lunedì, giugno 29, 2009

NAPOLI VIOLENTA - ITALIA 70 - IL CINEMA A MANO ARMATA (12)

Dodicesima puntata

NAPOLI VIOLENTA (Ita 1976)
Regia: Umberto Lenzi
Cast: Maurizio Merli - John Saxon - Barry Sullivan - Silvano Tranquilli - Elio Zamuto - Maria Grazia Spina - Massimo Deda - Guido Alberti.

TRAMA: ll commissario Betti (Merli) questa volta deve affrontare una nutrita schiera di criminali: un rapinatore di banche (Zamuto); un industriale (Saxon) dai loschi traffici e il boss del racket del pizzo (Sullivan).

IL FILM: Seconda avventura della trilogia del Commissario Betti (la prima è ROMA VIOLENTA) che è stato trasferito a Napoli per combattere una criminalità sempre più spietata.
Betti come al solito rinuncia alla sua vita privata per mettersi al servizio del cittadino con i suoi metodi brutali che spesso fuoriescono dai rigidi confini dalla legalità.
Il commissario dal grilletto facile e dal pugno veloce, deve vedersela con tipologie diverse di criminali: il potente "generale", camorrista che gestisce il racket del pizzo, l'uomo d'affari Capuano invischiato in loschi traffici e uno spietato rapinatore interpretato dal grande e troppo spesso dimenticato Elio Zamuto.
Betti durante le sue indagini instaura un rapporto particolare con il piccolo Gennarino (Deda) rimasto orfano dopo l'uccisione del padre garagista e sarà proprio la pietà provata nei confronti del piccolo che gli darà la forza di combattere una criminalità sempre più dilagante e feroce.

COMMENTO: Film ben confezionato con Lenzi che come suo solito calca la mano con la violenza. Lenzi non non rappresenta Napoli banalmente, ovvero come una città ancorata a tradizioni e modi di pensare che bloccano la strada della modernità, ma come una metropoli che pur tra mille contradizioni riesce a far convivere tradizione e progresso riallacciandosi idealmente ai 3 diversi tipi di criminalità proposti nella pellicola.
Cast ricco e ben assortito, supportato da comprimari di sicuro affidamento. Questo film appartiene a pieno titolo al sottofilone del commissario giustiziere e quindi non macano le frasi ad effetto " ..A te non ti denuncio per violenza a pubblico ufficiale...te la faccio scontare qui".
Ottime le scene d'azione, tra tutte spicca il celeberrimo inseguimento sul tetto dei vagoni della circumvesuviana che Maurizio Merli ha girato personalmente rinunciando alla controfigura. Indimenticabile la colonna sonora di FRANCO MICALIZZI che riarrangia in chiave poliziottesca una tipica tarantella napoletana.

CURIOSITA'-NOTIZIE: In questo film fa il suo esordio la figura del ragazzino orfano che ritroveremo in altri film, sopratutto in quelli ambientati nella città di Napoli quando il "poliziottesco" subirà una svolta melodrammatica.
Il film uscì nelle sale il 23 agosto del 1976, ovvero in piena estate e quando nella città di Napoli si sfioravano i 40 gradi. Nonostante questo, già dalle prime ore del pomeriggio nei pressi del cinema dove era il programma la prima del film alla quale sarebbe stato presente il regista U. Lenzi, scoppiarono dei disordini a causa della folla che voleva accedere alla sala. Dovette intrvenire la polizia e il questore di Napoli si prodigò personalmente per mettere a disposizione un'altra sala cinematografica della città per contenere il pubblico.
NAPOLI VIOLENTA incassò 1miliardo e 868 milioni di lire, di cui 169 milioni solo nella città di Napoli.

13 commenti:

nickoftime ha detto...

Come al solito il tuo resoconto è un invito al viaggio nel mondo del cinema italiano di genere.
Mi sai dire il costo di questo film?
ti ringrazio e ti abbraccio

Fabrizio Luperto ha detto...

