venerdì, luglio 09, 2010

premio dardos

Ringraziamo Alessandro di RDF per la nomination de i cinemaniaci al premio DARDOS.

Il premio DARDOS viene assegnato dai bloggers ai quei blog meritevoli per i contenuti di carattere culturale, etico e/o letterario.

è previsto un semplice regolamento. chi viene nominato negli elenchi è invitato a:

1) accettare e comunicare il regolamento, visualizzando il logo del premio;
2) linkare il blog che ti ha premiato;
3) premiare altri 15 blog meritevoli, avvisandoli del premio.

Di seguito ecco i nostri premiati (in ordine rigorosamente sparso):


RDF (recensioni di film) - http://recensionidifilm.blogspot.com/


TOMOBIKI MARCHELAND - http://tomobiki.blogspot.com/

CINEMADADENUNCIA - http://cinemadadenuncia.splinder.com/

A COLPO SICURO - http://cinepillole.blogspot.com/

CINEMANTE - http://cinemante.blogspot.com/

VISIONEINFINITA - http://visioneinfinita.blogspot.com/

ACQUITRINI CINEMATOGRAFICI - http://dylandave.wordpress.com/

IL CINEFILANTE - http://cinefilante.blogspot.com/

CINE DE MEDIANOCHE - http://cinemedianoche.blogspot.com/

CINEMA E VIAGGI - http://amosgitai.blogspot.com/


buon cinema a tutti!!!

giovedì, luglio 08, 2010

i cinemaniaci su facebook

vi aspettiamo tutti anche su facebook!

I CINEMANIACI



ECLIPSE

ECLIPSE
di J.SLADE


Appuntamento imprescindibile per la gioventù globalizzata ed oggetto di divisione sulle pagine dei giornali specializzati, le avventure di Bella e dei suoi due cavalieri continuano ad essere materia di discussione: sarà per la sindrome di un presenzialismo sempre più dilagante, oppure per la curiosità suscitata da un simile baccano, fatto sta che anche questa volta a guadagnarci è la macchina produttiva messa in piedi per portare sullo schermo i romanzi di Stephenie Meyer, altrimenti destinati ad una popolarità su scala ridotta e priva di quella mitizzazione di cui solo il cinema è capace.
E se è vero che il successo assicura la giustezza della formula, non bisogna stupirsi rispetto ad un film come Eclipse che fa di tutto per assomigliare al precedente, a cominciare dal regista, diverso e perciò uguale, se è vero il motto "cambiare tutto per non cambiare nulla", ad una sceneggiatura ciclostilata, in cui la tensione erotica tra le parti viene sublimata e soprattutto non consumata con una scansione temporale cronometrica ed attraverso la costruzioni di arazzi cavallereschi ricchi di proclami e frasi senza ritorno, e con scene di battaglia debitrici degli omologhi poemi medievali popolate di fanciulle da salvare e paladini senza paura, pronti a sacrificarsi per la bellezza di quel gesto.
Insomma situazioni e temi sempiterni riproposti senza differenze ad un popolazione giovanile desiderosa di crearsi nuovo spazi identificativi, di emanciparsi da tutti quei "cattivi maestri" che a torto o a ragione ne hanno limitato la libertà espressiva e di azione (nella scena finale Bella diventà l’incarnazione stessa di una diversità felicemente espressa).
Un mondo post moderno, dove l’idea di famiglia-allargata o meno non fa differenza, di amicizia-in particolare quella paventata ma non ancora formalizzata tra Vampiri e Licantropi, nemici secolari e qui coalizzati contro il nemico comune - e di amore - ancora una volta in odore di scandalo per un affettività più volte tentata di uscire dal recinto della assoluta monogamia - si mischiano con quella di Verginità, tornata ad essere, almeno sullo schermo, l’avamposto di fronte al quale anche gli slanci più coraggiosi ed incauti sono costretti ad arrestarsi ed a fare i conti.
Affidato alla regia di un tipo a proprio agio con le moderne forme del neo vampirismo, e come sempre caratterizzato dalla gestualità fisica ed espressiva dei suoi protagonisti, Eclipse è un Erma bifronte, working progress di un unico già scritto ma non ancora filmato, oggetto di merchandising noioso e ripetitivo per i suoi detrattori, affascinante e sempre nuovo per tutti coloro che sono o si ricordano di essere stati giovani.
Intanto è confermata la notizia di un episodio conclusivo diviso in due parti: la discussione è solo all’inizio.

