martedì, maggio 31, 2016

LE ANTEPRIME DE ICINEMANIACI: MARGUERITE E JULIEN

Marguerite e Julien: Gli Amanti impossibili
di Valérie Donzelli
con Anais Demoustier, Jeremie Elkaim, Samy Frey
Francia, 20316
genere, drammatico
durata, 103'



                                                               che cosa siamo?
                qualcosa che non esiste 
   allora va bene, non rischiamo niente se non esistiamo
                                                                            Marguerite e Julien

Le cronache riferiscono che "Marguerite e Julien" in un primo momento doveva essere un lungometraggio realizzato dal grande Francois Truffaut interessato a realizzare il film basato sulla storia (vera) dell'amore incestuoso tra un fratello e una sorella perseguitati dai pregiudizi della società del proprio tempo e costretti a darsi alla fuga per evitare di finire sotto processo a causa della loro relazione. 

Se la scabrosità del tema aveva suggerito al maestro della nouvelle vague di occuparsi d’altro e' possibile che la stessa ragione sia questa volta alla base della decisione  di Valerie Donzelli di realizzare una versione cinematografica del copione scritto a suo tempo dallo sceneggiatore Jean Gruault. Al di là delle reminiscenze nei confronti di una stagione del cinema francese a cui la regista ha più volte dichiarato di ispirarsi per i suoi lavori, crediamo che i motivi di interesse nei riguardi del testo incriminato siano da rintracciare con i rimandi all'intolleranza che ancora oggi viene esercitata nei confronti della diversità sessuali e più in generale verso comportamenti considerati al di fuori delle consuetudini comuni.


Fatto sta che l'originalità di "Margherite e Julien" non risiede tanto nella possibile oscenità dell'incipit; ne, tanto meno, nell'ardire della sua rappresentazione che rimane (ad eccezione di una sequenza in campo lungo in cui vediamo i corpi dei due giovani voluttuosamente avvinghiati) comunque all'insegna di una passione più ideale che concreta, vissuta secondo codici che potrebbero essere quelli dell’amor cortese professato nelle corti provenzali. A suscitare interesse piuttosto è la cornice scenografica utilizzata dalla Donzelli, la quale, assecondando i  toni favolistici e la matrice letteraria (tra citazioni poetiche e voce fuori campo, le immagini sono la trasposizione del libro letto da un'istitutrice ai suoi bambini) del narrato immagina un universo che mette insieme passato e presente in cui non di rado può capitare di vedere uno scorcio di paesaggio medievale attraversato da un elicottero impegnato a perlustrare il territorio. L'effetto è a dir poco straniante e gli attori protagonisti - tra cui spicca Anais Demoustier già vista in questa stagione in "Una nuova amica" di Francois Ozon - sono davvero bravi nel vestire i panni degli amanti impossibili ma la perfezione formale di "Marguerite e Julien" è senza dubbio una delle cause del mancato coinvolgimento dello spettatore nei riguardi di una vicenda che, contrariamente a quanto evocato in fase di premessa, è più un piacere per la mente che per il cuore

1 commento:

Valentina Mattiello ha detto...

Ciao, se vai sul mio blog c'è un "premio" per te :)
http://lasediapurpureadelcinema.blogspot.it/2016/06/liebster-award-2016.html