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martedì, aprile 19, 2016

EVENTI SPECIALI - POISON di Todd Haynes

Poison
di Todd Haynes
Scott Renderer, James Lyons, Edith Meeks, Millie White
USA, 1991
genere, drammatico, horror
durata, 85’



Con il successo dell’ultima opera - “Carol” - la Fondazione Cineteca Italiana a Milano ha programmato un omaggio al regista americano Todd Haynes, permettendo di visionarne l’intera e breve filmografia: appena sei lungometraggi distribuiti in venticinque anni di carriera. Nato a Encino, California, nel 1961, Haynes, dichiaratamente gay, ha sempre messo in scena storie dove la sessualità in qualche modo viene mostrata come affermazione di libertà in individui che affrontano una società repressiva e bigotta.
“Poison” è l’opera prima del regista, inedita in Italia e in anteprima assoluta, la cui sceneggiatura (scritta dallo stesso Haynes) è ispirata ai romanzi semi-autobiografici del controverso scrittore e commediografo francese Jean Genet. Il film si sviluppa su tre storie: la prima, “Hero”, parla di un bambino che uccide il padre e poi fugge volando dalla finestra (come afferma la madre testimone); nel secondo, “Horror”, un giovane scienziato sintetizza un elisir della sessualità umana che agisce sugli ormoni, che beve accidentalmente e lo trasforma in un mostro e untore, diffondendo la malattia in tutta la città, infettando anche la sua assistente innamoratasi di lui; “Homo”, ambientato nel mondo carcerario, dove un piccolo delinquente è attratto da un altro prigioniero che aveva visto umiliato in una struttura minorile in passato e da entrambi frequentata.
Film sperimentale e indipendente, all’epoca dell’uscita fu al centro di polemiche della destra conservatrice religiosoa americana per le forti immagini di omosessualità esplicita e per i temi della malattia trattata sotto tutte le sue forme (sociale, sessuale, morale), vincendo un premio al Festival di Berlino del 1991 e il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival dello stesso anno, e diventando uno dei manifesti del New Queer Cinema (a tematiche LGBT).


Già in questa opera prima, Haynes mette in scena tutte le tematiche che svilupperà in modo più completo ed espressivo nei film successivi: la malattia (“Safe”); l’ipocrisia di una società che vede il diverso come un alieno da soffocare e nascondere (“Velvet Goldmine”, “Lontano dal paradiso”, “Carol”); l’omosessualità vista come una malattia, un “cancro” da curare (“Lontano dal paradiso”); le convenzioni sociali che vedono la loro nascita e pilastro nella famiglia etero da salvaguardare a ogni costo (“Lontano dal paradiso”, “Carol”). Haynes svela i retroscena emotivi delle lotta dei personaggi per l’affermazione della propria libertà personale, giocando sulle emozioni trattenute, i sentimenti che scorrono sottotraccia come una corrente magmatica pronta a esplodere in qualsiasi momento, riuscendo sempre a controllare e centellinare la materia di cui vuole parlare, cercando di rendere quanto la cosiddetta “anormalità” sia solo negli occhi di chi guarda e nelle convenzioni di una comunità chiusa, impaurita, bloccata a ogni evoluzione sociale e culturale, dove la freddezza dei rapporti umani è regolata da leggi morali non scritte, ma applicate in una quotidianità solo in superficie linda e perfetta, immutabile e ripetitiva.
Del resto “Poison”, fin dal titolo, rivela in modo esplicito le tematiche sottese: il significato della parola in inglese vuol dire avvelenare, guastare, corrompere, intossicare, pervertire. Un “veleno” che viene disvelato sotto diverse forme. E anche la scelta estetica è interessante. Se “Hero” appare come un’inchiesta giornalistica televisiva, composta da interviste ai protagonisti della vicenda, e in particolare alla madre del bambino, disvelando le vere ragioni delle azioni del ragazzino che non vediamo mai, “Horror” invece è la sezione dove impera un bianco e nero (poco amato da Haynes che invece preferisce l’uso di palette di colori vari e caldi in modo espressivo) strutturato come un film di genere degli anni Sessanta e metafora esplicita dell’AIDS e della paura della malattia (e del malato), reso visibile dagli ascessi sui volti dei personaggi e dalla recitazione sopra le righe tipiche di quel genere di film di serie B. Mentre “Homo” è forse la parte più chiaramente debitrice alle opere di Genet, con un gusto teatrale della messa in scena e un utilizzo del colore più vicino al melodramma che fiorirà negli ultimi film come “Lontano dal paradiso” e “Carol”, ispirandosi al melodramma americano degli anni Cinquanta.