Film in sala dal 9 luglio 2010

Toy Story 3 - La grande fuga
(Toy Story 3)
GENERE: Animazione
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Lee Unkrich

Che fine ha fatto Osama Bin Laden?
(Where in the World is Osama Bin Laden?)
GENERE: Documentario
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Morgan Spurlock

Post Grad
(Post Grad)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Vicky Jenson

mercoledì, luglio 07, 2010

In acque profonde. Meditazione e creatività - David Lynch

In acque profonde. Meditazione e creatività
di Lynch David
(Mondadori)

Un libro di facile lettura per tutti, appassionati di cinema e non, perchè composto da tante brevi riflessioni sul cinema, sulla meditazione e sl potere dell'energia inconscia. Anche per chi non ama il regista americano più onirico del panorama hollywoodiano, troverà in questo libretto interessanti spunti di confronto e molti aneddoti curiosi sulle produzioni cinematografiche dello stesso Lynch.

Lynch, che pratica la meditazione da tanti anni, parla con chiarezza e coinvolgimento dei benefici ineguagliabili di questa pratica, necessari non solo per perseguire una calma interiore ed una chiarezza personale, quanto piuttosto per toccare le parti più profonde di sè, liberando l'energia più profonda e miseteriosa che serbiamo dentro di noi.
Ed è da questa energia che lo stesso Lynch attinge prezioso materiale per le sue sceneggiature e messe in scena.

Molti dei suoi film sono stati innanzitutto scritti in fase meditativa.
Lynch medita molte ore del giorno, per lui si tratta di una attività prodromica a quella registica, indispensabile non solo per il suo benessere quanto per la ottima riuscita della sua arte.

Lynch offro appunti sui film che ha fatto, sulla spiritualità, sulla meditazione trascendentale.

martedì, luglio 06, 2010

The Road

The Road
regia di John Hillcoat


Il libro di un romanziere che ha scelto di parlare solamente attraverso i suoi libri e le capacità di un regista che giunto al suo terzo film si lancia nell’impresa di tradurlo in immagini dopo una carriera spesa nella realizzazione di videoclip per gente come Nick Cave, Siouxsie and the Banshees, Depeche Mode. Questo per dire come a volte gli incontri cinematografici siano il frutto delle esperienze più disparate e di accostamenti non proprio prevedibili.

La storia di un uomo e del proprio figlio costretti a sopravvivere in un mondo retrocesso ad uno stato primordiale e la rappresentazione di un umanità costretta a fare i conti con le conseguenze della propria natura, sono gli aspetti centrali di un film che a dispetto del titolo, o forse nonostante questo, azzera ogni discorso a proposito dei poteri taumaturgici e di crescita personale connessi con il mito “on the road”, per rappresentare attraverso il movimento bisogni naturali come la ricerca di cibo, l’esigenza di non dare punti di riferimento ai propri simili, diventati per necessità mangiatori di uomini, ma soprattutto alimentare la speranza di un luogo dove il richiamo della vita sia più forte di quello della sua antagonista.

Un processo di scarnificazione che interessa gli uomini e le cose e che il regista porta avanti con un rigore pari alla semplicità di una messa in scena che privilegia i fatti alle astrazioni, e dove a far la differenza ....


