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domenica, ottobre 24, 2021

La foto della settimana

 

 Suzanna Son/Strawberry in Red Rocket di Sean Baker (USA, 2021)

domenica, aprile 25, 2021

La foto della settimana

 

                                         Sulle mie labbra di Jaques Audiard (Francia 2001)

domenica, aprile 18, 2021

La foto della settimana

 

                       La memoria dell'acqua di Patricio Guzman (Cile, Francia, Spagna 2015)

lunedì, aprile 05, 2021

La foto della settimana

 

                               La donna di sabbia di Hiroshi Teshigahara (Giappone 1964)

domenica, marzo 21, 2021

La foto della settimana

 


                             Un 32 août sur terre di Denis Villeneuve (Canada, 1988)

venerdì, gennaio 01, 2021

BUON ANNO 2021

 

                                            Three Woman di Robert Altman (USA, 1977)

sabato, dicembre 05, 2020

lunedì, agosto 10, 2020

domenica, luglio 26, 2020

mercoledì, giugno 03, 2020

domenica, marzo 08, 2020

LA FOTO DELLA SETTIMANA

Sono innamorato di Pippa Bacca di Simone Manetti (Italia, 2020)

domenica, gennaio 19, 2020

domenica, gennaio 12, 2020

LA FOTO DELLA SETTIMANA


Under the Silver Lake di David Robert Mitchell (USA, 2018)

domenica, dicembre 29, 2019

domenica, dicembre 22, 2019

LA FOTO DELLA SETTIMANA

Adam Driver (Storia di un matrimonio, The Report, Star Wars IX - L'ascesa di Skywalker)

domenica, dicembre 15, 2019

domenica, dicembre 08, 2019

IL PECCATO - IL FURORE DI MICHELANGELO


Il peccato – Il furore di Michelangelo
di Andrej Končalovskij
con Alberto Testone, Jakob Diehl, Francesco Gaudiello
Italia, Russia, 2019
genere, biografico, drammatico, storico
durata, 134’


Michelangelo Buonarroti è stato indubbiamente uno dei massimi artisti, non solo italiani, ma anche mondiali che ha realizzato opere di immane e obiettiva bellezza conosciute da chiunque e tramandate nei secoli. Per questo motivo riassumere la sua vita in un film, in un documentario o in qualsiasi altra forma artistico spettacolare risulta, se non impossibile, sicuramente molto difficile. Ma il regista russo Andrej Končalovskij ha comunque provato a dipingere questa figura, seppur non in maniera globale, in un certo periodo della sua vita. Da qui nasce “Il peccato – Il furore di Michelangelo”.
Il film, evento di chiusura del Festival del cinema di Roma, cerca di delineare, per quanto possibile, il genio e la follia di un artista con la a maiuscola. Il momento scelto dal regista è quello che vede Michelangelo alle prese con due importanti commissioni scultoree: la tomba di papa Giulio II Della Rovere e la monumentale facciata della chiesa di San Lorenzo.
Un dualismo continuo quello all’interno del film che vede contrapporsi non solo queste due importanti commissioni, ma anche due città importanti e forti, quali Roma e Firenze, con le quali l’artista si trova talvolta addirittura a conversare. Per non parlare, poi, del dualismo intrinseco di Michelangelo stesso, un uomo controverso, nel quale superbia e avarizia sembrano avere la meglio, portandolo a compiere determinate azioni ritenute, poi, in qualche modo “folli”.


Ma la saggezza di Končalovskij sta anche nel disegnare attorno al protagonista tutto un contorno reale e abbastanza fedele della realtà del tempo. Chiaramente più romanzato rispetto alla vera vita dell’artista, il film aiuta comunque lo spettatore ad entrare dentro la storia, a immedesimarsi con le azioni dei personaggi e a capire il perché di determinati comportamenti. La cornice della narrazione è parte integrante della storia vera e reale.
Elemento, poi, al quale prestare particolare attenzione è l’uguaglianza della prima e dell’ultima sequenza, come ad indicare, in un certo senso, un cerchio che si chiude. Ed è degno di nota il sovrapporsi delle immagini, attraverso dettagli che sono, però, nell’immaginario comune di chiunque e che tutti riconoscono e riconoscerebbero senza esitazione, delle opere più belle realizzate da questo grande genio. Ovviamente solo quelle antecedenti alla realizzazione delle due commissioni del film, anche per una continuità storica. E quindi lo spettatore, dopo aver vissuto a fianco di Michelangelo per un paio d’ore e aver provato con lui gioia, rabbia, frustrazione e follia, vede passare davanti ai suoi occhi La Pietà, il David e Mosè. E capisce e perdona tutto.
Veronica Ranocchi

LA FOTO DI SETTIMANA

Alice nelle città di Wim Wenders (Germania, 1974)