Le opere di Haynes hanno avuto una grande influenza su altri autori come Greg Araki e Gus Van Sant, mentre il regista americano in “Poison” resta debitore nei confronti di un certo tipo di cinema del passato, trasformandolo e traducendolo in modo originale (“Horror” a dire la verità è più debitore nei confronti di un certo cinema cronenberghiano che delle opere di Genet). Le tre parti sono messe in serie con un montaggio alternato che costruiscono un’opera non episodica, ma rapsodica, mutante, postmoderna, capace di imprimersi nella mente dello spettatore e svelando fin da subito il talento di un regista con uno sguardo originale e personale che ne fanno un autore a tutto tondo.

Antonio Pettierre

“Omaggio a Todd Haynes”, Fondazione Cineteca Italiana, Spazio Oberdan, Sala Alda Merini a Milanohttp://oberdan.cinetecamilano.it/eventi/omaggio-a-todd-haynes/

martedì, novembre 13, 2012

B-Movie Festival a Milano, dal 14 al 18 novembre 2012

Per tutti gli appassionati del genere poliziottesco siamo lieti di segnalare il B-Movie Festival (omaggio alle produzioni cinematografiche di serie B) che si terrà a Milano dal 14 al 18 novembre 2012.

Il programma della manifestazione e tutte le info relative, su proiezioni, ospiti e presentazioni di libri, sono disponibili sul sito dell'evento: http://www.bmoviefestival.it/

Tra gli ospiti ricordiamo il regista Enzo Castellari, Stella Gasparri, figlia dell’attore Franco Gasparri, e Danilo Massi, figlio del regista Stelvio Massi, il regista Sergio Martino, il regista Carlo Lizzani (interverrà da remoto, in videoconferenza) ed il regista Umberto Lenzi.

lunedì, luglio 30, 2012

KINO VILLAGE

Roma, stasera, lunedì 30 luglio – h.21:00
I Tempi Moderni
del Kino

Tempi Moderni di Charlie Chaplin musicato dal vivo
all’arena Kino Village.


Questa sera – lunedì 30 luglio – alle ore 21:00 presso l'arena all'aperto del Kino Village presso il Parco San Sebastiano (Piazzale Numa Pompilio) a Roma, proiezione del capolavoro di Charlie Chaplin, Tempi Moderni (1936) con accompagnamento musicale dal vivo con i musicisti jazz Leonardo Cesari alla batteria ed elettronica e Daniele Pozzovio al pianoforte. Ingresso 5 euro.


Dopo il sold out della sonorizzazione dal vivo di Metropolis di Fritz Lang, Leonardo Cesari e Daniele Pozzovio sonorizzeranno il film senza l’ausilio di alcuna traccia sincronizzata, cercando di esaltarne le straordinarie doti comiche: una commedia drammatica e sentimentale dove inserire citazioni klezmer, jazz, manouche, ma anche un terreno fertile per l’improvvisazione.

"Io e Daniele - dichiara Leonardo Cesari - suoniamo insieme da svariati anni, suonando jazz, ma abbiamo anche un'ampia cultura classica, di letteratura pianistica del Novecento e contemporanea, quindi qualsiasi spunto estetico uno dei due prenda, l'altro è capace di seguirlo, dallo stride-piano al drum & bass".

mercoledì, maggio 18, 2011

Milano - Anteprima "Essential Killing" di Jerzy Skolimowski (cineteca di Milano)

Dal 20 maggio presso la cineteca di Milano (spazio Oberdan) sarà possibile vedere in anteprima Essential Killing, il nuovo film di Jerzy Skolimowski, autore e regista del nuovo cinema polacco anni Sessanta.