... continua a leggere la recensione di THE ROAD su ONDACINEMA.IT

venerdì, luglio 02, 2010

AFFETTI E DISPETTI - LA NANA

AFFETTI E DISPETTI - LA NANA
Regia: Sebastian Silva


Santiago del Cile.
La perennemente imbronciata Raquel da più di vent'anni è a servizio dalla famiglia Valdés.
Una donna sola, quasi spaventata, psicologicamente annientata da una esistenza fatta solo di routine.
Quando la padrona di casa si accorge che Raquel non riesce a mantenere i ritmi lavorativi che una famiglia numerosa e una grande casa da tenere in ordine impongono, cercherà di affiancarli un'altra domestica.
Tutte le candidate saranno costrette a lasciare la casa, perché l'impaurita Raquel farà loro la "guerra" mettendole in fuga.
Raquel ha paura di perdere il "potere", un potere fatto di regole, orari, consuetudini.
Un potere che la domestica confonde con un senso di appartenza alla famiglia.
L'ultima aiutante ingaggiata dalla signora Valdés, si mostrerà refrattaria alle trappole e aprirà gli occhi a Raquel, la metterà nelle condizioni di confrontarsi con il suo disagio e le farà assaporare uno scampolo di vita autonomo.
La protagonista capirà finalmente che il suo sentirsi parte della famiglia Valdés l'ha portata a chiudersi in un mondo fatto di solitudine e diffidenza.
Il regista si tiene lontano da una prevedibile storia sulla differenza di classe e soprattutto non cade nella tentazione di dare una svolta pregna di follia alla storia sulla scia di quel capolavoro che è IL BUIO NELLA MENTE (1995) di Claude Chabrol.
Il film di Sebastian Silva è scritto in maniera invidiabile ed è supportato da buoni interpreti, inoltre ha un ottimismo di fondo che non da mai l'impressione di essere consolatorio o peggio ancora buonista.
Ulteriore prova della vitalità del cinema cileno, purtroppo quasi invisibile in Italia, dopo l'ottimo TONY MANERO (2008) di Pablo Larrain.
La bravissima protagonista Catalina Saavedra ha vinto il premio come miglior attrice protagonista al Torino Film Festival 2009.
Il titolo italiano AFFETTI E DISPETTI oltre che brutto è totalmente fuorviante.

giovedì, luglio 01, 2010

Film in sala dal 2 luglio 2010

Twilight Saga: Eclipse
(The Twilight Saga: Eclipse)
GENERE: Horror, Fantasy, Sentimentale
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: David Slade (II)

Butterfly Zone - Il senso della farfalla
GENERE: Commedia, Fantapolitico, Thriller
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Luciano Capponi

Fratellanza - Brotherhood
(Broderskab)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Danimarca
REGIA: Nicolo Donato

mercoledì, giugno 30, 2010

La verità è che non gli piaci abbastanza

La verità è che non gli piaci abbastanza

Filo conduttore e malattia sotterranea delle più variegate espressioni artistiche novecentesche, la frammentazione dell’io caratterizza molta produzione cinematografica del nuovo millennio; e se il cinema in generale continua a lavorare dall’interno elaborando stili ed estetiche, di cui la discontinuità narrativa, le riprese frammentate, il cambiamento sistematico delle prospettive e dei punti di vista, lo spostamento del senso a favore di una logica che si fa gioco delle differenze spaziali e temporali, sono solo alcuni degli espedienti usati per riprodurre ed indagare lo spaesamento collettivo di fronte ad una realtà che ha moltiplicato in maniera esponenziale le caratteristiche di mutevolezza e di mistero, così non si può dire di quello mainstream che limitandosi ad applicare queste idee in maniera cinica ed acritica finisce per utilizzare in superficie i risultati di tanta applicazione.
E’ quello che avviene per esempio, in “La verità è che non gli piaci abbastanza”, ennesimo film per ragazze, in cui un manipolo di donne legate da motivi affettivi o di lavoro, si ritrova nella condizione di dover mettere in discussione la qualità dei rispettivi legami sentimentali.
Qui infatti la complessità di uno stato d’animo di per sé inafferrabile e la traduzione che in termini filmici ne dovrebbe derivare si mantiene lontano da qualsiasi elaborazione, trasformandosi in un moltiplicatore di personaggi standard (la bellona, la bruttina, la single e la sposata) che nella loro varietà dovrebbero corrispondere alla casistica messa in atto dalla struttura a tesi in cui il film è organizzato.
Invece che lavorare dall’interno, cercando di stabilire un punto di contatto tra l’idea di partenza e la sua formulazione, non solo a parole ma anche nei fatti, il film si perde in una serie di storie allo specchio, in cui il punto di partenza di una (la richiesta di matrimonio non accettata, un incontro con una bella sconosciuta, l’impossibilità di dare seguito al primo appuntamento) finirà per diventare il punto di arrivo dell’altra e viceversa.
Dopo un prologo iniziale, in cui il film si diverte a mischiare le carte con un inchiesta semiseria sulle origini dell’insoddisfazione amorosa, espediente molto usato dalla commedia americana degli anni 50/60, la vicenda si incammina senza guizzi verso un clima televisivo che, rivolgendosi quasi esclusivamente al pubblico femminile, punta tutto sul sentimento di condivisione per le pene d’amore sopportate dalle sfortunate ragazze e sull’inadeguatezza emotiva della compagine maschile.
Tra “Friends” e “Sex and the City”, una dichiarazione d’intenti testimoniata da un casting tutto sbilanciato a favore delle attrici, sia in termini di presenza scenica che in quello di carisma, la cui unica preoccupazione è quella di ripetere all’infinito il gioco delle parti (maschi contro femmine).
In mancanza di dialoghi accettabili e con una regia senza ritmo, la nevrosi rimane tutta nel viso emaciato di Jennifer Connelly, in quello perennemente imbronciato dell’altra Jennifer e nella solita Scarlett Johansson, che almeno se la gode e valorizza la sua fotogenia con l’immancabile accoppiamento.

