mercoledì, ottobre 23, 2013

The Bling Ring

 Siamo lieti di accogliere Antonio Romagnoli che da oggi inizia la sua collaborazione con il blog. Se son rose fioriranno e senza perdere tempo iniziamo a dargli spazio.

The Bling Ring
di Sofia Coppola
con Emma Watson, Leslie Mann, Taissa Farmiga, Erin Daniels
Usa 2013
genere, drammatico
durata, 95' 

Alcuni adolescenti di Hollywood, nonostante il benestare dilagante, sono alla costante ricerca di emozioni e trasgressioni, e arrivano ad irrompere nelle ville di Vip quali Paris Hilton e Orlando Bloom, per collezionare un bottino di quasi tre milioni di dollari.
Sofia Coppola usa una storia vera quanto stravagante, pubblicata da Vanity Fair, per gettare il suo ormai consueto sguardo sull'adolescenza. Ma questa volta sorprende, non scivola mai in introspezioni esasperate, sostiene sempre un buon ritmo e non è mai noioso. Calzante la scenografia composta da night club privati, infinite collezioni di scarpe e gioielli e i boulevard californiani. Credibilissimo il lavoro del cast, in particolare di Emma Watson, che continua a confermare di essersi sganciata dal ruolo che l'aveva resa celebre fra streghe e maghetti (a differenza del suo collega Daniel Radcliffe). A rendere ancor più inaspettatamente piacevole la visione è lo sguardo totalmente obbiettivo  della regista, con una telecamera che non è giudice ma spia, posta spesso in lontananza o nascosta dietro angoli con oggetti sfocati in primo piano.
Ed era forse questo l'unico modo di mettere su pellicola una storia che rispecchia tristemente l'inspiegabile malessere giovanile, un mondo costantemente attratto dal superfluo e dal vacuo, che va perdendosi tra borse griffate, feste, cocaina e quel mondo virtuale piacevolmente ingannevole. Le stesse dichiarazioni dei giovani colpevoli, rilasciate dopo essere stati presi, sono metafora indotta del flusso di incoscienza che li travolge come se nulla fosse. Il lavoro della regista sembra essere un docu-fiction ben congegnato dove il sogno americano si  è spinto troppo oltre, e Sofia Coppola ce lo mostra con discrezione e amoralità, lasciando trarre a chi vede le dovute riflessioni.
di Antonio Romagnoli

2 commenti:

Marco Goi ha detto...

I agree

perché l'ho scritto in inglese?
non lo so, ma fa più figo che dire sono d'accordo :)

valelf ha detto...

Io, lo scrivo in italiano! Sono d'accordo! :)