Oltre a Essential Killing, in calendario sono previste altre quattro opere del regista, firmate in momenti diversi di una lunga carriera iniziata nei primi anni Sessanta: il rarissimo Walk Over, sua opera seconda in cui Skolimowski appare anche nei panni di attore protagonista, L'australiano, La ragazza del bagno pubblico, La nave faro.


Leggi il programma della rassegna "Jerzy Skolimowski" presso Spazio Oberdan (Milano)

Trailer e News di Essential Killing con Vincent Gallo

lunedì, maggio 16, 2011

Milano - retrospettiva Andrej Tarkovskij (cineteca di Milano)

In occasione dei 25 anni dalla scomparsa del regista russo Andrej Tarkovskij (4 aprile 1932 - 29 dicembre 1986), uno dei più grandi Maestri di cinema del Novecento, l’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij e la Provincia di Milano/ Assessorato alla cultura, in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana, propongono una mostra fotografica e una rassegna cinematografica del regista russo.
La mostra, a cura di Andrej A. Tarkovskij, è aperta allo Spazio Oberdan dal 13 maggio al 12 giugno, orari 10- 19.30, martedì e giovedì fino alle 22, con chiusura il lunedì. L’ingresso è libero. L’inaugurazione si tiene giovedì 12 maggio alle ore 18.30.


PROGRAMMA PROIEZIONI [dal 19 maggio al 9 giugno]
(presso Spazio Oberdan, V.le Vittorio Veneto, 2, angolo P.zza Oberdan, Milano)


Maggio
Lunedì 16 h 20.30
Sacrificio (A. Tarkovskij, 143’) v.o. sott. it.

Martedì 17
h 17.15 Stalker (A. Tarkovskij, 161’) v.o. sott. it.
h 20.30 L’infanzia di Ivan (A. Tarkovskij, 95’) v.o. sott. it.
Prima della proiezione, incontro sull’arte
e il pensiero di Andrej Tarkovskij. Intervengono:
Andrej Tarkovskij (il figlio del grande regista) e altri studiosi.

Venerdì 20
h 17.00 Elegia moscovita (A. Sokurov, 88’)
h 18.45 Nostalghia (A. Tarkovskij, 130’)

Sabato 21
h 20.45 Andrej Rublëv (A. Tarkovskij, 185’) v.o. sott. it.

Domenica 22
h 10.00 Solaris (A. Tarkovskij, 165’) v.o. sott. it.
h 15.00 La ragazza del bagno pubblico (J. Skolimowski,
95’) v.o. sott. it.
h 17.00 L’infanzia di Ivan (A. Tarkovskij, 95’) v.o. sott. it.
h 21.00 Lo specchio (A. Tarkovskij, 105’) v.o. sott. it.

Mercoledì 25
h 18.00 Solaris (A. Tarkovskij, 165’) v.o. sott. it.

Giovedì 26
h 17.00 La nave faro (J. Skolimowski, 89’) v.o. sott. it.
h 18.45 Il rullo compressore e il violino (A. Tarkovskij, 55’) v.o. sott. it.
Tempo di viaggio (A. Tarkovskij, T. Guerra, 60’)

Venerdì 27
h 17.00 Lo specchio (A. Tarkovskij, 105’) v.o. sott. it.
h 21.00 Sacrificio (A. Tarkovskij, 143’) v.o. sott. it.

Sabato 28
h 15.00 La nave faro (J. Skolimowski, 89’) v.o. sott. it.
h 18.30 Stalker (A. Tarkovskij, 161’) v.o. sott. it.

Domenica 29
h 10.00 Lo specchio (A. Tarkovskij, 105’) v.o. sott. it.
h 15.00 Andrej Rublëv (A. Tarkovskij, 185’) v.o. sott. it.

Giugno
Mercoledì 8
h 16.30 Il rullo compressore e il violino (A. Tarkovskij, 55’) v.o. sott. it.
Tempo di viaggio (A. Tarkovskij, T. Guerra, 60’)
h 20.30 Solaris (A. Tarkovskij, 165’) v.o. sott. it.

Giovedì 9
h 16.30 Elegia moscovita (A. Sokurov, 88’)
h 18.30 Nostalghia (A. Tarkovskij, 130’)


cineteca milano: calendario della retrospettiva