giovedì, giugno 24, 2010

Film in sala dal 25 giugno 2010

A proposito di Steve
(All about Steve)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Phil Traill

Alice
GENERE: Commedia, Sentimentale
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Oreste Crisostomi

City Island
(City Island)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Raymond De Felitta

Panique au village
(Panique au village)
GENERE: Animazione, Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Belgio, Francia, Lussemburgo
REGIA: Vincent Patar, Stéphane Aubier

Poliziotti Fuori

(Cop Out)
GENERE: Commedia
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Kevin Smith

Ragazzi miei

(The Boys Are Back)
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2009 DATA: 25/06/2010
NAZIONALITÀ: Australia, Gran Bretagna
REGIA: Scott Hicks

The Maid

(La nana)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009 DATA: 25/06/2010
NAZIONALITÀ: Messico, Cile
REGIA: Sebastián Silva

domenica, giugno 20, 2010

COPIA CONFORME

COPIA CONFORME
di Abbas Kiarostami


Fraintendimenti: quello della giuria cannense, in cerca di una legittimazione che avvalori le scelte di un Palmares come al solito opinabile, e quello degli astanti, in cerca di un evento capace di giustificane l’eccezionalita’ della presenza. Patacche di una divisa sempre uguale, ma comunque capace di farsi spazio tra le righe affollate dei giornali ed i rimorsi di coscienza del lettore.
Solo il pianto di Juliette Binoche in favore del regista detenuto possono spiegare l’interesse verso un film altrimenti destinato al clamore dei salotti virtuali ed all’anonimato delle sale. In un epoca in cui il dolore e’ diventato un valore commerciale si potra’ discutere sul valore di quelle lacrime e sulla loro autenticita’ ma rimane il fatto che “Copia Conforme”, grazie al gesto della sua attrice e’ diventato il manifesto di una battaglia che non gli appartiene a cominciare dal suo regista, beniamino della critica progressista, ma in patria criticato dai colleghi per eccesso di rispetto nei confronti del regime. Un film in cui la cognizione di causa, previa mancata visione dello stesso (ne parla sopratutto chi non l’ha visto), viene sostituita da una serie di pro e contro senza sfumature, e con una visione del mondo a dir poco maniachea.Rimane il fatto che la disquisizione sulle infinite relazioni tra “Copia” ed “Originale”, oppure tra realta’ e finzione, da sempre uno degli argomenti che stanno alla base del cinema del regista iraniano, cosi’ come teorizzata attraverso le parole di presentazione del libro che da il titolo al film e che apre in maniera surreale, per il modo con cui il regista raggela sulle facce dei protagonisti i motivi di quel discorso, una specie di imprimatur che purtroppo non abbandonera’ mai il resto della storia, costringendo gli attori all’interno di una spazio piu’ terorico che reale, rimane un ipotesi non verificata perche’ incapace di tradursi in una storia. L’irrequieta gallerista e lo scanzonato uomo d’arte, con la loro incosistenza sembrano fatti apposta per soddisfare il compiacimento di chi non si deve preoccupare delle vita, ma da soli, e pur con tutta la buona volonta’ nei confronti di un non attore (una costante di Kiarostami), e di un attrice in overdose di nevrosi, non riescono a giustificare la progressione di una vicenda rimasta nella testa di chi l’ha immaginata. Tra i fondali di una Toscana da catalogo, i due personaggi danno vita ad un gioco di specchi e di tira e molla, con cambiamenti di personalita’ed inversioni di tendenza (sono una coppia oppure fanno finta di esserlo?) giustificabili solamente in un film di David Lynch, ed a cui solo la mente dello spettatore piu incline all’astrazione sapra’ dare una parvenza di logica, ma che in sostanza sono destinati a rimanere confusi ed irrisolti. La bellezza degli ambienti e quella degli attori ,cosi’ come l’idea di una forma d’arte che per essere tale deve essere necessariamente criptica, sono le uniche certezze di un opera altrimenti incomprensibile. Per questo film Juliette Binoche e' stata premiata quale migliore attrice del concorso all'ultimo edizione del Festival di Cannes.

