venerdì, maggio 17, 2024

CONFIDENZA

Confidenza

di Daniele Luchetti

con Elio Germano, Vittoria Puccini, Federica Rosellini

Italia, 2024

genere: drammatico, thriller

durata: 131’

Quanto può costare e durare un segreto? Sembra essere questa la domanda che vuole farci Daniele Luchetti nel suo “Confidenza”. Una domanda che, portandoci a riflettere sul valore di qualcosa piuttosto che sul contenuto ci costringe, come i personaggi della sua storia, a prestare particolare attenzione a ogni singolo dettaglio, ogni singolo movimento, ogni singola azione sperando che possa aiutarci a comprendere qualcosa di più. Talmente abituati a dover comprendere tutto ciò che vediamo, il film di Luchetti può sembrare quasi un pugno nello stomaco in questo senso.

Tra realtà, finzione, sogni e ricordi “Confidenza” è la storia di Pietro Vella, professore umanistico in un liceo di Roma. Qui, negli anni, forma tanti studenti, alcuni più meritevoli, altri meno, ma con l’idea che non ci sia un indirizzo preciso da seguire sempre e comunque se non quello dell’attenzione e della vicinanza nei confronti di chi ha davanti. Tra tutti quelli che siedono sui banchi del liceo di Vella c’è anche Teresa Quadraro, brillante studentessa destinata a una grande carriera, soprattutto in campo matematico. Una conoscenza e un’intelligenza quelli della Quadraro tali da far vacillare anche le certezze del professore che, come una calamita, ne è attratto.

Un tempo e una vita scorrono davanti a lui (e a noi). Si arriva a un apparente equilibrio che verrà, però, scombinato quando l’ormai anziano professore dovrà recarsi al cospetto del Presidente della Repubblica per ritirare un premio.

Fin da subito Luchetti ci fa capire che quello che vedremo non sarà un film di facile comprensione. Il primo elemento con il quale entriamo in contatto è una strada, il vicolo che ci porta verso un’abitazione e poi, subito dopo, vediamo una porta chiusa. A chi spetta il compito di aprirla? Si può aprire? E cosa nasconde? In una costante dicotomia tra i temi centrali della vicenda, amore e paura, “Confidenza”, adattamento dell’omonimo romanzo di Domenico Starnone, si accavalla su sé stesso e si attorciglia, facendo perdere anche a noi spettatori i riferimenti, fatta eccezione per quelli principali o che crediamo tali.

“L’amore non è mai alla pari, è sopraffazione” afferma Teresa Quadraro rivolgendosi a Pietro Vella nella speranza, forse, di fargli comprendere qualcosa che lui vede, invece, solo da una prospettiva limitata. E, infatti, è ben presente il tema della incomunicabilità. Ma non solo tra i due, anche con tutti coloro che, più o meno direttamente, si trovano ad avere a che fare con il protagonista. Un protagonista destinato a crescere ma non a evolversi. Continuamente ancorato al suo passato, Pietro Vella, amato e amante della sua ex studentessa, non riesce mai ad andare oltre quella prigione che lui stesso si è creato dopo “quella confidenza”. Confidenza destinata a rimanere tale, enorme, importante, grave, ma soprattutto segreta.

Chi è davvero, quindi, il “mostro” che lo stesso Vella chiama tormentato e tormentandosi? È lui che non accetta i cambiamenti, le trasformazioni, il tempo che scorre lasciando vincere la paura sull’amore o sono gli altri, incarnati nei due antipodi, eppure così simili, di Teresa e Nadia, la moglie, anche lei professoressa di matematica, quasi copia della prima, come la ex studentessa ha modo di sottolineare in maniera quasi ossessiva? Da una parte la realtà, dall’altra la finzione, il sogno, la speranza. Se Pietro è, o pensa di essere, la parte razionale, Teresa è sicuramente emblema di quella parte irrazionale che, però, sopraggiunge sempre e comunque, anche nei momenti più inaspettati come in un giro vorticoso su sé stessi dove inizio e fine sembrano quasi coincidere.

Quel che è certo è che Daniele Luchetti, con il suo film, torna a mettere al centro le relazioni e la famiglia, seppur in maniera meno usuale del solito e meno lineare, spingendo lo spettatore a compiere un vero e proprio salto nel vuoto.


Veronica Ranocchi

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