12 Round
( 12 Rounds )
GENERE: Azione, Thriller
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Renny Harlin
Baby Mama
( Baby Mama )
GENERE: Commedia, Sentimentale
ANNO PROD: 2008
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Michael McCullers
giovedì, luglio 30, 2009
domenica, luglio 26, 2009
RITORNO A BRIDESHEAD
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recensioni
OBSESSED
giovedì, luglio 23, 2009
Film in sala dal 24 luglio
Fighting
( Fighting )
GENERE: Azione, Drammatico
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Dito Montiel
Immagina che
( Imagine That )
GENERE: Commedia, Drammatico, Fantasy
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Karey Kirkpatrick
Jonas Brothers: The 3D Concert Experience
( Jonas Brothers: The 3D Concert Experience )
GENERE: Documentario, Musical
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Bruce Hendricks
( Fighting )
GENERE: Azione, Drammatico
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Dito Montiel
Immagina che
( Imagine That )
GENERE: Commedia, Drammatico, Fantasy
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Karey Kirkpatrick
Jonas Brothers: The 3D Concert Experience
( Jonas Brothers: The 3D Concert Experience )
GENERE: Documentario, Musical
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Bruce Hendricks
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film in uscita 2009
mercoledì, luglio 22, 2009
NIENTE VELO PER JASIRA
lunedì, luglio 20, 2009
STOP LOSS
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recensioni
giovedì, luglio 16, 2009
Film in sala dal 17 luglio
Harry Potter e il principe Mezzosangue
( Harry Potter and the Half-Blood Prince )
GENERE: Azione, Fantasy, Avventura
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ Gran Bretagna, USA
REGIA: David Yates
Ghost Town
( Ghost Town )
GENERE: Commedia
ANNO PROD: 2008
NAZIONALITÀ USA
REGIA: David Koepp
Niente velo per Jasira
( Towelhead )
GENERE: Drammatico
ANNO PROD: 2007
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Alan Ball
Notorious
( Notorious )
GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: George Tillman Jr.
Obsessed
( Obsessed )
GENERE: Drammatico, Thriller
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Steven Shill
( Harry Potter and the Half-Blood Prince )
GENERE: Azione, Fantasy, Avventura
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ Gran Bretagna, USA
REGIA: David Yates
Ghost Town
( Ghost Town )
GENERE: Commedia
ANNO PROD: 2008
NAZIONALITÀ USA
REGIA: David Koepp
Niente velo per Jasira
( Towelhead )
GENERE: Drammatico
ANNO PROD: 2007
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Alan Ball
Notorious
( Notorious )
GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: George Tillman Jr.
Obsessed
( Obsessed )
GENERE: Drammatico, Thriller
ANNO PROD: 2009
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Steven Shill
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film in uscita 2009
ADVENTURELAND
lunedì, luglio 13, 2009
ADVENTURELAND
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film in uscita 2009
Transformers. La vendetta del caduto
(di Ethan)Michael Bay, il principe dell’indelicatezza, è tornato con un nuovo film d’azione che vi rintronerà a forza di megadecibel. È una pellicola allo stesso tempo rumorosa e noiosa: è come guardare la vernice che si asciuga mentre qualcuno vi prende a padellate in testa. E in una situazione del genere due ore e mezza sono davvero troppe. La trama non offre nulla di interessante. ..
Le esplosioni sono così frequenti che fanno sembrare la colonna sonora un rullo di tamburi di 150 minuti.
La ciliegina su questa torta di spazzatura è l’interpretazione di Megan Fox, nel ruolo della soffocante fidanzata di Shia LaBeouf. È toltamente inespressiva. Invece di andare a vedere Transformers è senz’altro più divertente passare un pomeriggio dallo sfasciacarrozze.
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be kind rewind,
recensioni
Borderland
(di Ethan)

Borderland inizia con una sequenza sconvolgente in cui due poliziotti messicani si scontrano con un gruppo di spacciatori seguaci della santeria. Poi tutto rallenta. Alcuni studenti statunitensi appena laureati partono per il Messico in cerca di alcol ed emozioni. Poi uno di loro scompare dopo una nottata in cui i ragazzi hanno mandato giù qualche fungo allucinogeno. A quel punto Borderland sembra prendere la strada di un film poliziesco...
