sabato, marzo 29, 2008

My blueberry nights

E' evidente che la trasferta americana e' diventata nell'immaginario d'autore un momento imprescindibile della carriera cinematografica. Scoperta di un mondo altro ed affascinante e insieme verifica necessaria all'universalita' della propria visione, resta da verificare se tale spinta nasca da genuina ispirazione e dalla voglia di mettersi in discussione o rappresenti invece un palliativo per nascondere i segni di un disagio piu' profondo. In questo senso, My bluberry Nights, piu' che un invito al movimento rappresenta, con tutti i suoi limiti, l'occasione per riflettere sulla crisi di un regista solitamente a suo agio nella rappresentazione emozionale di mondi lontani (Happy together)e luoghi dell'anima ( In the Mood for love).
Certo non si pretendeva l'afflato e la coerenza del modello Wendersiano, autore inarrivabile di un cinema che non puo' prescindere dal viaggio, mentale e geografico, e che da' il meglio di sé quando si confronta e si nutre dell'America come contenitore del nostro immaginario, ma perlomeno era necessario un cambiamento di prospettiva, una presa di coscienza del mutamento in atto. KAR WAI guarda senza vedere, affidando alle immagini il compito di costruire una storia che non c'e'. Descrivere l'amore e la sua mancanza, seguire il gioco degli amanti nel viaggio sublime e periglioso della vita, raccontare gli sguardi ed i silenzi di chi vive ogni gesto come fosse l'ultimo, necessita' di una struttura invisibile ma presente, capace di dare forma all'ineffabile e concretezza a cio' che e' impalpabile, liberando le parole dai limiti imposti dal linguaggio. Invece il regista rimane prigioniero di quello stile che gli ha dato la fama, costruendo immagini perfette ma vuote, riflesso di un mondo autoreferenziale e mortifero. La luce calda ed avvolgente dei neon eternamente accesi, la melodia jazz dell'attrice/cantante dal volto perennemente imbronciato non bastano a giustificare un'operazione di cui si fa fatica a trovare il senso e che per lunghi tratti appare come una gentile concessione di un genio alle prese con manie di onnipotenza.

9 commenti:

Mario Scafidi ha detto...

la critica non ha espresso elogi nei confronti di questo film. io sono curioso di vederlo, e spero di farlo al più presto, magari anche il mio giudizio collimerà con il tuo.

veri paccheri ha detto...

per me è stata una delusione assoluta, da scherzo di carnevale. uno spreco in nome del mercato e dell'onda del successo. peccato.

ethan ha detto...

anch'io come mario sono curioso di vederlo (non lo ho visto a torino)nonostante la critica non ha espresso elogi. ho ancora in mente l'articolo e la stroncatura della martini su film tv.

Anonimo ha detto...

Aspetto con curiosità le vostre opinioni..devo dire che kar Wai mi aveva già deluso con il famoso 2046, (in pratica il seguito di "In the mood for love")un film dalla gestazione così lunga e tortuosa da causare la fine del sodalizio tra il regista ed Doyle il fotografo dei suoi film più famosi e secondo molti il coautore di quelle opere.Mi sembra che kar wai faccia ormai affidamento solamente sulla forza delle immagini che però,,ed è qui che kar wai difetta devono essere sempre alimentate dal desiderio.....
rimango in attesa delle vostre considerazioni.Ciao
nickoftime

Mario Scafidi ha detto...

è vero quello che dici su kar wai: a volte punta più sull'impatto visivo che sui contenuti. ciò non toglie che 2046, ricordo, mi era piaciuto molto.

Anonimo ha detto...

salute. SETTIMAARTE su blogspot non esiste più. il nuovo indirizzo è:

http://scafidimario.spaces.live.com/

ti dispiacerebbe modificare l'indirizzo nella sezione dei tuoi link?

p.s. mi raccomado, torna comunque a trovarmi!

mario

Anonimo ha detto...

Ok sarà fatto...ma certo ormai il tuo sito è una delle mie frequentazioni più piacevoli
ciao
nickoftime

ethan ha detto...

premesso che 2046 e in the mood for love mi sono piaciuti parecchio. la storia è molto esile e l'esistenza dell'autore in certi immagini le fa diventare irritanti. norah jones al suo debutto è brava, il film è bello sul piano estetico, ma anche noioso. concordo con quanto tu hai scritto.

Anonimo ha detto...

E' vero nulla da dire sul piano estetico, ma non basta per fare un bel film di kar wai
nickoftime