sabato, giugno 19, 2010

FROM PARIS WITH LOVE

FROM PARIS WITH LOVE
di Pierre Morel



Gonfio: come l’espressione di John Travolta, costretto ad inventarsi una faccia senza capelli per rendere credibile il suo gergo da bullo ed i modi da cane sciolto: per interpretare Charlie Wax, una specie di arma letale al soldo del governo americano, non ha avuto bisogno di mettersi a dieta perché secondo i piani del suo produttore, Luc Besson, Mogul onnipresente del cinema francese, la sagoma debordante dell’attore doveva enfatizzare la simpatia di un personaggio che fa di tutto per accaparrarsi il favore del pubblico.
Accanto a lui, manco a farlo apposta Jonathan Rhys Meyer, viso affilato e corpo privo di spessore; nei panni di un assistente diplomatico costretto a lavorare con lo scorbutico omaccione doveva essere il protagonista principale, ed invece il copione e la prestanza, lo coriducono ad un Sancho Panza anoressico, inevitabilemente subissato dal Don Chisciotte americano, abituato più di lui a cimentarsi nel sottovuoto cinematografico del cinema d’azione.
Per questa gita fuori porta i due attori si avvalgono di un regista fatto su misura per il Tycoon francese che vuol far l’Americano, ed è disposto a clonare film per quel mercato, sfruttando un marchio di fabbrica ormai surclassato dal ciclone digitale, e per questo bisognoso di peculiarità che invece non sembrano più alla portata della premiata ditta: esaurita da tempo la vena iconografica, Besson si limita a riproporre lo stesso spettacolo, lesinando sulle psicologie e schiacciando il piede sull’accelleratore di una meraviglia che non incanta: seguendo le fila di un complotto terroristico in cui nostri la fanno da padrone, sopravvivendo ad un esercito di cattivi, Morel infarcisce la storia di situazioni inverosimili e scene da ultimo minuto, dove la battuta smargiassa dell’attore americano, e la reazione schizignosa di quello inglese, vorrrebbero essere il contraltare intelligente e spiritoso agli spot finto bellici, ed invece finiscono per aumentare la mancanza di identità di un prodotto tenuto insieme solamente dal ricordo di una professionalità guadagnata sul campo, ed ora divenuta il simulacro di un declino ben pagato.
All’esordio in una grande produzione Kasia Smutniak si rivela all’altezza della situazione: in un film del genere tale affermazione potrebbe rivelarsi controproducente per le aspirazioni internazionali dell’attrice.

giovedì, giugno 17, 2010

Film in sala dal 18 giugno 2010

5 appuntamenti per farla innamorare
(I Hate Valentine's Day)
GENERE: Commedia, Romantico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Nia Vardalos

About Elly
(Darbareye Elly)
GENERE: Commedia, Drammatico, Noir
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Iran
REGIA: Asghar Farhadi