Ma abbiate pazienza, l’orrore arriverà. E non solo. La brutale orgia di violenze, torture e mutilazioni in cui finirete è talmente realistica che farà sembrare Hostel un cartone animato. Siete avvisati. Buon Cinema
Borderland inizia con una sequenza sconvolgente in cui due poliziotti messicani si scontrano con un gruppo di spacciatori seguaci della santeria. Poi tutto rallenta. Alcuni studenti statunitensi appena laureati partono per il Messico in cerca di alcol ed emozioni. Poi uno di loro scompare dopo una nottata in cui i ragazzi hanno mandato giù qualche fungo allucinogeno. A quel punto Borderland sembra prendere la strada di un film poliziesco...
Ma abbiate pazienza, l’orrore arriverà. E non solo. La brutale orgia di violenze, torture e mutilazioni in cui finirete è talmente realistica che farà sembrare Hostel un cartone animato. Siete avvisati. Buon Cinema
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be kind rewind,
recensioni
domenica, luglio 12, 2009
TROPA DE ELITE
La scelta di aprire con una scena che si colloca cronologicamente a metà del film catapulta lo spettatore nel vortice dell’azione ed insieme cristallizza il punto di non ritorno dopo il quale moralità e politicamente corretto lasciano il posto ad una resa dei conti fatta di istinto e polvere da sparo, di squarci di luce ed improvvise oscurità,ed in cui la dignità dell’uomo è scavalcata dall’istinto di sopravvivenza. Cadenzato sui ritmi di una colonna sonora che si fa beffa della morte e sembra richiamare nostalgie guerrafondaie, il film ci mostra immagini ipertrofiche che raccontano di uno stato emozionale sempre al limite e di uno sguardo che potrebbe sembrare presuntuoso per l’ipercinetismo della mdp ed invece è il risultato di una rappresentazione del dolore che vuole essere anche una provocazione verso il terzomondismo di facciata che riempie i mezzi di informazione e che è diventato un modo come un altro per rimuovere fastidiosi rimorsi di coscienza. Guardare la favela attraverso gli occhi del potere era una scelta a rischio, per la carica di machismo ed esaltazione connaturata nello spirito di chi si sporca le mani, ma il regista la compie in maniera consapevole, lontano da visioni maniche e senza proporre soluzioni, ma puntando tutto sull’impatto del messaggio. La sguardo, seppur carico di connotazioni che richiamano i peggiori spettri del totalitarismo ( le divise nere ed il teschio assunto come fregio, l’addestramento delle reclute e l’onnipotenza dei comandanti) non è mai fino a se stesso ma teso a definire i limiti di questa follia collettiva. Ne deriva uno stile dinamico che mischia documento e finzione, con la telecamera che rincorre gli eventi e talvolta li precede mentre la pellicola gioca con i colori alterandone la consistenza. Si arriva alla fine con il cuore in gola, attaccati ed insieme respinti da una storia che ti entra nella pelle e li rimane per ricordarti che quello che hai visto esiste e continua ad accadere.
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cult,
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giovedì, luglio 09, 2009
LA RIVOLTA DELLE EX
APPALOOSA
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recensioni
Film in sala dal 10 luglio
Adventureland
( Adventureland )
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Greg Mottola
St. Trinian's
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ Gran Bretagna
REGIA: Oliver Parker, Barnaby Thompson
Una notte con Beth Cooper
( I Love You, Beth Cooper )
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ Canada
REGIA: Chris Columbus
( Adventureland )
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Greg Mottola
St. Trinian's
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ Gran Bretagna
REGIA: Oliver Parker, Barnaby Thompson
Una notte con Beth Cooper
( I Love You, Beth Cooper )
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ Canada
REGIA: Chris Columbus
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film in uscita 2009
martedì, luglio 07, 2009
IL SUPERPOLIZIOTTO DEL SUPERMERCATO
Dotato di naturale leggiadria a discapito di un fisico a dir poco debordante, il nostro è diventato famoso per l’interpretazione di personaggi costretti a sfoderare la propria vitalità per sopperire ad un appeal lontano dai canoni richiesti dal mercato. Gli svantaggi costruiti dal copione uniti alla contaggiosa empatia dell’attore costituiscono una miscela irresistibile per il pubblico americano che finisce per immedesimarsi così tanto alle imprese del nostro eroe da decretarne il successo indipendentemente dalla qualità dell’operazione in cui è coinvolto. Caratteristiche che questo film conferma a partire dal titolo originale (Paul Blart: small cop), in cui i dati anagrafici messi in bella vista esauriscono ed insieme enfatizzano i contenuti di una storia costruita addosso all’attore chiamato ad interpretare un addetto alla sicurezza di un grande magazzino che aspira a diventare poliziotto e nel frattempo è costretto ad affrontare un manipolo di manigoldi che vuole impossessarsi degli incassi dell’esercizio in cui lavora. Alle prese con una missione impossibile, Paul avrà modo di andare oltre le apparenze rivelando un coraggio da leoni e finirà per conquistare il cuore di Amy, la commessa di cui è innamorato, a sua volta coinvolta come ostaggio nella vicenda. Ambientato per la maggior parte all’interno del grande magazzino che fa da sfondo alla storia, “Il superpoliziotto del supermercato” cerca di assecondare i gusti del pubblico semplificando al massimo il canovaccio e facendo del personaggio un emblema di una bontà ai limiti dell’autolesionismo. Ma è proprio la mancanza di cattiveria e conseguentemente di un Villain che renda credibili le fatiche del personaggio ad azzerare i motivi del divertimento. Con le armi spuntate e per nulla supportato da una regia che confonde il minimalismo con la superficialità, James si limita a fare quello per cui è stato ingaggiato, sfoderando l’ennesima versione dello sfigato dal cuore tenero. Massimo risultato con il minimo sforzo se è vero che il botteghino americano ha ampiamente ripagato gli sforzi messi in campo, facendo de “Il superpoliziotto” uno dei film più visti della stagione.
