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giovedì, dicembre 03, 2015

SCHEGGE DI CINEMA - IL GIARDINO DELLE VERGINI SUICIDE

Il giardino delle vergini suicide
di Sofia Coppola
con Kirsten Dust, 
Usa, 1999
genere, drammatico
durata, 97' 

Raccontando delle sorelle Lisbon e del loro tragico destino, l'esordiente Sofia Coppola mette in scena la prima tappa ("Lost in Translation" e "Marie Antoinette" completano la sequenza) di un'emancipazione personale e cinematografica che trasfigura quella intrapresa dalla regista nei confronti dell'ingombrante genitore, messo in discussione dal punto di vista artistico attraverso figure femminili se non ribelli, certamente fuori della norma per la forza con cui cercano di ritagliarsi il proprio posto nel mondo. "Il giardino delle vergini suicide" nonostante la dose di reminiscenze Coppoliane, alimentate dalla nostalgia nei confronti di un passato che non può più tornare ("Peggy Sue si è sposata", "I giardini di pietra") trova la sua strada nel delicato romanticismo con cui descrive il paradiso perduto di una giovinezza interrotta anzitempo. Tra vecchie glorie e nuove scoperte a essere davvero indimenticabile è la Lux di Kirsten Dust. A lei va il nostro cuore e quelli di coloro che hanno amato il film.
(pubblicata su ondacinema.it/Speciale Registi - Il Miglior Film Di Sofia Coppola)

giovedì, luglio 23, 2015

SCHEGGE DI CINEMA - LE AVVENTURE ACQUATICHE DI STEVE ZISSOU

Le avventure acquatiche di Steve Zissou
di Wes Anderson
con Bill Murray, Cate Blanchet, Angelica Houston, William Defoe, Owen Wilson
Usa, 2004
genere, avventura, commedia, drammatico
durata,  118'



In ogni cosa c'è sempre un prima e un dopo: nel cinema di Wes Anderson lo spartiacque è rappresentato da "Le avventure acquatiche di Steve Zissou", arrivato dopo un intervallo di circa tre anni dal successo de "I Tenenbaum" e, per la prima volta nella carriera di Anderson, realizzato fuori dal nuovo continente. Peculiarità che sembrano coincidere con le caratteristiche di cesura di un film che, da un lato, consolida temi e stilemi della poetica del regista, e dall'altro, sembra volersi distanziare dal passato appena trascorso con la ricerca di un esotismo che, da qui in poi, diventerà il contenitore ideale per una fantasia desiderosa di ricreare mondi a sua immagine e somiglianza. Nel viaggio organizzato da Zissou per uccidere il famigerato squalo giaguaro, gli echi del Moby Dick melvilliano trascolorano in una nuova letteratura cinematografica, tanto più teatrale quanto più surreali sono i personaggi e le situazioni che la compongono. A cominciare dal feticcio Bill Murray, splendidamente non sense; dall'inizio alla fine.
(pubblicato su ondacinema/speciale registi/I migliori film di Wes Anderson)