lunedì, giugno 23, 2008

E venne il giorno

Central Park: Seduta su una panchina insieme ad una amica, una ragazza afferra lo spillone che le regge i capelli e se lo conficca in gola.

Un cantiere edile: un tonfo sordo, poi un'altro ed un'altro ancora, dalle impalcature piovono uomini.


Questo, è lo scatenato inizio di E VENNE IL GIORNO l'ultimo film di M. Night Shyamalan.
Cosa spinge uomini e donne al suicidio? Un virus fuori controllo? Un attacco terroristico con una qualche micidiale arma tossica?
In realtà lo spettatore seguendo le intuizioni del protagonista deve sposare l'ipotesi che la tragedia sia il frutto di una vendetta della natura, una ribellione del pianeta contro i suoi sfruttatori.
Ad una prima lettura il film appare come la descrizione del suicidio dell'umanità che non rispetta l'ambiente e di conseguenza non rispetta se stessa quindi è destinata ad autodistruggersi, estinguersi.
Con una visione appena un poco più attenta è facile capire dove M. Night Shyamalan voglia andare a parare, ovvero al riassestamento dell'istituzione famiglia, caposaldo di qualsiasi comunità; non è un caso che l'invisibile forza assassina si plachi poco prima che la famiglia del protagonista prenda/riprenda ad essere tale.
E VENNE IL GIORNO è un B-movie (di facciata) apocalittico, dalla sceneggiatura volutamente improbabile, recitato sopra le righe come si addice ad un vero film di serie B.
Da segnalare alcune trovate come ad esempio i pochi passi all'indietro che gli uomini e le donne compiono prima di suicidarsi, come a raffigurare che la salvezza sta nel ritorno ad un mondo antico dove il legame con la natura, la terra, i suoi frutti era improntato sul rispetto e non sullo sfruttamento.
Come in altri due film di successo di Shyamalan, SIGNS e THE VILLAGE, anche qui si punta forte sulla non visibilità del "nemico".
Dei vari finali che il regista ci propone, ovviamente, io preferisco quello dove la "forza assassina" torna a colpire a migliaia di Km.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma questo film non lo ha visto nessuno? Fabrizio

ethan ha detto...

si, fabrizio l'ho visto il giorno d'uscita. shyamalan in questo film è fedele a se stesso e ripete fondamentalmente la struttura dei film precedenti. nel suo ultimo film propone anche delle novità. tanto per fare un esempio, la minaccia che incombe non si insinua lentamente nella storia ma esplode subito in tutta potenza. si tratta di una produzione solida, potente, narrata con stile classico. ci offre sequenze esemplari e altre in cui la narrazione si inceppa e l'incanto svanisce, però sono solo delle stecche isolate e il valore generale del film non va messo in discussione. anch'io ho avuto la tua stessa lettura riguardo l'indietreggiare degli essere umani. certo, poi con una lettura attenta mette in luce: la paranoia, la strategia del terrore dei mass media, il menefreghismo sul tema dell'ambiente del popolo statunitense, l'esasperato individualismo e la poca solidarietà. a confronto di altri ho apprezzato molto la scena finale del tubo. secondo me, mette in luce la non comunicabilità delle coppie odierne, che dite? la signora eremita cosa puo simboleggiare? comunque penso che la massa ha avuto solo la primo tipo di lettura, visto i molti commenti negativi. il mio voto è 7. ciao buon cinmea