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recensioni
venerdì, luglio 03, 2009
24 Hour Party People
24 Hour Party People, di Michael Winterbottom, narra la vicenda professionale e privata di Tony Wilson, colui che alla storia passerà come lo scopritore di gruppi inglesi musicali quali Joy division, New order, Happy monday e il fondatore dell'etichetta indipendente Factory Records. Ma il film si offre anche un come valida opportunità per rinfrescare la memoria su ciò che è stata la new wave per la scena musicale britannica, un movimento di rinnovamento culturale e musicale, di rottura degli schemi noti, una vera onda che investì con forza tutta la scenda musicale inglese e mondiale, partorendo gruppi che rimarranno alla storia e condizionando i futuri sviluppi della musica stessa.
Scomparso lo scorso 2007, Wilson per decenni si è dedicato alla cultura new wave, dando voce ad artisti genialoidi quali Ian Curtis e Shaun Ryder, assecondando i loro eccessi, le loro manie autodistruttive, la loro inefferrabile poetica, fermamente convinto dell'importanza e bellezza di tale rinnovamento e fedele alle proprie intuizioni.
Tony Wilson fondò anche un locale notturno, l'Hazienda, che raccolse per anni gli appassionati di new wave e che fu palcoscenico per miriadi di bands inglesi.
Winterbottom, appassionato di musica, mette in scena un pezzo di storia inglese sullo sfondo di una Manchester notturna, che sotto il grigiore cova energia dirompente: giovani allo sbando, in cerca di una propria identità, si riversano come fiume nei locali notturni, che diventano a loro volta luogo di costruzione di una realtà parallela e più amabile.
Il film porta alla luce la personalità di cantanti e musicisti singolari e di grande forza espressiva, che, come spesso accade, finiscono per autodistruggersi invasi dagli eccessi del proprio ego.
Ottima colonna sonora, molto belli i titoli di coda.
giovedì, luglio 02, 2009
Film in sala dal 3 luglio
Il superpoliziotto del supermercato
( Paul Blart: Mall Cop )
GENERE: Azione, Commedia, Poliziesco, Family
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Steve Carr
La rivolta delle Ex
( The Ghosts of Girlfriends Past )
GENERE: Commedia, Romantico
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Mark Waters
Miss Marzo
( Miss March )
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Zach Cregger, Trevor Moore
Outlander - L'ultimo Vichingo
( Outlander )
GENERE: Avventura
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Howard McCain
( Paul Blart: Mall Cop )
GENERE: Azione, Commedia, Poliziesco, Family
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Steve Carr
La rivolta delle Ex
( The Ghosts of Girlfriends Past )
GENERE: Commedia, Romantico
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Mark Waters
Miss Marzo
( Miss March )
GENERE: Commedia
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Zach Cregger, Trevor Moore
Outlander - L'ultimo Vichingo
( Outlander )
GENERE: Avventura
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Howard McCain
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film in uscita 2009
lunedì, giugno 29, 2009
NAPOLI VIOLENTA - ITALIA 70 - IL CINEMA A MANO ARMATA (12)
Dodicesima puntataNAPOLI VIOLENTA (Ita 1976)
Regia: Umberto Lenzi
Cast: Maurizio Merli - John Saxon - Barry Sullivan - Silvano Tranquilli - Elio Zamuto - Maria Grazia Spina - Massimo Deda - Guido Alberti.
