martedì, dicembre 09, 2008

Milano Calibro 9 - La Mala Ordina - Il Boss - ITALIA '70 - IL CINEMA A MANO ARMATA (8.2)

Ottava Puntata - Il "caso" Fernando di Leo (parte seconda)

"La trilogia del milieu" (Milano Calibro 9 - La Mala Ordina - Il Boss)

La trilogia noir di FERNANDO DI LEO, ovvero la massima espressione cinematografica del maestro pugliese.

Il NOIR è reinventato dal regista di Foggia che inserisce nel genere alcune importanti novità, prima tra tutte il linguaggio e i dialoghi. Nel noir di Fernando di Leo i sicari non filosofeggiano ma hanno un vocabolario limitato, le femme-fatale sono puttane che parlano da puttane e i poliziotti, almeno nei gradi più bassi spesso sono meridionali dalla cultura limitatissima.

Importantissima anche la comparsa di dialoghi che hanno come oggetto argomenti di assoluta rilevanza sociale in quel periodo, come l'arrivo nel nord Italia di milioni di meridionali e il loro sfruttamento sul posto di lavoro; la contestazione studentesca; le manifestazioni degli operai.

Altra importante novità sono le scene d'azione che occupano sempre maggior spazio all'interno delle pellicole.Possiamo affermare con certezza, che questo modo di riscrivere un certo tipo di cinema ha contribuito in maniera determinante alla nascita di quello che poi sarebbe diventato il poliziesco all'italiana.


MILANO CALIBRO 9 (Italia 1972)
Regia: Fernando di Leo
Cast: Gastone Moschin - Mario Adorf - Barbara Bouchet - Philippe Leroy - Lionel Stander - Ivo Garrani - Luigi Pistilli

TRAMA: Uscito di galera Ugo Piazza (Gastone Moschin) oltre ad essere tenuto d'occhio dalla polizia viene "sorvegliato" dagli uomini del suo ex capo (Lionel Stander) che lo sospetta fortemente della sparizione di parecchi soldi.

COMMENTO: Una lividissima milano, magistralmente raccontata da F. DI LEO ispirato dagli scritti di GIORGIO SCERBANENCO.
Probabilmente il miglior film del regista dauno, dove il clima di sospetto, la psicologia dei personaggi e l'amarezza di fondo richiamano al miglior MELVILLE, con in più "l'azione" che il regista riprende dal western degli esordi nella sceneggiatura e catapulta all'interno della metropoli lombarda.
Nessuno dei personaggi è in realtà quello che sembra e l'ultima immagine del film, una sigaretta che brucia lenta, è la perfetta sintesi di MILANO CALIBRO 9, dove le vite di tutti si sono lentamente e inesorabilmente consumate.
Da notare il largo uso del dialetto (o comunque degli accenti) che non è il solito campano o siciliano sempre presente quando si parla di delinquenti, ma "copre" l'intero meridione, proprio a voler sottolineare chi siano i nuovi abitanti di Milano. Totalmente politici i dialoghi tra il commissario ed il suo vice che sottolineano ancora una volta quanto avanti con i tempi fosse il regista pugliese, tanto che ascoltandoli oggi si ha l'impressione di assistere ad un dibattito politico dei giorni nostri tra un progressista ed un leghista.
Bravissimo GASTONE MOSCHIN, ma l'attore che colpisce di più lo spettatore è l'istrionico MARIO ADORF nel ruolo di Rocco Musco, che infatti F.DI LEO promuoverà a ruolo di protagonista nel secondo film della sua trilogia noir.
Stupenda e indimenticabile colonna sonora di LUIS BACALOV.

p.s. Incredibile la somiglianza del "meccanismo" che porta al finale di questo film con quella di CARLITO'S WAY e sopratutto verrebbe da chiedere a BRIAN DE PALMA chi è AL PACINO/CARLITO BRIGANTE se non un GASTONE MOSCHIN/UGO PIAZZA riveduto e corretto.


LA MALA ORDINA (Ita-Rft 1972)
Regia: Fernado di Leo
Cast: Mario Adorf - Henry Silva - Woody Strode - Adolfo Celi - Cyril Cusak - Luciana Paluzzi - Sylva Koscina - Femi Benussi - Francesca Romana Coluzzi

TRAMA: Don Vito Tressoldi (Adolfo Celi) padrino di Milano ha truffato il suo socio americano Mr. Corso (Cyril Cusack) facendo ricadere la colpa su un innocuo magnaccia, tale Luca Canali (Mario Adorf) uomo insignificante che i killer (Henry Silva e Woody Strode), giunti appositamente dagli USA non dovrebbero avere difficoltà ad eliminare. Inaspettatamente Canali si rivela un osso duro e diventerà belva feroce quando gli uomini di Don Vito ammazzeranno sotto i suoi occhi la moglie (Sylva Koscina) e la figlioletta fingendo un incidente stradale.A Luca Canali viene meno la ragione, la vista si annebbia (letteralmente, con un bel effetto partorito dal regista) i denti si sbriciolano in bocca. L'insignificante "uomo di casino" come lo definisce Don Vito, si lancia all'inseguimento del killer aggrappandosi al furgone con cui è stato commesso l'omicio, riuscirà a farlo suo sfondando a craniate il parabrezza prima di appenderlo al muro con un punteruolo al collo, in quella che è la scena madre del film.
Luca Canali ammazzerà tutti, anche se non sapremo mai se riuscirà a trovare pace.

