Depardieu , scompaso di recente per le complicazioni di una polmonite.
il film è in distribuzione in italia in sole 15 copie. speriamo potrà essere più distribuito (e soprattutto che esca presto il dvd!!)
segnalo un'intervista interessante alla regista

Anonimo ha detto...

Amica mia,
e' proprio un bel periodare la tua recensione ed in piu' la composizione non sacrifica nulla al contenuto,evocativo e sobrio come il suo relatore.
Il film mi sembra una bella scoperta,definizione che ormai non ha piu' modo di essere usata per l'ubiquita' visiva del prodotto cinematografico.
Certamente lo segnero' tra i film da recuperare....
Veri perche' non inserisci un post dove chi vuole puo' elencare i migliori 10 film dell'anno 2008?
Un saluto

ethan ha detto...

un film che devo assolutamente vedere come racconto di natale.

ethan ha detto...

visto ieri, un buon film.