TRAMA: ll commissario Betti (Merli) questa volta deve affrontare una nutrita schiera di criminali: un rapinatore di banche (Zamuto); un industriale (Saxon) dai loschi traffici e il boss del racket del pizzo (Sullivan).
IL FILM: Seconda avventura della trilogia del Commissario Betti (la prima è ROMA VIOLENTA) che è stato trasferito a Napoli per combattere una criminalità sempre più spietata.
Betti come al solito rinuncia alla sua vita privata per mettersi al servizio del cittadino con i suoi metodi brutali che spesso fuoriescono dai rigidi confini dalla legalità.
Il commissario dal grilletto facile e dal pugno veloce, deve vedersela con tipologie diverse di criminali: il potente "generale", camorrista che gestisce il racket del pizzo, l'uomo d'affari Capuano invischiato in loschi traffici e uno spietato rapinatore interpretato dal grande e troppo spesso dimenticato Elio Zamuto.
Betti durante le sue indagini instaura un rapporto particolare con il piccolo Gennarino (Deda) rimasto orfano dopo l'uccisione del padre garagista e sarà proprio la pietà provata nei confronti del piccolo che gli darà la forza di combattere una criminalità sempre più dilagante e feroce.
COMMENTO: Film ben confezionato con Lenzi che come suo solito calca la mano con la violenza. Lenzi non non rappresenta Napoli banalmente, ovvero come una città ancorata a tradizioni e modi di pensare che bloccano la strada della modernità, ma come una metropoli che pur tra mille contradizioni riesce a far convivere tradizione e progresso riallacciandosi idealmente ai 3 diversi tipi di criminalità proposti nella pellicola. Cast ricco e ben assortito, supportato da comprimari di sicuro affidamento. Questo film appartiene a pieno titolo al sottofilone del commissario giustiziere e quindi non macano le frasi ad effetto " ..A te non ti denuncio per violenza a pubblico ufficiale...te la faccio scontare qui".
Ottime le scene d'azione, tra tutte spicca il celeberrimo inseguimento sul tetto dei vagoni della circumvesuviana che Maurizio Merli ha girato personalmente rinunciando alla controfigura. Indimenticabile la colonna sonora di FRANCO MICALIZZI che riarrangia in chiave poliziottesca una tipica tarantella napoletana.
CURIOSITA'-NOTIZIE: In questo film fa il suo esordio la figura del ragazzino orfano che ritroveremo in altri film, sopratutto in quelli ambientati nella città di Napoli quando il "poliziottesco" subirà una svolta melodrammatica.Il film uscì nelle sale il 23 agosto del 1976, ovvero in piena estate e quando nella città di Napoli si sfioravano i 40 gradi. Nonostante questo, già dalle prime ore del pomeriggio nei pressi del cinema dove era il programma la prima del film alla quale sarebbe stato presente il regista U. Lenzi, scoppiarono dei disordini a causa della folla che voleva accedere alla sala. Dovette intrvenire la polizia e il questore di Napoli si prodigò personalmente per mettere a disposizione un'altra sala cinematografica della città per contenere il pubblico.
NAPOLI VIOLENTA incassò 1miliardo e 868 milioni di lire, di cui 169 milioni solo nella città di Napoli.
