domenica, febbraio 17, 2013

Promise Land

Promise Land
di Gus Van Sant
con Matta Damon, John Krasinski
Usa 2013
durata, 106





In questo film Gus Van Sant affronta con molto equilibrio e imparzialità, lasciando allo spettatore la libertà di farsi una sua opinione, il problema  del salvataggio (o sfruttamento rischioso?) che le società di estrazione di gas naturale, in tal caso, ma potrebbe essere petrolio o carbone, propongono ai proprietari di terreni agricoli in crescente difficoltà di sopravvivenza. In un una cittadina rurale dal nome fittizio, McKinley, nella contea di Armstrong ( Pennsylvania),  la Global Energy manda due suoi impiegati a convincere i singoli cittadini ad accettare in cambio di una somma di danaro la concessione dei diritti di perforazione dei loro terreni  per estrarre del gas naturale. Steve( Matt Damon) e Sue (Frances McDormand) iniziano la loro opera con ottimismo e disinvoltura, l’una perché per lei è solo un lavoro e  ha marito e figlio a casa, l’altro perché, reduce da una grossa sconfitta  nel destino della fattoria del nonno in cui era cresciuto, vuole tentare di rifarsi un progetto di vita più consona alla moderna esigenza di consumi e benessere. Fisicamente i due sono perfetti la McDormand, sufficientemente casuale e ruvida,  Damon infagottato, oltre che in una minacciosa pinguedine, in camicia di fustagno e jeans, con orrendi e stravecchi scarponi,  per cui si integrano bene nel paesaggio di modeste abitazioni, povere fattorie con cavalli i miniatura, e distese verdi attraversate da strade terrose, che la fotografia di Linus Sandgren  desatura  modicamente nel colore secondo le esigenze del regista che vuole il paesaggio disteso e inoffensivo.La faccenda si complica per l’eterogeneità dei sentimenti dei singoli, dalla voglia di risalire la china all’ attaccamento alla povera ma sicura tradizione, anche per le voci che girano su possibili gravi effetti inquinanti sulle falde acquifere a seguito della fratturazione. Ma la popolazione è incerta e sbandata, se non venisse espressa pubblicamente una forte opinione a sfavore del far toccare i terreni per i possibili danni da  un anziano professore universitario di fisica, che vive sul posto in pensione e ha un grande carisma su tutti, rappresentanza comunale compresa, per cui viene chiesto un periodo di due settimane per   decidere e arrivare ad una votazione generale. Nel frattempo arriva un deciso e fascinoso ecologista (John Krasinski) che destabilizza in negativo l’opinione generale, mettendo in cattiva luce i due emissari della Global Energy ,con parole insinuanti e una ubiquitaria  affissione di manifesti dove con una foto, vengono mostratoti  i danni delle trivellazioni in una fattoria e sul bestiame. Steve e Sue proseguono comunque  la loro opera di acclimatazione, stringendo relazioni umane e partecipando ai piccoli svaghi serali nei bar, come il canto su tema suonato da una band. Alla fine si profila per loro uno strabiliante successo grazie a una smentita clamorosa, giunta  per posta, dell’attendibilità di quel  manifesto la cui foto era di anni prima e truccata.Poi però si verificherà  un colpo di scena che non è il caso di raccontare qui,se non che Steve, in tale occasione maturerà una scelta di vita e di ambiente definitiva. La storia si fa vedere bene, con un ritmo un po’ lento, su uno script che solo un grande regista come Gus Van Sant poteva tenere in pugno, contorto e deviante dai temi sociali a quelli personali, qual'è, senza alcuna armonia forse perché ci si sono adoperate troppe mani, da una storia di Dave Eggers, passata alla scrittura a quattro mani di John Krasinski e Matt Damon. Suadente e in tono la colonna sonora su base folk, con brani di  Sammy Smith, Hank Williams, Bruce Springsteen. Sia i generici locali che gli attori professionisti ricreano con verosimiglianza il conflitto e il disagio che fanno provare, in tempi di declino, proposte di cambiamenti economici e ambientali a rischio, in particolare  anche Matt Damon è perfettamente in parte, forse perché il suo ruolo da onesto travagliato dal dubbio gli è congeniale.


1 commento:

Marco Goi - Cannibal Kid ha detto...

un film di quelli che fanno bene