Caro Nickoftime, addentrarsi nei meandri oscuri delle produzioni dei film di genere anni 70 italiani ed in particolare del poliziottesco è esercizio difficilissimo. E come ho già detto in una precedente puntata per un motivo ben preciso:spessissimo gli attori stranieri, quasi sempre sul viale del tramonto, venivano ingaggiati esclusivamente per permettere la vendita del prodotto all'estero e sopratutto VENIVANO PAGATI IN NERO! quindi, anche qualora si riuscisse a metter mano ai libri contabili delle società di produzione non so quale "verità" si potrebbe dedurre.
Un ultima cosa, ho scritto che il film uscì nelle sale il 23 di agosto,data che ho preso da una vecchissima intervista di U. Lenzi, ma alcuni documenti ufficiali riportano il 7 di agosto.
Un saluto a passamontagna calzato.

nickoftime ha detto...

fantastico

Anonimo ha detto...

Tanta azione, inseguimenti, botte.
il solito grande maurizio merli, sempre coi suoi metodi sopra le righe. se dovessi fare un appunto, è forse proprio la storia in sè, non proprio originale. Anche se, come tu caro Fabrizio fai notare la comparsa della figura dell'orfanello da un velo di novità.
è sempre un piacere leggere le tue recensioni quando posso Fabrizio.
un saluto alla prossima
Valerio M.

Fabrizio Luperto ha detto...

Amico Valerio è da un pò che non venivi a trovarci!E' sempre un piacere averti nostro ospite. A presto.

Ordel ha detto...

Il film non l'ho visto ancora ma se conosco la musica che compose Micalizzi e mi sembra dei ma mitiche ed originali del poliziesco italiano.

Martin ha detto...

Questo è l'unico dei tre che ancora mi manca ma, mi si perdoni il gioco di parole, ce l'ho già in canna.
Sui poliziotteschi di Lenzi (ma anche del suo cinema in generale) posso dire che non manca di certo una forte impronta personale, in cui la violenza più efferrata si combina con la capacità di inglobare senza problemi le citazioni più colte e le più basse.
Un cinema che non ha paura di sporcarsi le mani, efficace e diretto ma mai semplicistico.
Per me un autore che può stare degnamente tra i grandi del cinema italiano (e non solo).

Fabrizio Luperto ha detto...

Concordo. Lenzi regista poliziottesco superiore a tutti. Anche nei confronti dell'altro "grande" del poliziottesco, ovvero Martino.

ethan ha detto...

Non ho visto il film, dovrò recuperarlo al più presto. Come venivano accettati dalla critica negli anni settanta, questo genere di film? Grazie Fabrizio

Fabrizio Luperto ha detto...

Ti rispondo subito ethan. Diciamo che la critica nella magior parte dei casi definiva questi film tutti uguali, inutilmente violenti, fascisti e reazionari. Poi a distanza di anni si sono ammorbiditi. Cmq leggendo le varie puntate della rubrica spesso troverai il giudizio di alcuni quotidiani italiani (purtroppo non ho le recensioni dell'epoca di tutti i film di cui parlo).

Luciano ha detto...

L'ho visto molto tempo fa ma ricordo ancora la bellissima sequenza della funicolare. Dovrei rivederla per capire quale effetto avrebbe oggi su di me.

Fabrizio ha detto...

Chi vuole vedere questo film può farlo venerdi 27 novembre alle 23.00 su IRIS (in chiaro).

veri paccheri ha detto...

caro Fabrizio, mi sto avvicinando al poliziottesco con grande curiosità e piacere: riscopro film di grande valore, ben fatti e strutturati, con sceneggiature mai banali.
il commissario betti è uno tosto davvero, vorrei recuperare anche roma violenta.
di napoli violenta ho apprezzato particolarmente il montaggio, assai serrato durante gli inseguimenti.
anche a parer mio è bellissima la sequenza della funicolare
un saluto a tutti!