A-Team

(The A-Team)
GENERE: Azione, Commedia, Avventura
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Joe Carnahan

In carne e ossa
(In carne e ossa)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Christian Angeli

Lei è troppo per me
(She's Out of My League)
GENERE: Commedia
ANNO: 2010 DATA: 18/06/2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Jim Field Smith

L'imbroglio nel lenzuolo

GENERE: Commedia
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: Spagna, Italia
REGIA: Alfonso Arau

Una notte blu cobalto
GENERE: Commedia
ANNO: 2008
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Daniele Gangemi

domenica, giugno 13, 2010

ITALIA A MANO ARMATA - Italia '70 - il cinema a mano armata (16)

ITALIA A MANO ARMATA (1976)

Regia: Franco Martinelli (Marino Girolami)
Cast: Maurizio Merli - John Saxon - Raymond Pellegrin - Toni Ucci - Mirella D'angelo


Trama: Il commissario Betti sfida il perfido Albertelli.

IL FILM:
Il commissario Betti (Merli) è sempre impegnato a ripulire la città con i suoi metodi sbrigativi. Questa volta è sulle tracce del criminale Albertelli (Saxon) e per questo si sposta in diverse città del nord (Torino, Milano, Genova).
Albertelli è un criminale senza scrupoli, prima ordina il sequestro di alcuni bambini e poi riesce ad incastrare Betti che viene sbattuto in prigione come un delinquente qualsiasi.
Ovviamente, la vita in prigione non è facile per il commissario che è costretto a subire le minacce dei delinquenti che lo odiano e rischia di morire quando viene aggredito da un killer ingaggiato da Albertelli.
Ma una volta fuori di galera il supercommissario si scatena, è una belva feroce, per Albertelli e i suoi complici non ci sarà scampo.
Il finale del film (molto coraggioso) ci riserva un incredibile colpo di scena, il commissario Betti viene ucciso da una sventagliata di mitra sparatagli alle spalle da un'auto in corsa.

COMMENTO: Parola d'ordine: 100% azione. In ITALIA A MANO ARMATA non vi è nessun accenno ad argomenti politici o riferimenti al sociale come spesso accade in questo tipo di pellicole.
Gli sforzi di regista e produttore sono concentrati sulle scene d'azione, infatti gli inseguimenti e gli scontri d'auto sono la parte meglio riuscita del film.
La sceneggiatura lascia a desiderare, presentando evidenti lacune ed incongruenze.
Esempio di cinema popolare al quale va riconosciutà una certa dignità.

CURIOSITA'- NOTIZIE: Il regista Franco Martinelli è in realtà Marino Girolami padre di Enzo G. Castellari.
Da sottolineare la presenza nel film (nel ruolo dello stupratore e sequestratore di bambini Mancuso) di Sergio Fiorentini, noto al grande pubblico per aver interpretato l'anziano e rassicurante brigadiere Cacciapuoti nella serie tv Il Maresciallo Rocca.
Nella scena in cui la bmw dei malviventi prende fuoco, si vede chiaramente che alla guida non ci sono gli attori ma due stuntman che indossano caschi protettivi e tute ignifughe di colore nero.
Il regista ha dichiarato che la morte del commissario Betti fu decisa da lui come ripicca nei confronti del produttore che aveva permesso ad Umberto Lenzi di utilizzare il personaggio da lui inventato per Napoli Violenta.

giovedì, giugno 10, 2010

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI
di Juan José Campanella


Identificazione di un amore. Dalle ceneri di un passato che non è ancora tale all’inquietudine di un presente bisognoso di risposte. Gli sguardi degli amanti si rincorrono tra la burocrazia dei tribunali e il corpo deturpato di una giovane donna, sullo sfondo di un paese a corto di memoria e flagellato dalla pestilenza del regime.

Una corsa contro il tempo e nel tempo per fare giustizia di un delitto insoluto diventa la possibilità di riprendere le fila di un discorso amoroso interrotto da un treno in partenza, e finito nelle lacrime di una corsa a perdifiato. Ostacoli materiali e della mente che catapultano le persone all’interno di un calderone popolato da accoliti spietati e aguzzini senza scrupoli, e dove anche le leggi del cuore devono sottostare a quelle messe in piedi da un Sistema che non conosce verità.

