martedì, marzo 07, 2023

INCASTRATI (S. 1-2)

Incastrati (s. 1-2)

di Ficarra e Picone

con Ficarra, Picone, Leo Gullotta, Tony Sperandeo

Italia, 2022-2023

genere: commedia, giallo, poliziesco

durata: 2 stagioni, 12 episodi, 30-40’ a episodio

È possibile far ridere e far riflettere allo stesso modo e con la stessa intensità trattando argomenti che di comico hanno ben poco? Evidentemente se vi chiamate Ficarra e Picone la risposta è sì.

Sì, perché il duo comico siciliano è riuscito ad avere successo anche nel mondo della serialità. Cimentatisi con un prodotto completamente nuovo rispetto a quelli che li avevano visti protagonisti precedentemente, sono riusciti a creare qualcosa di riuscito, divertente e riflessivo.

Su Netflix sono, infatti, disponibili le due stagioni della serie “Incastrati”, una sorta di giallo, crime in chiave comica.

Salvo e Valentino sono i due protagonisti di una vicenda che definire bizzarra è dire poco. Ma, allo stesso tempo, risulta più verosimile di molte altre. I due sono tecnici tv che, per una coincidenza, nemmeno troppo casuale, si ritrovano su una scena del delitto. Nell’appartamento nel quale avrebbero dovuto fare una riparazione trovano il cadavere del proprietario. Invece di chiamare la polizia e dire la verità, forti delle numerose serie tv poliziesche che guardano (soprattutto Salvo), decidono di nascondere le prove della loro presenza nell’appartamento e fare finta di niente. Ma naturalmente niente andrà come sperato e tantissimi legami e situazioni talmente ridicole da risultare quasi veritiere si intersecheranno tra di loro per dare vita a un “mafia-movie” davvero spassoso con continue sorprese e colpi di scena.

Questa la base per la prima stagione, terminata con un cliffhanger degno dei più memorabili titoli seriali. Ecco, quindi, che la seconda stagione era d’obbligo, anche per far tornare tutti i tasselli al proprio posto e dimostrare che, nonostante le stramberie, ciò che viene raccontato all’interno di “Incastrati” si avvicina in maniera spaventosa alla realtà.

E, come solo poche volte accade, ogni pezzo del grande puzzle della divertente serie va davvero al proprio posto in una sconcertante e attuale narrazione che raccoglie, tra citazioni e riferimenti, elementi da ogni angolo (cinematografico, televisivo, cronachistico e molto altro).

In primis c’è la Sicilia che, oltre a essere la terra natia dei due registi, sceneggiatori e interpreti protagonisti, è anche il luogo che permette loro di sbizzarrirsi offrendo panorami anche e soprattutto stereotipati e giocando proprio su questo. Conoscendo a menadito il territorio i due sguazzano letteralmente da un luogo all’altro, giocando tranquillamente in casa e scherzando e prendendosi anche ripetutamente in giro, consci di essere i primi a potersi prendere gioco di se stessi.

Al paesaggio, non solo visivo, della Sicilia, vanno aggiunti, come in una ricetta che ha bisogno di tutti i suoi ingredienti migliori, interpreti convincenti e mai sopra le righe, per quanto possibile trattandosi di una serie che gioca proprio sull’andare sopra le righe. Dai due mattatori Ficarra e Picone, l’uno la spalla perfetta dell’altro, con tempi comici giusti, battute argute e pungenti sempre nel momento in cui meno ci si aspetta, ai comprimari che vanno dalle “dolci metà” alle nuove aggiunte della seconda stagione, come il piccolo e arguto Robertino. Ma a non passare inosservati, soprattutto in una seconda stagione che rischiava di lasciarsi oscurare dall’originalità della prima, sono Tony Sperandeo nel ruolo di Cosa Inutile, braccio destro del “temibile” boss Padre Santissimo, che balbetta tutte le volte che si trova a dire una bugia, e Leo Gullotta, un procuratore Nicolosi da medaglia al valore che, con un monologo che è un chiaro e ben congegnato omaggio, riesce a far emozionare e anche commuovere. Cosa non di poco conto dal momento che si tratta di una serie comica.

Ma le lacrime di commozione tornano subito a mescolarsi con quelle di gioia e di divertimento e, insieme al mitico Sergione, unica e sola fonte attendibile di informazioni, lo spettatore si lascia abbracciare e cullare da 12 episodi in totale nella speranza che ciò che si vede sullo schermo possa essere visto anche sullo schermo della quotidianità. Da rewatch immediato! 


Veronica Ranocchi