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cult,
italia,
Italia '70 - Il cinema a mano armata,
recensioni
AMORI ED ALTRI CRIMINI
PUBBLICATA SU ONDACINEMA.IT
In un quartiere di Sarajevo il boss Milutin organizza i suoi affari con l’aiuto di Stanislav (VukKostic),apprendista delinquente dalla faccia slavata e con la passione per i giochi di prestigio. Innamorato di Anica (Anica Dobra), le propone una fuga d’amore in cambio del silenzio a proposito dei raggiri che la donna sta organizzando ai danni di Milutin (Fedja Stojanovic) di cui è l’amante. Un intreccio tipicamente noir che Stefan Arsenijevic traveste con i toni della commedia e del melo per rappresentare un mondo alle prese con i postumi della guerra e con una crisi economica che rischia di farlo scomparire.Senza venir meno alle istanze di realismo, continuamente presenti nella totale adesione con il degrado del tessuto urbanistico e nella dinamica di una storia, che alla maniera della "novelle vague" viene mostrata e si sviluppa attraverso il pedinamento dei personaggi, il film si arricchisce di una serie di motivi che pur riallacciandosi al tema conduttore dell’amore impossibile, lo stesso che lega in un rapporto di odio e amore Sarajevo con i suoi cittadini, e che ritroviamo riflesso nel mutismo della figlia di Milutin, a sua volta tormentato dal ricordo della donna che ha amato ed abbandonato, a quello di Stanislav per Anica, a lungo sublimato ed ora complicato da una serie di obblighi da soddisfare (verso la madre, sull’orlo di una demenza senile verso la figlia del Boss, con cui si comporta come un fratello maggiore), sono il riflesso di una sfrenata passione cinefila, capace di far coesistere il cinema di Jarmush, presente nella trattenuta stravaganza dei caratteri e nella fissità di alcune loro espressioni, a quello di un classico come "Casablanca" (con "Basame mucho" al posto di "Times goes by"), riproposto nelle dinamiche amorose e nell’ambivalenza che unisce i tre protagonisti, alla poetica Alleniana di "Manhattan", con il tetto del palazzo al posto della panchina ed i due innamorati a regalarsi un ultimo sguardo sulla città che stanno per lasciare, al Brian De Palma di "Carlitos Way", citato esplicitamente nell’epilogo finale. Commistioni affascinanti ma anche rischiose dal punto di vista formale, per la difficoltà di assemblare modelli così disparati, e che invece Arsenijevic riesce a trasformare in un unicum originale ed appassionante, grazie ad uno sguardo che realizza sul piano filmico le istanze politiche ancora inseguite, e riesce a tenere insieme, ricomponendola, la discontinuità di un luogo che sembra andare a pezzi, e che invece sullo schermo acquista un identità ancora sconosciuta nella vita reale. Ma il film deve molto all’espressività dei suoi attori, capaci di cogliere in un sol gesto l’intera gamma delle passioni umane. Un opera rara da cui mi congedo con una certa emozione.
In un quartiere di Sarajevo il boss Milutin organizza i suoi affari con l’aiuto di Stanislav (VukKostic),apprendista delinquente dalla faccia slavata e con la passione per i giochi di prestigio. Innamorato di Anica (Anica Dobra), le propone una fuga d’amore in cambio del silenzio a proposito dei raggiri che la donna sta organizzando ai danni di Milutin (Fedja Stojanovic) di cui è l’amante. Un intreccio tipicamente noir che Stefan Arsenijevic traveste con i toni della commedia e del melo per rappresentare un mondo alle prese con i postumi della guerra e con una crisi economica che rischia di farlo scomparire.Senza venir meno alle istanze di realismo, continuamente presenti nella totale adesione con il degrado del tessuto urbanistico e nella dinamica di una storia, che alla maniera della "novelle vague" viene mostrata e si sviluppa attraverso il pedinamento dei personaggi, il film si arricchisce di una serie di motivi che pur riallacciandosi al tema conduttore dell’amore impossibile, lo stesso che lega in un rapporto di odio e amore Sarajevo con i suoi cittadini, e che ritroviamo riflesso nel mutismo della figlia di Milutin, a sua volta tormentato dal ricordo della donna che ha amato ed abbandonato, a quello di Stanislav per Anica, a lungo sublimato ed ora complicato da una serie di obblighi da soddisfare (verso la madre, sull’orlo di una demenza senile verso la figlia del Boss, con cui si comporta come un fratello maggiore), sono il riflesso di una sfrenata passione cinefila, capace di far coesistere il cinema di Jarmush, presente nella trattenuta stravaganza dei caratteri e nella fissità di alcune loro espressioni, a quello di un classico come "Casablanca" (con "Basame mucho" al posto di "Times goes by"), riproposto nelle dinamiche amorose e nell’ambivalenza che unisce i tre protagonisti, alla poetica Alleniana di "Manhattan", con il tetto del palazzo al posto della panchina ed i due innamorati a regalarsi un ultimo sguardo sulla città che stanno per lasciare, al Brian De Palma di "Carlitos Way", citato esplicitamente nell’epilogo finale. Commistioni affascinanti ma anche rischiose dal punto di vista formale, per la difficoltà di assemblare modelli così disparati, e che invece Arsenijevic riesce a trasformare in un unicum originale ed appassionante, grazie ad uno sguardo che realizza sul piano filmico le istanze politiche ancora inseguite, e riesce a tenere insieme, ricomponendola, la discontinuità di un luogo che sembra andare a pezzi, e che invece sullo schermo acquista un identità ancora sconosciuta nella vita reale. Ma il film deve molto all’espressività dei suoi attori, capaci di cogliere in un sol gesto l’intera gamma delle passioni umane. Un opera rara da cui mi congedo con una certa emozione.
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