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Film in sala dal 11 giugno

Bright Star
(Bright Star)
GENERE: Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Australia, Francia, Gran Bretagna
REGIA: Jane Campion

Il padre dei miei figli
(Le Père de mes enfants)
GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Francia
REGIA: Mia Hansen-Løve

L'acchiappadenti
(Tooth Fairy)
GENERE: Commedia, Fantasy
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Canada, USA
REGIA: Michael Lembeck

The Hole - 3D
(The Hole)
GENERE: Horror, Thriller
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Joe Dante

venerdì, giugno 04, 2010

DEAR JOHN

DEAR JOHN
di Lasse Hallstrom


Ci ha provato in tanti modi ma ancora non si arrende: più che il nuovo tentativo, stupisce la caparbietà di un industria che non smette di scommettere sulle sua affabulazione e confeziona l’ennesimo prodotto derivato dall’attentato terroristico più famoso del pianeta: questa volta però, pur restando dalla parte di un cinema debitore del rimorso di coscienza, il meccanismo catartico si innesta sulla capacità di sublimare la storia attraverso la costruzione di una realtà, in cui il desiderio amoroso diventa il catalizzatore di un umanità che sostituisce la vita con il suo surrogato.
Sospendendo il giudizio e con gli Analisti impegnati a decriptare scenari da Battaglia Navale, l’11/9 e le sue conseguenze diventano il pretesto per rianimare una storia altrimenti bloccata dalla sua peculiarità, ovvero quella di vivere interamente sullo scambio epistolare tra due amanti impegnati a raccontarsi le rispettive lontananze con parole che vanno oltre il necessario, sostituendosi all’immagine nella sua funzione evocativa, e che debordano a causa di un vocabolario pesantemente monocorde.
L’evento epocale percepito come punto di non ritorno assume cosi’ la funzione di spartiacque tra cinema e letteratura, cesura di un prodotto altrimenti destinato a restare sulla carta ed invece, almeno formalmente ritornato ad essere se stesso, quando i protagonisti, costretti ad adattare la malattia amorosa allo scenario da Day After, lasciano il calamaio ed incominciano ad agire.
Separati dalle differenze sociali prima ancora che dalle circostanze, John ragazzo della working class arruolato nell’esercito, e Savannah, studentessa wasp dalla carriera assicurata, affronteranno un purgatorio di promesse reciproche e delusioni cocenti, di tramonti mozzafiato e lutti dolorosi ma riusciranno a sopravvivere grazie alla forza di un sentimento pianificato a tavolino.
E se il film si costruisce un emotività figlia del desiderio e del non detto, sul piano pratico la destabilizza con scelte fin troppo esplicite: dal paesaggio bucolico ai colori artificiali, per non parlare degli ambienti, realizzanti su orizzonti da catalogo pubblicitario, tutto sembra predisposto per saturare quelle mancanze.
I due attori poi ci mettono del loro, attingendo nel pozzo dei propri stereotipi, Channing Tatum controfigura di Marky Mark e con i muscoli facciali evidentemente risparmiati a qualsiasi tipo di ginnastica, Amanda Seyfried, occhi, capelli, e poco altro.
“Dear John” è tratto dall’omonimo romanzo di Nicholas Sparks e diretto da uno che ha naturalizzato l’ambizione artistica sugli orizzonti di un cinema/prodotto.

