sabato, marzo 08, 2008

Sonetàula

"Un ragazzino tanto magro che il suo corpo emette il rumore del legno: 'sonetaula'. Siamo nella Sardegna del 1938 e quello diventera' il soprannome di un ragazzino che cresce nei pascoli con il nonno e il gregge di pecore. Suo padre e' stato mandato al confino per un delitto mai commesso."
Questo l'inizio della storia-biografia Sonetàula messo in scena dal capace e sensibile Salvatore Mereu (la cui opera prima Ballo a tre passi suscito' ampio gradimento di critica e pubblico) e tratto dall'omonimo libro di Giuseppe Fiori (Einaudi editore), romanzo di formazione che abbraccia un'epoca di trasformazione storica e personale.
Ottima ed efficace trasposizione cinematografica di un romanzo non scontato (e nemmeno tanto giovane, il testo ha 40 anni), che racconta una storia amara di passioni e dolore, di vendetta e fughe, ambientata nelle montagne della sardegna durante la seconda guerra mondiale. Si tratta di un film in lingua (interamente recitato in dialetto sardo e sottotitolato) interpretato da attori non professionisti. Una storia dura e d'impatto, che Mereu dipana con coerenza e fluidita', forte della lezione di grandi registi quali De Seta e Rosi.
Sceneggiatura ben strutturata, dialoghi efficaci, aderenza al soggetto ed alla realta' storica.
Uno dei pochi ottimi lavori italiani in un panorama cinematografico nazionale sconfortante e asettico.
Distribuisce la sempre ottima Lucky Red di Occhipinti.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Brava Veri,
sono contento di vedere addirittura 2 opinioni..Sonetèula lo vorrei andare a vedere..nel fratempo ho visto Verdone di cui parlerò...ciao
continua così
nickoftime

claudio ha detto...

vorrei vederlo, spero rimanga nelle sale