sabato, ottobre 17, 2015

10 FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA - INCONTRO CON JOEL COEN E FRANCES MCDORMAND



I sodalizi umano-artistici, in specie nel mondo dello spettacolo, attirano sempre su di loro un'attenzione particolare poiché - al di la' della ovvia esposizione che una società centrata sulla comunicazione concede o, per altri versi, impone ai contraenti del rapporto - offrono, sovradimensionata (vale a dire, dilatata nelle possibilità; appetibile nell'indeterminatezza delle gratificazioni; maliarda nel fascino sfuggente), l'illusione che un legame non meramente materiale possa davvero durare nel tempo. Al netto di, con ogni probabilità, inevitabili generalizzazioni e del valore marginale da attribuire ad una prossimità fugace, e' indubbio che, nell'ambito della serie d'incontri con il pubblico organizzata dalla presente edizione del Film Festival romano e nell'occasione moderata dal direttore artistico Monda, il caso rappresentato dal duo Joel Coen e Frances McDormand brighi a favore del consolidamento della predetta illusione.


Conosciutisi ai tempi della selezione del cast del film d'esordio di Joel (e del fratello Ethan), "Blood simple" (1984) e riunitisi in coppia e quindi in un nuovo nucleo familiare, più o meno, all'indomani dell'apparizione di "Fargo", (1996), Frances e Joel sembrano, al tempo, completarsi ed elidersi a vicenda, e non necessariamente solo per l'aspetto. Alto con occhiali, riccioli bruni e un calibrato abbigliamento casual, per Joel; minuta, una gestualità più evidente, corti capelli chiari e una morbida mise scura per Frances - detta Fran - Apparenze che convivono, di fatto, con un Joel palesemente introverso e un po' a disagio; dal fraseggio staccato e un tanto mugugnante di chi magari vorrebbe trovarsi altrove e una Fran sorridente, briosa, più loquace e disposta a dilungarsi. L'aplomb intellettuale dell'uno e il vitalismo un po' impulsivo dell'altra, detto altrimenti, si sfiorano e si distanziano spesso durante la conversazione inframmezzata da scene tratte, diciamo così, dall'archivio di famiglia (i già ricordati "Blood simple" e "Fargo", come pure brevi sequenze da "Miller's crossing", 1990; "The man who wasn't there", 2001 e "Burn after reading", 2008). Joel, in particolare, pur dicendosi, ad esempio, disposto ad ammettere l'importanza della figura di Fran (e di almeno altri quattro attori di peso utilizzati nel prodursi della filmografia sua e del fratello) al momento d'immaginare e tratteggiare un certo tipo di personaggio, ribadisce d'altro canto l'unicità del rapporto - sempre dialettico, peraltro - con Ethan per ciò che attiene l'ideazione delle storie. 


Fran ricorda, altresì, con trasporto, le proprie trascorse esperienze teatrali e conferma il ruolo decisivo giocato da un film come "Fargo" (nonostante il trascurabile cruccio di vedersi sovente identificata con la poliziotta pasticciona Marge, centro motore delle vicende narrate), piccolo spartiacque tanto professionale quanto personale. Illustra, quindi, la sua passione per Anna Magnani, mentre Joel non esita a scegliere tra le proprie interpretazioni preferite della compagna quella costruita per la serie televisiva "Olive Kitteridge", unica, a suo dire, per la perfetta commistione di senso dell'umorismo e intensità passionale. Di rimando, Fran afferma che il suo film speciale diretto da Joel e' "Inside Llewyn Davis", 2013, sorta, a suo parere, di distillato di un intero Cinema (inteso come quello della ditta Coen), nel caso, ritratto amarissimo ma onesto di un uomo di talento che il mondo sembra rifiutare senza darsi troppa pena. Entrambi, infine, apprezzano "La storia di Qiu Ju", 1992, di Zhang Yimou, visto insieme e ricordato per il lavoro sul colore e il rigore espressivo dell'insieme.

Chiusura degna, si potrebbe pensare, per una coppia non ascrivibile al cosiddetto star system. A riprova, proprio il riservato Joel offre, in uno dei suoi non numerosi interventi, un aneddoto al tempo divertente e illuminante: alle perplessità avanzate dal divo Brad Pitt riguardo il suo ruolo da idiota sorridente in "Burn after reading", Joel (ed Ethan) avrebbero risposto senza batter ciglio: "Non preoccuparti. Puoi farcela".
TFK

Nessun commento: