venerdì, ottobre 19, 2007
Popcorn
martedì, settembre 25, 2007
L'ora di punta
Premonition
domenica, settembre 23, 2007
Il dolce e l'amaro
La ragazza del lago
I'm not There
mercoledì, settembre 12, 2007
Reign Over Me
Se ce ne fosse ancora bisogno Reign over me conferma come i fatti dell'11 settembre siano ancora una ferita aperta non solo per il pubblico americano ma in generale per l'intero emisfero cinematografico. Solo cosi' si puo spiegare la scarsa considerazione nei confronti di un film che ha le qualita' estetiche e morali per affiancare e talvolta superare illustri predecessori. Sarebbe pero' riduttivo relegare l'opera nell'angusto recinto dei film a tema, frutto di una ecessita' contingente e modaiola. Qui la tragedia assume un respiro piu' ampio, diventando quasi laterale alla struttura del racconto che costruisce le atmosfere attraverso un sottile equilibrio di parole e silenzi ed affonda le sue radici in un esistenzialismo laico e vitale che ai voli pindalici preferisce una fenomenologia dell'anima capace di accostarsi al dolore senza cadere in ammiccamenti voyeristici o nelle soluzioni ad effetto. Diretto con mano sicura da Mike Binder (The upside unger) che firma anche la sceneggiatura e si ritaglia un piccolo ruolo (e' l'avvocato occhialuto e pragmatico che amministra le ricchezze del protagonista), corredato da una fotografia (Russ Alsobrook) crepuscolare ma calda, capace di regalarci una New York inedita e altrettanto affascinante, il film si avvale di un cast superbo su cui spiccano un attore di classe come Don Cheadle e soprattutto un Adam Sandler in versione Bob Dylan capace di valorizzare il suo ruolo con efficace sobrieta. Quando poi un film si puo permettere un cameo come quello di Donald Sutherland, giudice risoluto e vagamente luciferino non ci sono piu dubbi sul valore assoluto della visione
giovedì, settembre 06, 2007
Sicko
Licenza di matrimonio
Il bacio che aspettavo
mercoledì, settembre 05, 2007
Marie Antoinette
martedì, settembre 04, 2007
Paradiso + Inferno
martedì, agosto 28, 2007
Disturbia
La scelta di riproporre il modello hitckochiano aggiornandolo ai gusti del pubblico che affolla le sale cinematografiche appare a conti fatti l'ennesimo escamotage di un industria che rincorrendo a tutti i costi le mode del momento non riesce piu' ad incidere all'interno del suo prodotto, generando scatole vuote giustificate solamente dall'eventuale risultato al botteghino; cosi' Disturbia aggiorna solamente in superficie l'abusata fonte riducendo il vojerismo a semmplice spot pubblicitario ed i canoni del genere a meccanismi ripetitivi e completamente depauperati della componente catartica.
Interamente sulle spalle dell'attore del momento che riproduce in maniera convenzionale l'adolescente precocemente bruciato dalla vita, il film non ci fa mancare inquadrature ad effetto e colpi di scena a gogo ma lo fa con un cinismo che finisce per raggelare qualsiasi spinta emotiva e contraddicendo le premesse del titolo produce effetti a dir poco rilassanti. Quando poi per suscitare i fantasmi di una sessualita' repressa viene usato un clone di Paris hilton il piu e' fatto con buona pace si fa per dire...del malcapitato spettatore.
venerdì, agosto 24, 2007
Hotel cinque stelle
domenica, agosto 19, 2007
Transformers
Jimmy Hollywood
Perche' te lo dice mamma
Fast Food Nation
E al di la della nobile tematica e di qualche scena che non lascia indifferenti (quella finale sembra uscita dal pasto nudo burroghsiano)il film rimane impastato nel suo intento pamplhettistico non riuscendo mai a trasformarsi in opera cinematografica compiuta, lasciando ibrido il processo di trasposizione dalla pagina scritta alle immagini in movimento. Gli interventi delle star di turno (Willis, Hawke) appaiono piu che altro un sostegno all'operazione e mai si amalgano con una storia che non riesce mai ad appassionare.
Le seduttrici
Qui al ritardo estetico si somma anche quello industriale nel tentativo di sfruttare la popolarità della diva di turno qui nei panni della giovane preda alle prese con la maliarda ma al quanto sciupata Helen Hunt a cui non manca la classe per dare succoad un ruolo altrimenti insipido. Supportato da uno stuolo di caratteristi da leccarsi i baffi (tra questi la brava milena Vukotic) e sullo sfondo del solito acquarello italico il film ha almeno il pregio di non prendersi sul serio puntellando quà e là le singole scene con un divertito e riuscito anglossassone. La Johansson per inciso non incide e questo film conferma il trend negativo che ne accompagna la scelta dei copioni.