giovedì, giugno 03, 2010

LA NOSTRA VITA

LA NOSTRA VITA
Regia: Daniele Luchetti


Claudio (E. Germano) è un micro imprenditore edile, trentenne, padre di due figli, sposato con Elena (I. Ragonese) che è in attesa del terzo.
La morte di Elena durante il parto sconvolge la vita di Claudio che dovrà affrontare mille difficoltà in ambito lavorativo e contemporaneamente accudire i tre figli.
LA NOSTRA VITA esplora il mondo delle nuove periferie e i suoi abitanti, indaga sul mondo dell'edilizia, entra nel sottobosco dei subappalti fatti di lavoro nero e manovalanza rumena, e infine riflette sul ruolo della famiglia.
Daniele Luchetti, con distacco e imparzialità ci racconta di pseudo imprenditori, palazzinari, spacciatori, puttane e zingari incorniciandoli nel desolante quadro dell'Italia odierna dove piccoli e grandi escursioni oltre il confine della legalità sono moralmente ammessi o addirittura necessari per continuare a campare in un Paese attanagliato dalla crisi economica.
Il regista di MIO FRATELLO E FIGLIO UNICO (2007) descrive con precisione il trentenne Claudio, un uomo che lavora duramente ogni santo giorno, che fatica a mandare avanti la numerosa famiglia, che vive in periferia in un anonimo palazzone.
Un uomo, Claudio, che qualche decennio fa si sarebbe autodefinito un proletario sfruttato e che oggi invece organizza le vacanze in costa Smeralda e a chi gli fa notare che "in Italia vi piace far pensare agli altri che avete soldi" risponde candidamente che " fa vede' è tutto" .
In poche parole, tramite il personaggio di Claudio, il regista ci racconta la metamorfosi di quella classe operaia che una volta sognava di "andare in paradiso" e che oggi invece si sente borghese e vuole partecipare da protagonista al grande rito del consumo, cerca il proprio paradiso privato identificandolo con centri commerciali, costose console per videogiochi, vacanze in costa Smeralda, e che, appunto, per "fà vedè" rischia di ridursi sul lastrico.
Una sequenza da sottolineare assolutamente: quella con la descrizione dei "cottimisti di Frosinone", operai qualificati dall'aria minacciosa, che rimasti senza lavoro, si sono organizzati in squadre che garantiscono continuità lavorativa 24 ore al giorno sette giorni su sette, dormono in cantiere, chiedendo in cambio il pagamento in nero. Anche in questo caso Luchetti è bravo nel disegnare con le immagini la psicologia di questa gente che, umiliata professionalmente, costretta a lavorare continuamente, ad abbandonare per settimane la famiglia e con un futuro incerto, investe il frutto del suo lavoro in lussuose automobili.
LA NOSTRA VITA, non è però esente da inciampi; il distacco e l'imparzialità palesati nel descrivere il mondo dell'edilizia, lasciano il posto ad un pietismo eccessivamente sfrontato nella descizione del lutto, volto ad assicurarsi le simpatie del pubblico, in qualche occasione si dilunga a scapito della solidità narrativa e sopratutto il finale consolatorio è forzato.
Buona prova di Elio Germano (palma d'oro a Cannes 2010 come miglior attore protagonista) contorniato da ottimi comprimari, tra i quali va sottolineata la prova di Raoul Bova che diretto da un regista dalla mano solida come Luchetti evidenzia capacità sino ad ora nascoste.

Film in sala dal 4 giugno

Saw VI
(Saw VI)
GENERE: Horror, Thriller
ANNO: 2009 DATA: 01/06/2010
NAZIONALITÀ: Australia, Canada, USA
REGIA: Kevin Greutert

18 anni dopo
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Edoardo Leo

About Elly
(Darbareye Elly)
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Iran
REGIA: Asghar Farhadi

Backward
GENERE: Drammatico, Sportivo
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Max Leonida Bastoni

Gentlemen Broncos
(Gentlemen Broncos)
GENERE: Commedia
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Jared Hess

Il Compleanno
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Marco Filiberti

Il segreto dei suoi occhi
(El secreto de sus ojos)
GENERE: Drammatico, Thriller, Romantico, Mystery
ANNO: 2009
NAZIONALITÀ: Spagna, Argentina
REGIA: Juan José Campanella

Tata Matilda e il Grande Botto
(Nanny McPhee and the Big Bang)
GENERE: Commedia, Fantasy, Family
ANNO: 2010
NAZIONALITÀ: Francia, Gran Bretagna, USA
REGIA: Susanna White

mercoledì, giugno 02, 2010

Il cinico, l'infame, il violento (Lenzi, 1977)

Titoli di testa de "Il cinico, l'infame, il violento" di Umberto Lenzi, anno 1977.