COMMENTO: Secondo film della trilogia noir, storia ambientata a Milano, anche questo ispirato da un racconto di SCERBANENCO. Sempre più presenti le scene d'azione (ecco lo spostamento verso quello che diverrà poi il genere poliziesco) e anche in questo caso largo spazio al "sociale" grazie alla presenza del personaggio di Trilli (Francesca Romana Coluzzi) una figlia dei fiori dai costumi "eversivi" che vive in una comune circondata da personaggi improbabili (tra i quali Renato Zero) che nei suoi dialoghi accenna a sesso che praticherebbe volentieri con uomini di colore (scandalo!) e all'invasione economico e politica che prima o poi l'occidente subirà da parte dei cinesi (siamo nel 1972).

Cast di assoluto livello con uno strepitoso MARIO ADORF, grandissimo come mai più gli capiterà in carriera. Bella colonna sonora del maestro Armando trovajoli.
Merita una citazione particolare una frase pronunciata da Don Vito/Adolfo Celi che chiesto ad un suo luogotenente chi era e come mai il sicario incaricato di ammazzare Canali era stato a sua volta ucciso dimostrando la sua inadeguatezza, riceveva come risposta che il sicario era stato fatto entrare nella banda perchè la madre gli aveva chiesto in lacrime un lavoro per il figlio (già qui siamo a livelli sublimi), la mitica risposta è " ..quando arrivano le preghiere di una madre vuol dire che l'uomo non è buono!".



IL BOSS (Ita 1973)
Regia. Fernando di Leo
Cast: Henry Silva - Richard Conte - Gianni Garko - Antonia Santilli - Vittorio Caprioli - Corrado Gaipa - Mario Pisu

TRAMA: Il Killer Lanzetta è al servizio di Don Carrasco che affida a lui i compiti più difficili e delicati. Dopo una strage compiuta proprio da Lanzetta per conto del suo capo si scatenerà una guerra di mafia. Quando arriveranno ordini dall'alto le alleanze cambieranno e Lanzetta tenterà la scalata al potere.

COMMENTO: Ultimo capitolo della trilogia noir di Fernando di Leo, tratto dal romanzo di PETER MCCURTIN "il Mafioso", con ambientazione spostata da New York a Palermo.
Film violentissimo, nichilista, melodrammatico, dove tutti tradiscono tutti e il mito dell'uomo d'onore viene frantumato in mille pezzi dal regista.
Scene d'azione sempre più presenti e ritmo incalzante che fanno passare in secondo piano una pecca evidente di questo film, vale a dire l'eccessiva caratterizzazione dei personaggi mafiosi, tramite la quale il regista-produttore sperava forse di rendere più commerciale il prodotto.
Anche in questo caso Fernando di Leo provocò scandalo inserendo nella pellicola dialoghi che alludevano al voto di scambio e tiravano in ballo direttamente l'ex ministro democristiano Giovanni Gioia, che infatti ottenne il sequestro della pellicola nel novembre del 1973 (il film era uscito in febbraio).
Il processo però non ebbe mai luogo perchè l'ex ministro ritirò la denuncia.

2 commenti:

Ordel ha detto...

oohhhh Fabrizio, esta "trilogia" es de las experiencias mas grandes y hermosas que he tenido con el Polziescos y el cine en General. Especialmente amo MILAN CALIBRE 9.
La interpretacion de
Gaston "Don Fanucci" Moschin es memorable.

Tengo suerte de tener las 3 en Español vhs.

Grazie Fabricio.

OFF TOPIC: ¿Fabrizio como podria contactar contigo? me gustaria comentarte alguna cosa.
Mi email es: ordel6@hotmail.com

ethan ha detto...

la prestigiosa (tante belle cose) raro video a dicembre ha pubblicato un interessante cofanetto dal titolo crime collection dedicato a fernando di leo. contiene:4 DVD e 1 Booklet 32 pagine bilingue con foto di scena inedite e un'intervista al regista del 2001 - Versioni restaurate e rimasterizzate digitalmente

Milano Calibro 9
AUDIO: italiano e inglese 2.0 / sottotitoli: inglese su lingua italiana

La mala ordina
AUDIO: italiano e inglese 2.0 / sottotitoli: inglese su lingua italiana

Il boss
AUDIO: italiano e inglese mono / sottotitoli: inglese su lingua italiana

I padroni della città
AUDIO: italiano e inglese 2.0 / sottotitoli: inglese su lingua italiana

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